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In Colombia 100 guerriglieri depongono le armi dopo accordo con governo

di TMNews venerdì 19 giugno 2026
1' di lettura

Valle del Guamuez (Colombia), 19 giu. (askanews) - Circa 100 guerriglieri hanno deposto le armi in una zona della giungla nel sud della Colombia, nell'ambito di un accordo con il presidente di sinistra Gustavo Petro, che ha cercato di raggiungere la pace con i ribelli armati, tre giorni prima del ballottaggio che determinerà il prossimo presidente del Paese, tra Abelardo de la Espriella, estrema destra, e Ivàn Cepeda, sinistra.

Si tratta del successo più significativo del piano di "pace totale" di Petro, dopo i suoi tentativi falliti di raggiungere accordi con i gruppi armati. Vestiti in mimetica, i ribelli hanno lasciato i loro fucili in un gigantesco container con lo slogan: "Scommetto sulla vita, mantengo il mio impegno per la pace". Questo gesto rappresenta per loro un primo passo verso la ricerca di accordi con il governo sul disarmo e sul loro status giuridico.

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Liguria Orientale 2030, "Costruiamo sviluppo di porti e territori"

La Spezia, 19 giu. (askanews) - Istituzioni, rappresentanti del sistema portuale e imprese si sono confrontati sulle prospettive di crescita della Liguria orientale e sulle sfide che attendono il territorio nei prossimi anni. A La Spezia si è tenuto l'incontro "Liguria Orientale 2030 - Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale", promosso dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e da Confindustria La Spezia, in collaborazione con ITEC Engineering e con il patrocinio di ANCE La Spezia e Confindustria Liguria.

"Qui - ha detto il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci - parliamo non del domani, ma parliamo veramente di quello che succederà nei prossimi anni. S devono mettere a punto le visioni e le strategie per quello che sarà il futuro. Ed è giusto che queste visioni e strategie siano discusse tra tutti gli operatori e soprattutto che si faccia un grande salto di qualità nel pensare non soltanto a oggi e domani, ma anche

ai prossimi anni. Questo è importantissimo per le future generazioni ed è importantissimo anche per chi vuole cominciare a fare i lavori che durano tanto tempo".

Al centro del dibattito, la necessità di consolidare una visione condivisa dello sviluppo, fondata sul rilancio della competitività del porto e sull'integrazione con il territorio. "Abbiamo parlato di infrastrutture e di investimenti nell'autorità portuale - ha aggiunto Roberto Vallarino, amministratore delegato di ITEC Engineering S.r.l -. Stiamo ragionando su una scala estremamente interessante, perché l'arrivo di questi finanziamenti potrebbe effettivamente garantire lo sviluppo di tutte le aree territoriali, nostre aree che viviamo con un po' di difficoltà. Le infrastrutture per me sono un elemento fondamentale, strategico per lo sviluppo economico del nostro territorio della capacità di portare nuovi investimenti, nuovi finanziamenti e quindi diventano un polo di attrazione fondamentalmente. Di questo ne beneficerà non soltanto il porto, ma sicuramente anche tutta la collettività della nostra città".

Nonostante il preoccupante contesto geopolitico e gli scenari conflittuali che stanno caratterizzando questo periodo, con ripercussioni sulle dinamiche del commercio internazionale e del trasporto marittimo, i porti del Mar Ligure Orientale hanno dimostrato una notevole capacità di resilienza. In particolare, il porto di La Spezia si conferma secondo hub italiano per importanza nel traffico gateway.

TMNews

Caccia, Pecoraro Scanio: il governo ritiri norma vergognosa

Roma, 19 giu. (askanews) - "Una norma vergognosa sotto ogni profilo, perfino all'interno della maggioranza di centrodestra sono emerse divisioni e perplessità. Evidentemente anche alcuni parlamentari della maggioranza comprendono la gravità di una proposta che mette a rischio la tutela della fauna e della biodiversità del nostro Paese, il governo la ritiri".

Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital.

"Pensare di consentire l'attività venatoria anche nei periodi più delicati per la fauna selvatica, come quelli della nidificazione e della migrazione degli uccelli, e di ampliare ulteriormente le possibilità di abbattimento di specie protette, rappresenta una scelta inaccettabile che espone l'Italia a una gravissima figuraccia internazionale. Il nostro Paese è da sempre uno dei più ricchi d'Europa in termini di biodiversità e dovrebbe essere un modello di tutela ambientale, non un esempio negativo", ha detto Pecoraro Scanio.

"Questa proposta di legge appare in evidente contrasto con l'articolo 9 della Costituzione, che tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell'interesse delle future generazioni. Inoltre, presenta profili di incompatibilità con la normativa europea e con gli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia in materia di conservazione della natura e protezione della biodiversità".

"Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di fermarsi prima che sia troppo tardi. Qualora il testo dovesse essere approvato definitivamente, ci appelliamo al presidente della Repubblica affinché valuti attentamente la sua conformità costituzionale e alle istituzioni europee affinché intervengano per verificare il rispetto delle direttive e degli obblighi comunitari".

