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Biennale Teatro, tra l'identità e l'altro per una capacità poetica

di TMNews mercoledì 10 giugno 2026
2' di lettura

Venezia, 10 giu. (askanews) - Il teatro è il grande spazio della possibilità, la dimensione di una presa di coscienza del nostre essere nel mondo e, insieme, della forza delle arti. Il festival internazionale di Teatro contemporaneo della Biennale di Venezia, giunto alla 54esima edizione, quest'anno parte dall'idea di confronto con il diverso e, al tempo stesso, ragiona sull'idea di identità. Una contraddizione fertile, che riassunta nel titolo "Alter Native", poi suggerisce realmente delle strade diverse.

"La Biennale Teatro firmata da Willem Dafoe - ha detto ad askanews Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia - ancora una volta conferma la capacità del nostro essere corpo di darsi come stato in luogo e quindi come presa di posizione dell'unicità dell'umano in una prospettiva che è visione, progetto, organizzazione ma anche capacità poetica, creativa e non è nient'altro che una fatica teoretica di costruire il domani attraverso l'esperienza viva del teatro".

Un'esperienza che prende forme differenti, al confine tra molte discipline, che il teatro spesso finisce per sussumere in sé, ampliando la portata dell'esperienza dello spettatore. "Quando ci si siede per assistere agli spettacoli - ha aggiunto Buttafuoco - ci si immerge in qualcosa di vivo e questo è il senso della mostra curata da Dafoe, dove il suo festival racconta e riferisce di una capacità dell'umano che attraverso il corpo riesce a essere poesia".

I temi affrontati passano dal genocidio al ricordo, dalla tragedia eterna dei migranti alle riedizioni di opere classiche come l'Otello di Shakespeare negli stilemi del teatro giapponese, dalle danze tradizionali indiane ai vulcani dell'Indonesia. Senza dimenticare il Leone d'oro alla Carriera Emma Dante e il Leone d'argento Mario Banushi.

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Roma, 10 giu. (askanews) - Il governo ha approvato un decreto legislativo che per la prima volta dà il via libera all'uso dell'intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia.

"L'obiettivo è quello di mettere a disposizione delle funzioni di polizia e dei servizi di sicurezza anche le tecnologie più avanzate. Ovviamente il decreto stabilisce che l'intelligenza artificiale è un importante e innovativo strumento di supporto dell'attività dell'operatore di polizia, ma non un sostituto delle decisioni umane", ha spiegato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.

"Ogni utilizzo dell'intelligenza artificiale deve essere proporzionato e sottoposto a revisione da parte della sorveglianza umana qualificata e ovviamente rispettoso delle regole in materia di protezione di dati per personali in particolare per quanto riguarda i dati sensibili", ha sottolineato.

"L'intelligenza artificiale è un supporto, non è un poliziotto automatizzato. Le decisioni restano umane - ha precisato - ad esempio ci sono delle regole stringenti per l'identificazione biometrica in tempo reale per finalità di polizia che è ammessa solo in casi eccezionali, non c'è nessun grande fratello generalizzato perché è vietato l'utilizzo di banche dati biometriche create con raccolta massiva e generalizzata". È prevista anche una formazione specializzata per gli operatori di polizia.

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"Su questo voglio annotare che i presunti autori sono entrati in Italia dal confine orientale nel 2018-2022 cioé prima che l'attuale governo sospendesse la libera circolazione di Schengen al confine orientale, con la Slovenia, in considerazione della situazione internazionale", ha puntualizzato il ministro.

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"Le piattaforme non producono contenuti, ma li gerarchizzano, orientano quindi anche una lettura e i giornali si trovano un po' a inseguire. Quindi io credo che sia un momento molto importante per riflettere oggi su queste tematiche, soprattutto perché noi oggi siamo di fronte a queste logiche di piattaforma che estraggono dati dai comportamenti residuali, dove l'utente diventa un partner, un partner - ha sottolineato - perché viene in qualche modo venduto, orientato secondo i modelli prescrittivi dell'economia capitalistica".

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Alla richiesta di dare un giudizio sulle grandi manovre in corso tra le banche italiane (e che coinvolgono Mediobanca, Intesa San Paolo, Mps e le Generali, Banco Bpm), Conte ha risposto: "Il giudizio nostro, innanzitutto, è che sia fatto tutto secondo le regole di mercato. Però sicuramente c'è una prospettiva di più ampio respiro che ci riguarda e ci preme molto: noi abbiamo ormai - ha rilevato - una crescita prossima allo zero, grazie a questo governo, che addirittura con 209 miliardi che gli abbiamo lasciato (con riferimento al Pnrr, ndr), è stato capace di riportare l'Italia agli ultimi posti, addirittura nelle proiezioni del 2027 ultima tra i paesi del G20 e ultima in Europa per crescita del Pil. Allora ci chiediamo: com'è possibile che il Paese sia prossimo allo zero per la crescita del Pil, e invece le banche continuino ad accumulare profitti addirittura straordinari rispetto anche alla media degli ultimi anni? C'è qualcosa che non va".

"C'è qualcosa che non va - ha ripetuto il leader del M5S - perché è tutta una remunerazione degli azionisti del capitale investito, ma non c'è un miglioramento del credito in Italia. Non vediamo assolutamente un accesso facile al credito per quanto riguarda gli artigiani, per quanto riguarda le famiglie, le famiglie monoreddito in difficoltà, per quanto riguarda le imprese, per quanto riguarda i cittadini. Ecco, questo è un problema che dobbiamo risolvere", ha sottolineato Conte.

Insomma, "stiamo andando verso concentrazioni bancarie sempre più stringenti, diciamo; ma nello stesso tempo a noi, che guardiamo all'economia reale e guardiamo con grande diffidenza a quella che potrebbe essere la speculazione finanziaria, a noi preme molto il fatto che ci sia un credito agevolato. E soprattutto - ha aggiunto -, oggi abbiamo l'urgenza di recuperare risorse: dall'industria delle armi, dalla tassa sugli extra profitti delle banche, questi utili straordinari che sono al di fuori di una regolamentazione ordinaria del mercato. Non siamo nell'ambito della fisiologia del mercato, ma siamo di fronte a eventi straordinari, profitti straordinari". E perciò, ha argomentato Conte, "è giusto un intervento redistributivo che ci potrebbe consentire su questi vari fronti, pensiamo anche alle industrie energetiche, di recuperare decine e decine di miliardi, che oggi servono assolutamente per famiglie e imprese".

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