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In anteprima il video "Fuori dai mondiali" nuovo singolo di Marco Achtner

di TMNews venerdì 5 giugno 2026
2' di lettura

Milano, 5 giu. (askanews) - In anteprima il video "Fuori dai mondiali" nuovo singolo di Marco Achtner, cantautore e produttore con milioni di stream alle spalle e una lunga storia nella scena dance ed elettronica europea.

Dopo anni di successi tra classifiche dance internazionali e singoli che hanno consolidato la sua cifra pop contemporanea, Achtner firma un brano dal forte impatto emotivo, capace di tenere insieme memoria collettiva e intimità personale.

Il brano "Fuori dai Mondiali" è una canzone che parte da una ferita sportiva condivisa - l'Italia esclusa dai Mondiali - per raccontare in realtà qualcosa di molto più grande:

le piazze piene, le notti tricolori e gli abbracci agli sconosciuti delle estati in cui la Nostra nazionale ci faceva sognare.

Tra immagini vivide e un ritornello immediato - "Fuori dai Mondiali, fuori dai bar / resta solo il cielo ma il mondo è precario" - Achtner costruisce un piccolo romanzo in tre minuti, dove la malinconia non è rassegnazione ma bisogno di ritrovare un "noi" che sembra essersi perso.

Questo brano nasce da una mancanza collettiva racconta Marco Achtner. Non è solo il fatto di essere fuori dai Mondiali, è la sensazione che quelle notti lì - con gli abbracci agli sconosciuti, le piazze piene, il "sì Italia" urlato fino alle tre di notte - siano finite per sempre. Ho provato a raccontare quel vuoto, ma anche la voglia di tornare a sentirci uniti per qualcosa.

Il brano è arrangiato da Jacopo Stella, che accompagna il testo con una produzione pop dal respiro moderno: cassa calda, synth dal sapore nostalgico, una dinamica che cresce verso il ritornello e lascia spazio alla voce in primo piano, come in una confessione a cuore aperto.

Il videoclip ufficiale è firmato da Edda Galligani e ripercorre i fasti gloriosi della Nazionale italiana: le notti magiche, le esultanze, le strade invase di bandiere, i maxi-schermi nelle piazze e quella sensazione unica di essere tutti dalla stessa parte, per una volta sola.

Le immagini d'archivio e le suggestioni calcistiche si intrecciano a scene più intime e quotidiane, creando un parallelismo tra lo stadio e il bar sotto casa, tra la grande storia e le piccole storie personali che quei Mondiali hanno segnato.

Prima di dedicarsi al cantautorato, Marco Achtner si è fatto conoscere e apprezzare nella scena dance italiana e internazionale, firmando brani che scalano le classifiche di diversi paesi europei come autore, produttore e voce. Nel tempo evolve verso una scrittura più personale, portando nel pop italiano un bagaglio fatto di elettronica, melodie incisive e una forte attenzione ai testi.

Negli ultimi anni ha pubblicato diversi singoli sulle principali piattaforme digitali, consolidando un percorso che unisce immediatezza radiofonica e sensibilità cantautorale.

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Alghero capitale del triathlon mondiale

Alghero, 5 giu. (askanews) - Dopo il grande successo della World Triathlon Championship Series di sabato scorso, Alghero torna protagonista domenica con la prova di IRONMAN 70.3. Una doppia vetrina mondiale per la città sarda, frutto della sinergia tra Federazione Italiana Triathlon, Ministero per lo Sport e i Giovani, Ministero del Turismo ed enti locali.

Sabato, 98 atleti elite provenienti da 28 nazioni si sono dati battaglia alla World Triathlon Championship Series: 1.500 metri di nuoto, 40 chilometri di ciclismo e 10 chilometri di corsa nel suggestivo paesaggio sardo, per quello che è divenuto uno dei più attesi eventi sportivi nel territorio nazionale. E domenica sarà la volta di un altro evento iconico: 2.800 atleti si sfideranno nell'IronMan 70.3: 1.9 km di nuoto, 90 in bici e 21.1 di corsa.

Le parole di Riccardo Giubilei, Presidente FITRI: "Abbiamo portato una settimana di triathlon, che è lo sport più bello del mondo, in una location particolarmente evocativa come Alghero. Il meraviglioso paesaggio ha accolto migliaia di atleti a partire da quelli che si stanno giocando la qualifica olimpica per Los Angeles 2028. In questo ponte ideale, fra il Mediterraneo e l'oceano, ci sono due eventi fantastici. La World Triathlon Championship Series con i migliori triatleti e le migliori triatlete al mondo e poi dieci gruppi, gli amatori, il cuore pulsante del movimento che è in grande crescita, che chiude questa settimana a tutto tondo di triathlon e proietta Alghero all'interno dell'elitè dello sport internazionale."

