Roma, 18 giu. (askanews) - La transizione sostenibile rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un'eccessiva complessità normativa che compromette l'efficacia delle azioni. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 "Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile", realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma.
Per questo, nonostante l'imprevedibilità dell'attuale scenario regolatorio europeo, oltre il 75% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità. Ma quali sono le principali criticità che imprese e istituzioni devono affrontare e quali le indicazioni che le istituzioni italiane ed europee dovrebbero raccogliere per sostenere in modo più efficace la competitività del nostro sistema produttivo?
Le parole di Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion: "Questo periodo che stiamo attraversando viene definita l'era dei predatori. E' un momento molto complicato: predatori politici, predatori tecnologici e le imprese si muovono in questa fase di instabilità. Ci sono due criticità sopra tutte le altre. La prima è che i mercati e i sistemi dei prezzi non sembrano riconoscere gli investimenti in sostenibilità e quindi le imprese sono confuse. L'altro aspetto invece riguarda le difficoltà che le imprese incontrano quando devono prendere decisioni o pianificare degli investimenti oggi, perché c'è molta più complessità, molta più incertezza rispetto al passato"
A cosa le aziende non vogliono rinunciare in materia di sostenibilità per continuare a competere e cos'è la Transizione Competitiva?
L'intervista a Carlo Cici, Partner & Head of Sustainability di TEHA Group: "Le aziende non rinuncerebbero mai alle attività su efficienza energetica, attenzione, salute e sicurezza sul lavoro e soprattutto sull'economia circolare. Quindi anche il pensare che semplificare, togliere sia qualcosa che aiuti le aziende, in realtà questo non è il risultato del nostro ascolto che abbiamo fatto delle aziende con una survey e con un focus group. Noi ci aspettiamo che le istituzioni nei prossimi cinque anni non spingeranno di più sulla sostenibilità, allo stesso tempo in un mercato insostenibile le aziende non faranno profitti."
La sfida per l'Europa e per l'Italia, consiste nel costruire un nuovo patto competitivo, in cui sostenibilità e crescita siano obiettivi integrati della stessa strategia industriale. In questo scenario, sistemi collettivi come quelli dell'ecosistema Erion possono e devono, contribuire a rendere la transizione più efficace, supportando le imprese nella gestione delle risorse, nello sviluppo dell'economia circolare e nel raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.