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Hegseth: Pentagono riesaminerà dispiegamento Usa in Europa

di TMNews giovedì 18 giugno 2026
1' di lettura

Milano, 18 giu. (askanews) - Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato alla Nato che il Pentagono condurrà una revisione della propria presenza militare in Europa entro i prossimi sei mesi, mentre Washington esercita pressioni sugli alleati affinché rafforzino le proprie difese. "stiamo raddoppiando i nostri sforzi per rendere la nato ciò che ha sempre dovuto essere: un'alleanza equilibrata con l'europa in prima linea nella propria difesa", ha affermato Hegseth.

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Art Basel, il mercato è dei capolavori (e il nuovo non serve)

Basilea, 18 giu. (askanews) - Il mercato globale dell'arte vale quasi 60 miliardi di dollari e, almeno nelle sue parti più ricche, non sembra risentire della crisi. Uno dei suoi luoghi simbolo è Basilea, dove ogni anno a giugno si celebra quel grande rito del Sistema dell'arte che è la fiera di Art Basel, nella città da cui tutto è partito e che ora guida un network globale. Tra pass vip e inaugurazioni riservatissime, tra dealer internazionali e centinaia di curatori, la fiera è sempre uno di quei luoghi nei quali si spera di intuire tendenze, di scoprire novità, insomma di prendere un po' il polso a questo strano mondo.

L'evento fa sempre effetto, le gallerie che contano ci sono, il programma di incontri è ricco, ogni cosa ha il giusto glamour. Il tempo di fare pochi passi tra gli stand e ci si imbatte nelle Muse inquietanti di De Chirico, uno dei dipinti più misteriosi e famosi al mondo, ancora qualche metro ed ecco un monumentale interno di Roy Lichtenstein, di quelli che di trovano di solito solo nei grandi musei internazionali. L'elenco potrebbe proseguire a lungo: Frank Stella, Carl Andre, Juan Munoz, Helen Frankenthaler. Nomi enormi ovunque insomma, stand affascinanti come la bella gente che li frequenta.

Però a un certo punto, addentrandosi nel modo di funzionare della fiera, si comincia a percepire la mancanza di qualcosa, in un certo senso si intuisce la fragilità di un velo che copre tutto e chissà che non nasconda qualcosa. E poi si finisce con il pensare che a mancare sia proprio il nuovo, il non-ancora-visto, l'elemento che arriva e scompiglia le cose. Non c'è, o per lo meno se c'è sembra starsene ben nascosto. Strada facendo, la convinzione che il mercato, e quindi anche i galleristi e i collezionisti, voglia questo tipo di arte e coltivi più il noto, il molto noto, piuttosto che il meno visto si consolida fino a diventare una specie di certezza. Che esplode in tutta la sua potenza quando si arriva allo stand di Gagosian, una delle gallerie che hanno fatto la storia, uno dei player più potenti sulla scena. E qui troviamo un incredibile Francis Bacon proprio all'ingresso, e poi, al centro della sala la Black Sheep di Damien Hirst, gli animali in formaldeide che hanno fatto la storia degli anni Novanta. E ancora un Christopher Wool di grande dimensione, e un Ed Ruscha magnetico, per non citare poi Warhol o Maurizio Cattelan. Una collezione totale; superstar, capolavori, grandi classici senza discussione. Questo è lo standard e questo, a cascata, arriva a essere lo spirito che guida, senza che nessuno lo abbia "deciso"magari, l'intero evento e ne definisce il perimetro.

A questo punto diventa evidente che il nuovo qui non serve, che il mercato funziona così, almeno nelle sue componenti apicali e nei suoi eventi di punta, come Art Basel. Il nuovo sono loro, sono le grandi gallerie, sono i compratori che continuano, alla fine, a tenere i piedi l'intero sistema, appoggiandosi a capolavori straordinari. Il resto conta poco. (Leonardo Merlini)

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Rischio clinico: nuova prassi di riferimento sul tema controlli

Roma, 18 giu. (askanews) - Si è svolto presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati, l'evento dedicato alla nuova Prassi di Riferimento UNI/PDR 188:2026, su iniziativa dell'Onorevole Alessia Ambrosi. L'incontro ha rappresentato un importante momento di confronto sul tema dei controlli e delle verifiche nei servizi appaltati. Tra i protagonisti, Claudio Campion, Presidente di FMSpecialist e Project Leader della UNI/PDR 188:2026. Presente tra gli altri anche Vittorio Serafini, Presidente della Fondazione Scuola Nazionale Servizi.