Una vera e propria partnership con l'intento di rafforzare la posizione dell'Italia nel panorama internazionale del Triathlon: queste le motivazioni alla base del protocollo d'intesa tra FITRI e IRONMAN, che coadiuvati dal Ministro per lo Sport e i Giovani provano a dare continuità a quanto di buono costruito fino ad oggi: la collaborazione ha fin da subito puntato su due realtà affermate come la World Triathlon Championship Series e il circuito IRONMAN 70.3, riferimento globale delle lunghe distanze, per promuovere l'attività sportiva e rafforzare lo sviluppo del movimento sul territorio.

L'intervista a Thomas Veje Olsen, Managing Director Europe, Middle East and Africa di IRONMAN: "Questo accordo riflette un'ambizione condivisa di elevare l'Italia al centro del triathlon mondiale. L'Italia è una piattaforma fantastica per i nostri atleti, ha una comunità appassionata, atleti fantastici e location eccezionali per gare di livello mondiale. Questo accordo non serve solo a far sì che più persone pratichino il triathlon, ma anche a ispirare la partecipazione, a incoraggiare a prendere parte alle gare e a sviluppare ulteriormente queste fantastiche competizioni che ci sono in Italia.Questo fine settimana si terrà l'Ironman 70.3 Algaro in Sardegna. Più di 2.800 atleti sono pronti a partecipare alla gara e sarà un'esperienza fantastica che eleverà l'Italia come sede per il triathlon e condividerà il nostro impegno comune per il triathlon in Italia."

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Due grandi classici danno vita a un nuovo prodotto

Ascoli Piceno, 5 giugno. - In arrivo la nuova collaborazione tra Ringo e Gocciole, che punta ad inserire un nuovo prodotto nel mercato snack. L'unione dei due storici brand, infatti, proverà a ritagliare il proprio spazio in un mercato mai come oggi pieno, ma al contempo sempre alla ricerca della novità.

L'intervista di Francesco Maria Agnoli, Senior Equity Manager Italy Ringo: "Ringo e Gocciole sono due brand straordinari che fanno parte della quotidianità dei consumatori. Unendo i loro universi abbiamo la possibilità di dare vita, con una limited edition, ad un alternativa valida agli italiani nei momenti della colazione e della merenda. Con questo nuovo prodotto abbiamo la volontà di portare un'esperienza di consumo che sia ancora più avvolgente rispetto a quella che abbiamo avuto fino ad oggi con Ringo e Gocciole singolarmente."

Ringo, oggi leader nel settore snack in Italia con 7.7 milioni di consumatori italiani, prova a rafforzare la propria posizione grazie alla collaborazione con Gocciole, che conta numeri simili. Valore aggiunto per entrambi i brand la capacità di innovarsi ed adattarsi alle esigenze del tempo.

Nuovamente l'intervento di l'intervista di Francesco Maria Agnoli, Senior Equity Manager Italy Ringo: "Se noi prendiamo queste due marche e le andiamo a declinare nella quotidianità, accade qualcosa di simile alle collaborazioni in altri campi, come nella cultura pop musicale: quando due artisti provenienti da realtà diverse si uniscono, spesso scoprono di essere complementari. Parallelamente, lo stesso concetto avviene con la nascita e il lancio di Ringo feat Gocciole."

La limited edition Ringo feat Gocciole nascerà nello stabilimento di Ascoli del Gruppo Barilla. Simbolo di rinascita dopo l'alluvione del 2011, l'industria conta 18 ricette originali e una superficie di 105.000 m . Con oltre 200 impiegati, Ringo e Gocciole hanno scelto lo stabilimento marchigiano proprio per gli elementi di tradizione, innovazione e qualità presenti nell'industria marchigiana.

(Servizio Pubbliredazionale)

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Triennale, Trione nuovo presidente: "Cornice unica per più esperienze"

Milano, 5 giu. (askanews) - Al termine di un periodo non semplice di confronti e discussioni, la Triennale di Milano ha un nuovo presidente: dopo gli otto anni di Stefano Boeri tocca al docente e critico Vincenzo Trione, scelto dal nuovo Cda per presiedere la Fondazione. Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla nomina ufficiale e gli abbiamo chiesto quali siano gli obiettivi che si propone per questo nuovo incarico. "Coniugare da un lato la fortissima identità storica della Triennale - ha detto ad askanews - e dall'altro lato far affiorare quella che è po' sempre stata la dimensione della Triennale, che è un luogo visionario, di intuizione, di tendenze, indirizzi, decisivi per capire il nostro tempo, la nostra contemporaneità".

