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Maturità 2026, gli studenti bocciano il divieto di protesta all'orale

di TMNews giovedì 18 giugno 2026
2' di lettura

Milano, 18 giu. (askanews) - La maturità 2026 è in pieno svolgimento. Quest'anno gli studenti affronteranno una prova orale su 4 discipline specifiche, senza i collegamenti fra le materie, spazio al percorso formativo dello studente e nessuna scena muta, come successo nel 2025: chi non sosterrà l'orale verrà bocciato. Abbiamo chiesto a studentesse e studenti cosa pensano delle novità.

"È una sorpresa per tutti, non solo per noi ma anche per appunto i professori, da entrambe le parti non sappiamo come comportarci bene. Quindi sarà un po' una sorpresa. Grazie a Dio non sono il primo giorno", dice una maturanda.

"Non mi piace tanto, perché non credo che da un'interrogazione con quattro materie possa uscire fuori la maturità dello studente, aveva più senso l'immagine e noi facevamo i collegamenti, secondo me", aggiunge un'altra, da Roma.

"L'orale lo sosterrò come un'interrogazione normale, senza troppa ansia e il fatto che una persona non si presenti secondo me è giusto (che si bocci), a meno che non lo faccia per protesta ovviamente. Se lo fa per protesta non è giusto che comunque non passi, però se lo fa solamente perché sa di passare con il minimo indispensabile non è comunque giusto per chi magari lo fa per protesta", sottolinea un'altra maturanda.

"L'esame - sottolinea una studentessa milanese - si chiama esame di maturità deve dimostrare che appunto lo studente sia pronto ad affrontare qualsiasi tipo di prova sia scritta che orale quindi appunto secondo me è giusto che bisogna affrontare tutte e tre le situazioni e non si possa appunto decidere di balzare quello che si vuole o meno",

"Dal punto di vista della scuola, cioè anche dello studente, non ha neanche troppo senso protestare perché alla fine non credo che cambi molto protestare così, secondo me dal punto di vista invece del Ministero doveva apprezzare un tipo di protesta così pacifica che alla fine non fa male a nessuno se non allo studente stesso", ragiona uno studente

"Adesso con le nuove direzioni per cui non si può più fare scena muta ma comunque alle domande bisogna rispondere penso che sia un po' un modo autoritario per eliminare appunto la libertà di protesta", sottolinea uno studente milanese che però aggiunge: "Io personalmente sono uscito il primo giorno, il secondo del primo giorno, quindi sono un po' con l'ansietta e comunque io non vedo l'ora di finire".

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