"Parlare di sistema sanitario significa parlare di salute, benessere e sicurezza dei cittadini e, oggi più che mai, in un mondo in profonda trasformazione e in continuo cambiamento, salute, sanità e digitalizzazione devono procedere di pari passo. Questo percorso, che ha portato alla realizzazione della prassi di riferimento UNI/PdR 188:2026, nasce nel 2021 con l'approvazione di un ordine del giorno a mia prima firma nel Consiglio della Provincia autonoma di Trento, che prevedeva il monitoraggio dei servizi appaltati in sanità mediante sistemi di controllo informatici e digitali. Il tema affrontato in questo convegno è assolutamente attuale e incarna perfettamente le politiche di digitalizzazione e modernizzazione che l'Italia sta portando avanti in ambito sanitario attraverso il PNRR e gli investimenti nella sanità digitale. Questa trasformazione significa tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini; significa migliorare l'efficienza del nostro sistema sanitario e, soprattutto, utilizzare nel miglior modo possibile le risorse pubbliche. Qual è il vero cambio di passo? Il cambio di passo risiede nell'approccio culturale che oggi stiamo portando avanti", è quanto affermato dall'On. Alessia Ambrosi.

"La prassi di riferimento UNI 188:2026 rappresenta il primo traguardo per ottenere un corretto indirizzo per quanto riguarda i controlli nel soft facility management, ovvero quei servizi appaltati che sono gestiti da un capitolato ma che, nella fase di esecuzione, spesso non risultano adeguatamente controllati. Il primo obiettivo di questa prassi è quello di regolamentare, a livello normativo, un ambito che coinvolge sia le pubbliche amministrazioni sia le società private. In Italia, ad oggi, non esiste ancora un regolamento organico che disciplini tale materia. La creazione di questa norma è importante perché consente finalmente di chiarire anche il ruolo di ANAC, che ha evidenziato come il DEC e il RUP non debbano limitarsi a dichiarare in gara che verranno effettuati controlli, ma debbano specificare quando verranno svolti, come verranno effettuati e chi ne sarà responsabile", ha sottolineato Claudio Campion.

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"Non è mai troppo presto!" campagna per uso consapevole digitale

Roma, 18 giu. (askanews) - La campagna di comunicazione istituzionale "Non è mai troppo presto - 9 consigli digitali per i neogenitori", presentata oggi a Palazzo Chigi, nasce dalla collaborazione del Dipartimento per l'informazione e l'editoria e il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Lo spot è finalizzato a sensibilizzare i neogenitori sull'importanza della relazione diretta con i propri figli. L'obiettivo è promuovere un uso equilibrato e consapevole dei dispositivi digitali, restituendo centralità ai momenti di presenza, allo sguardo e al contatto reale nei primi mesi e anni di vita.

Infatti, è sempre più comune vedere schermi di smartphone e tablet catturare l'attenzione di genitori e neonati in ogni momento della giornata, ma il rischio è che la tecnologia si inserisca anche nei momenti più intimi di cura e contatto diretto, come il tempo dedicato dell'allattamento, frammentando la connessione emotiva.

Il cuore della campagna si sviluppa attorno ai "9 consigli sul digitale per neogenitori", una guida pratica sviluppata dalla Fondazione Pensiero Solido. Queste linee guida sono nate per supportare le mamme e i papà nella gestione del delicato equilibrio tra tecnologia, attenzione e legame affettivo.

Lo spirito della campagna "Non è mai troppo presto", con i 9 consigli digitali, è accompagnare verso una maggiore e più completa consapevolezza le famiglie su questo tema e ricordare che la connessione più importante, soprattutto nei primi anni di vita, resta quella tra genitori e figli: la tecnologia non può mai sostituire la presenza.

