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Oltre il 60% degli stadi ha più di 40 anni

di TMNews venerdì 19 giugno 2026
2' di lettura

Roma, 19 giu. (askanews) - L'Atalanta registra 3,8 ingressi allo stadio per residente, il più alto della Serie A; la Fiorentina presenta uno degli Infrastructure Investment Ratio più elevati d'Europa rispetto alla propria dimensione economica.

A livello complessivo il calcio in Italia vale 11,3 miliardi di PIL, 125.000 occupati e 3,8 miliardi di entrate fiscali, ma meno del 10% dei club possiede il proprio stadio, con il turismo sportivo globale che crescerà fino a ,3 trilioni entro il 2032 (+16% annuo), avendo il calcio come driver del turismo esperienziale.

Sono alcuni dei numeri del Territorial Power Index, indice proprietario sviluppato dal Centro di Ricerca della RBS, che misura per la prima volta in modo comparativo il potere territoriale di 12 club italiani su tre dimensioni: infrastrutturale, reputazionale e di attivazione territoriale.

L'Italia ha dunque un grande potenziale inespresso: ricavi da stadio tra il 10-12%, contro il 20-25% nei principali campionati europei, a causa di strutture spesso datate, poco multifunzionali, debolmente integrate nei circuiti del turismo urbano.

Il report Rome Business School "Il business del calcio: tra city branding e sviluppo urbano" a cura di Riccardo Nasuti, Professore dell'International Master in Sport Business Management di Rome Business School e Senior Digital & Media Consultant in Sports, e Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School, introducendo il Territorial Power Index (TPI), individua quattro direttrici prioritarie per il sistema Italia: modernizzazione degli impianti, semplificazione normativa, partenariati pubblico-privato, integrazione tra calcio e turismo.

L'indice TPI individua poi modelli radicalmente diversi di rapporto tra club e città e dimostra che il potere territoriale non si costruisce vincendo, ma investendo. Il caso più istruttivo è quello della Fiorentina, con un Infrastructure Investment Ratio tra i più elevati d'Europa, indicando un'elevata incidenza degli investimenti infrastrutturali rispetto alla dimensione economica del club.

Ancora, la percezione internazionale di una città influenza tra il 23% e il 37% dei flussi legati a turismo, investimenti e attrazione di talenti. Napoli lo ha dimostrato meglio di chiunque altro: ad esempio il murales di Maradona nei Quartieri Spagnoli attira flussi stimati fino a 6 milioni di visitatori annui, con una crescita del +144% nelle attività di ristorazione e +110% nelle strutture ricettive nell'area circostante. Lo stadio Maradona invece ha superato 1 milione di ingressi in una stagione.

Eppure, l'Infrastructure Investment Ratio del SSC Napoli si attesta intorno a 0,15, tra i più bassi del campione analizzato. È il modello ibrido per eccellenza: capitale simbolico elevatissimo, investimento fisico quasi assente. Un modello che funziona finché vinci, ma che non genera valore stabile nel tempo.

Ultima considerazione rispetto ai trend globali: il caso italiano evidenzia un paradosso che il report documenta con precisione, a fronte di una domanda globale elevatissima e di un capitale simbolico tra i più forti al mondo, il sistema fatica a tradurre quel potenziale in valore concreto e duraturo.

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