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Smaltimento illecito di oltre 26mila tonnellate di rifiuti tessili

di TMNews mercoledì 24 giugno 2026
1' di lettura

Roma, 24 giu. (askanews) - Gestione e smaltimento illecito di oltre 26mila tonnellate di scarti tessili, un quantitativo equivalente al peso di oltre 50 milioni di capi d'abbigliamento, provenienti in gran parte dalla Toscana. Con questa accusa, i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia, insieme a quelli di Roma e Cagliari, ai reparti territoriali dell'Arma e alle unità cinofile della Guardia di Finanza - dopo indagini condotte dai Nuclei Carabinieri Forestale di Iseo, Breno ed Edolo e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) bresciana - hanno dato esecuzione a sequestro preventivo - finalizzato alla confisca emesso dal gip del Tribunale di Brescia - per i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e gestione di discarica abusiva.

Il provvedimento riguarda il complesso aziendale di una società bresciana operante nel settore del recupero di rifiuti, una flotta di autoarticolati abusivamente impiegati per i trasporti e risorse per circa 12 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti i vertici dell'organizzazione, dopo aver ritirato a prezzi concorrenziali i rifiuti tessili, avrebbero omesso le operazioni di cernita ed igienizzazione, riclassificato i rifiuti come materia prima recuperata (End of Waste), per poi riempire 15 capannoni industriali in 9 province tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

Dopo averli saturati, avrebbero interrotto il pagamento dei canoni di locazione trasformando gli stabili in discariche abusive. In alternativa, l'ordinanza del gip evidenzia come il sodalizio si sia disfatto di parte dei rifiuti esportandoli illecitamente in Turchia. Nel procedimento risultano indagate 20 persone a vario titolo.

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L'intervista a Specialista Ematologo, Responsabile Scientifico UOC Ematologia: "Parla soprattutto dei rischi che quotidianamente corriamo di sviluppare patologie neoplastiche del sistema emolinfopoietico. Purtroppo siamo circondati da un ambiente malsano che l'uomo non protegge. Anche gli stili di vita incidono: ad esempio sedentarietà, consumo di alimentazione non corretta, fumo e altre abitudini, che non sono speciali nell'età giovanile, ci espongono a sviluppare patologie di questo tipo".

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