Sono i piccoli gesti quotidiani - un sorriso, un abbraccio, una parola detta guardandosi negli occhi - a costruire fiducia, sicurezza e amore nei primi anni di vita.

Ecco i 9 consigli:

1) ALLATTARE È UNO SGUARDO. Quando allatti guarda il tuo bimbo. È un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza. Il telefono e lo scroll possono aspettare.

2) TU PRIMA DELLO SCHERMO. Quando sei con il tuo bambino, metti via il telefono: lo sguardo e la voce della mamma o del papà sono più importanti di qualsiasi notifica.

3) OCCHI NEGLI OCCHI. Ogni momento di attenzione condivisa - per esempio mentre cambi il pannolino - vale più di mille video.

4) A TAVOLA INSIEME. Non usare il video o la tv come distrazione per far mangiare il bimbo o la bimba.

5) IL LEGAME SI COSTRUISCE CON LA PRESENZA FISICA. Abbracci, carezze, parole, sguardi sono la vera "tecnologia affettiva" che nutre lo sviluppo.

6) NIENTE SCHERMO PER CALMARE. Non usare video o smartphone per distrarre o tranquillizzare: insegna a gestire le emozioni con la tua presenza.

7)STAI ATTENTO AL TUO USO DEL DIGITALE. I bambini imparano guardandoti. Se stai sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella.

8) SI GIOCA CON GIOCATTOLI TOCCABILI E MANIPOLABILI. Offri al bimbo giochi e oggetti semplici da esplorare con le mani: stimolano molto più di una app.

9) POCHISSIMI SCHERMI NEI PRIMI TRE ANNI. Nei primi anni il cervello ha bisogno di toccare, maneggiare, guardare, imparare.

Alla presentazione hanno partecipalo il sottosegretario Alfredo Mantovano, il sottosegretario per l'informazione e l'editoria Alberto Barachini, il ministro per la Famiglia, la Natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, il ministro della Salute Orazio Schillaci, il fondatore della Fondazione Pensiero Solido Antonio Palmieri e il presidente dell'Associazione Dipendenze Tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori Giuseppe Lavenia.

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Violenza genere, primi riconoscimenti NUMA di Lefebvre Giuffrè

Roma, 18 giu. (askanews) - Al Teatro de' Servi di Roma si è svolta la prima edizione di NUMA - Una pietra tra le pietre, il nuovo progetto permanente promosso da Lefebvre Giuffrè con l'obiettivo di creare uno spazio stabile di riflessione, approfondimento e confronto sui grandi temi che riguardano la convivenza civile contemporanea. Nel corso della serata, a platea gremita, sono stati conferiti i primi riconoscimenti NUMA 2026, dedicati quest'anno al contrasto alla violenza di genere: un fenomeno strutturale che coinvolge diritto, educazione, linguaggio, relazioni sociali, cultura e responsabilità collettiva.

Per la categoria Diritto il riconoscimento è stato attribuito a Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, magistrato e studioso impegnato da anni sui temi della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere. Per la categoria Impegno Sociale il riconoscimento è stato attribuito alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica realtà dell'associazionismo femminile italiano, punto di riferimento per la promozione dei diritti, della cultura e delle politiche delle donne. Il premio è stato ritirato dalla Presidente Barbara Leda Kenny. Per la categoria Arte, Sport e Spettacolo il riconoscimento è stato attribuito a Lara Lugli, ex pallavolista e protagonista di una vicenda che ha contribuito ad accendere il dibattito pubblico sui diritti delle atlete e sulla tutela della maternità nello sport. Per la categoria Giornalismo, Web e Comunicazione il riconoscimento è stato attribuito a Lea Melandri, scrittrice, saggista e Presidente della Libera Università delle Donne di Milano, tra le figure più autorevoli del pensiero femminista italiano. Per la categoria Economia e Imprese il riconoscimento è stato attribuito a Progetto QUID, impresa sociale fondata da Anna Fiscale che promuove inclusione lavorativa e sostenibilità attraverso il recupero dei tessuti e l'inserimento professionale di donne provenienti da situazioni di fragilità. A consegnarlo, l'Amministratore Delegato di Lefebvre Giuffrè Stefano Garisto. Ai vincitori è stato consegnato il sampietrino simbolico NUMA, l'oggetto artistico creato appositamente per la prima edizione dall'artista e designer Enrico Marcato e presentato dal vivo nel corso della serata: una pietra che da sola resta una pietra e che, insieme alle altre, diventa strada. È l'immagine all'origine del nome del progetto.