"Non si può sacrificare la tutela della biodiversità per assecondare interessi particolari di piccole minoranze aggressive - ha proseguito - difendere il patrimonio naturale italiano significa difendere un bene comune che appartiene a tutti i cittadini e alle future generazioni".

TMNews

Nuova escalation in Libano, poi accordo tregua Israele-Hezbollah

Roma, 19 giu. (askanews) - Immagini dalla periferia di Baalbek, in Libano, a una sessantina di km da Beirut: i servizi d'emergenza al lavoro dopo gli ultimi attacchi aerei israeliani. Secondo le autorità libanesi 18 persone sono rimaste uccise.

I nuovi raid in Libano hanno messo sotto pressione la tenuta del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, che prevedeva una cessazione delle ostilità nella regione "su tutti i fronti, incluso il Libano". Gli attacchi israeliani nel Sud hanno causato anche 33 feriti, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro suoi soldati.

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah nel Paese in risposta a quelle che ha descritto come "violazioni del cessate il fuoco". Secondo l'Idf "sono stati colpiti più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e altri siti infrastrutturali terroristici nella zona di Nabatieh e in altre aree del Libano meridionale, all'interno della zona di sicurezza e oltre", "decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati".

Hezbollah ha assicurato che i suoi combattenti "difenderanno la loro terra e il loro popolo con grande coraggio". Dopo ore di tensione però un funzionario israeliano ha confermato che Israele ha accettato un cessate il fuoco nei combattimenti in base al quale le forze dell'Idf resteranno nel Sud del Libano e potranno intervenire contro "minacce emergenti". È stato concordato un cessate il fuoco dalle 16 (ora locale, le 15 in Italia).

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Italgas, nel Veronese l'hub per il biometano da 12 mln di metri cubi

Gazzo Veronese (Vr), 19 giu. (askanews) - Un hub per raccogliere il biometano prodotto dalle aziende agricole del territorio e metterlo a disposizione del consumo della rete nazionale. Italgas inaugura a Gazzo Veronese (Verona) un impianto di Digital reverse flow, una tecnologia che rende illimitata la capacità della rete locale di accogliere il gas rinnovabile, che può essere compresso e reimmesso nella rete quando la produzione supera il fabbisogno locale. L'impianto è costato 2 milioni di euro.

"L'impianto di Gazzo Veronese nasce - ha spiegato Pier Lorenzo Dell'Orco, amministratore delegato di Italgas Reti - con l'intento di diventare il primo hub del biometano in Italia, quindi la selezione, la scelta deriva essenzialmente dal fatto che proprio in questa zona sono stati realizzati ben quattro impianti di biometano da produttori terzi assolutamente indipendenti da Italgas, tutti e quattro avevano bisogno di iniettare il loro gas nelle reti di distribuzione. Quindi in ottica di razionalizzazione efficientamento, e quindi anche riduzione dei costi per la collettività, abbiamo deciso di disegnare un progetto innovativo". "Un'area geografica di grande interesse Nord-Est per noi, una presenza importante, un'area su cui siamo investendo molto 200 milioni di euro solo quest'anno - ha aggiunto Dell'Orco - Un'area dove c'è anche un certo fermento a livello di assegnazione di concessioni gas, ci ha visto vittoriosi sulla gara di Belluno qualche anno fa e ora ci ci metteremo sulla gara di Vicenza 2, Bassano del Grappa e l'alto piano di Asiago: parteciperemo per vincere".

L'hub di Gazzo Veronese permetterà, a regime, di immettere in rete 12 milioni di metri cubi l'anno di biometano: un quantitativo in grado di soddisfare i consumi medi annui di 13mila famiglie. Una scommessa sul Nord Est, sulle infrastrutture e sulle persone.

"C'è la tecnologia però ci sono le persone: Italgas è la somma di tante persone: nel territorio abbiamo oltre 800 colleghi di cui 75 assunti nell'ultimo anno, ma abbiamo in piedi una campagna di assunzione importante anche nel prossimo semestre - ha detto Peter Durante, chief people, innovation & transformation officer di Italgas - Cerchiamo addetti tecnici di territorio. Il grande vantaggio è che noi offriamo tanta formazione, quindi si diventa tecnici non solo della formazione del gas, ma le nostre sono tutte reti digitali per cui diamo tantissima formazione in tutto il mondo IT, tutta la parte di intelligenza artificiale, tutta la parte digitalizzazione per cui sono tecnici di territorio che garantiscono il passato, la storia, il gas ma garantiscono anche in futuro per come noi di solito gestiamo le reti in modo automatizzato".

Quella di Gazzo Veronese non è l'unica rete integrata dalla tecnologia di Digital Reverse Flow: il network Italgas può contare sugli impianti di Avetrana (TA) e Terranova dei Passerini (LO). Altri due in arrivo a Poggio Rusco (MN) e Ostellato (FE).

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