L'arte contemporanea è il campo in cui Trione ha lavorato maggiormente negli anni, ma in Triennale la prospettiva sull'idea di arti si amplia molto. "Certamente la Triennale - ha aggiunto - ha il cuore nell'architettura e nel design, ma in fondo riprende anche un po' la grande tradizione sia delle botteghe rinascimentali che del Bauhaus, ovvero uno spazio all'interno del quale le pratiche, i linguaggi si contaminano, si confondono, si danno la mano. Io vorrei che la Triennale fosse esattamente questo, ma in fondo è sempre stata questo".

Abbiamo poi chiesto al neo presidente se abbia un sogno da provare a realizzare nei prossimi anni. "Mi piacerebbe da un lato che la Triennale fosse il luogo più avanzato della sperimentazione, della ricerca a livello europeo - ci ha risposto -. Sarebbe bello sognare davvero in grande e rafforzare ancora di più questa dimensione europea dell'istituzione. Dall'altro lato mi piacerebbe che la Triennale fosse sempre più integrata con tutto il sistema cittadino: il Parco Sempione è il luogo nel quale è la Triennale, è idealmente al centro di uno dei poli culturali più ricchi e più vivaci di tutto quanto il Paese. Mi piace molto l'idea che sia un dispositivo aperto, una cornice unitaria dentro la quale ci siano più esperienze diverse. E se dovessi una cosa che mi piacerebbe realizzare è che ogni anno possa avere dei temi forti intorno ai quali radunare mostre, progetti, incontri".

Insieme alla nomina di Vincenzo Trione il nuovo Cda di Triennale ha confermato Carla Morogallo come direttrice generale.

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"La vita segreta dei giocattoli", un documentario su Roberto Papetti

Roma, 5 giu. (askanews) - Una clip tratta da "La vita segreta dei giocattoli", il nuovo documentario di Alexandra D'Onofrio e Sara Zavarise, che racconta uno degli ultimi e più autorevoli artisti del giocattolo in Italia, il ravennate Roberto Papetti.

Il film viene presentato in anteprima assoluta al Biografilm Festival 2026 (il 6 giugno) alla presenza delle registe e dello stesso Papetti.

Dopo i festival, tra cui il Sole Luna Doc Festival di Palermo (ai primi di luglio), il documentario da settembre uscirà in sala e nel circuito educational.

Il film segue Roberto Papetti artista, educatore e tra gli ultimi grandi mastri giocattolai italiani in un viaggio attraverso l'Italia, da Palermo al Lido di Venezia, a Roma. In ogni tappa, realizza laboratori con bambine e bambini dove costruisce i giocattoli più rappresentativi della sua poetica: a Palermo il bestiario da cassetta da frutta, al Lido di Venezia Marina la Sirena e a Roma i Pacifici. Qui il gesto creativo diventa occasione di incontro e riflessione condivisa: costruire giocattoli significa interrogarsi sul valore del riciclo, sul rapporto con la natura, sulla pace e sulla possibilità di immaginare nuovi modi di abitare il mondo.

"La vita segreta dei giocattoli" racconta il gioco come spazio di libertà, invenzione e scoperta, affrontando temi come il riciclo, l'ecologia, la pace e il valore della manualità. Papetti negli anni Ottanta ha fondato il centro di educazione ambientale La Lucertola ed è stato punto di riferimento nazionale per la pedagogia del gioco. La sua stessa voce accompagna il film.

Nello studio-bottega di Ravenna, tra legni, oggetti raccolti e tracce di progetti passati, Roberto lavora a un'opera che si svela soltanto nel finale: L'Equilibrista, una scultura di land art che porta lungo il fiume Lamone in memoria dell'alluvione del 2023, simbolo del rapporto fragile tra uomo e natura. Parallelamente, il documentario lo segue anche in un momento cruciale del suo percorso: la preparazione della sua prima grande retrospettiva al MAR di Ravenna, che segna un riconoscimento significativo della sua ricerca artistica, in cui il lavoro di Papetti incontra per la prima volta una piena visibilità istituzionale, dopo un percorso a lungo collocato ai margini del sistema dell'arte.

Ad arricchire il racconto, le sequenze di animazione in stop-motion che danno vita ai giocattoli lontano dallo sguardo del loro creatore e dei bambini, restituendo sullo schermo quella dimensione magica e animista che attraversa tutto il film: l'idea che i giocattoli possano custodire desideri, memoria e persino sogni.

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