La cerimonia, condotta dalla giornalista RAI Maria Soave e accompagnata dalle performance musicali di Assia Fiorillo, è stata attraversata da momenti di grande intensità: la testimonianza di Giuseppe Delmonte, fondatore e presidente dell'Associazione Olga, che nel 1997 ha perso la madre, uccisa dal padre, e che da allora ha trasformato il dolore in impegno perché gli orfani di femminicidio non restino invisibili; e la performance di Jaele Fo, attrice e nipote di Franca Rame, che ha portato in scena un testo della nonna, tra le prime voci del teatro italiano a raccontare la violenza sulle donne. NUMA nasce come piattaforma annuale di lavoro tra istituzioni, mondo giuridico, cultura, informazione, economia, terzo settore, sport e società civile. Ogni anno il progetto - attraverso un Comitato Promotore permanente composto da Marco Ruotolo, Federica Cappelletti Rossi, Marta Cartabia, Ferruccio De Bortoli, Geppy Gleijeses, Elena Granaglia, Giovanni Grasso, Vittorio Manes, Valeria Marcenò e Daniele Piccione - individua un tema di rilevanza sociale intorno al quale sviluppare analisi, contenuti, relazioni e momenti di confronto, culminando in un appuntamento pubblico dedicato alla valorizzazione di persone, organizzazioni e realtà distintesi per il proprio contributo. Il tema del 2026 è stato elaborato dal Comitato Tematico composto da Manuela Perrone, Francesca Astrei, Marta Caredda, Titti Carrano, Stefano Ciccone, Iside Castagnola, Maria Rosaria Marella, Francesco Menditto, Corrado Tomassini e Giacomo Zani.

A conferma dell'interesse per il progetto, alla prima edizione di NUMA hanno preso parte numerosissimi e autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo giuridico, tra i quali: Giovanni Amoroso, Presidente della Corte costituzionale; Pasquale D'Ascola, Primo Presidente della Corte di Cassazione; Maria Alessandra Sandulli, Giudice della Corte costituzionale; Maria Rosaria San Giorgio, Giudice della Corte costituzionale; Stefano Petitti, Giudice della Corte costituzionale; Antonino Savo Amodio, Presidente del TAR Lazio; Daniele Cabras, Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali; Giovanni Grasso, Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e la Comunicazione; Marco Martino, Direttore del Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato; Svetlana Celli, Presidente dell'Assemblea Capitolina; Giuseppe Busia, Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione; Monica Lucarelli, Assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale. "NUMA nasce dalla convinzione che alcuni temi fondamentali per la qualità della nostra convivenza non possano essere affrontati soltanto nell'urgenza della cronaca, ma richiedano continuità, ascolto, approfondimento e responsabilità culturale" ha dichiarato Antonio Delfino, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffrè. "L'obiettivo è costruire nel tempo un luogo stabile di dialogo e di confronto capace di valorizzare competenze, esperienze e sensibilità differenti, mettendole al servizio della crescita civile del Paese". Con questa prima edizione dedicata alla violenza di genere, NUMA inaugura un percorso destinato a svilupparsi negli anni come osservatorio permanente sui temi della cittadinanza, della responsabilità sociale e della cultura della convivenza.

L'iniziativa si è svolta con il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio, di Confcommercio Terziario Donne, di Save The Children e della Serie A di Calcio femminile. NUMA si è avvalso della preziosa collaborazione dei partner etici Assogentile, Donnexstrada, Telefono Rosa, Stivale Rosso, Women of Change, Mica Macho, Codice Donna, Giuridicamente Libera, Permesso Negato, Working Mom, Fondazione Fo Roma, 100 donne vestite di rosso, Side by Side, WOW Foundation, L'Abbraccio del Mediterraneo, Maschile Plurale, LGA.

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