Alemanno si fa mettere al collo la croce celtica di Paolo Di Nella
Roma, 24 giu. (askanews) - Oggi rimetto "la catenina d'oro che mi ricorda Paolo Di Nella, e tante storie". E' un gesto carico di significato quello che Gianni Alemanno fa alla fine di un breve discorso fatto ai tanti sostenitori che hanno affollato il pranzo sociale dopo il ritorno in libertà. "Stavo nella stessa cella in cui stavo 40 anni fa - ha detto ancora - nella stessa cella dove stava Paolo Di Nella, che è stato ucciso sei mesi dopo, con una sprangata alle spalle. Dormivo nella branda accanto a quella che è stata sua. Questa cosa non so che segno è, ma è un segno. Ci sono delle cose che non appartengono alla probabilità, ma sono segni. Cerchiamo di esserne all'altezza".
Alemanno nei primi anni '80 fu detenuto per otto mesi proprio a Rebibbia per fatti dai quali fu successivamente prosciolto, ma come ha egli stesso spiegato, quella detenzione gli ha impedito di avvalersi della sospensione condizionale della pena nella detenzione terminata oggi.