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Nastri d'Argento, trionfa con 8 premi "La Grazia" di Paolo Sorrentino

di TMNews giovedì 25 giugno 2026
2' di lettura

Roma, 25 giu. (askanews) - É "La Grazia" di Paolo Sorrentino a trionfare ai Nastri d'Argento 2026, i premi che ogni anno il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici assegna ai film italiani visti nella stagione. Otto i riconoscimenti conquistati: miglior film, regia e sceneggiatura, migliori interpreti protagonisti, Anna Ferzetti e Toni Servillo, a pari merito con Valerio Mastandrea, e Milvia Marigliano migliore attrice non protagonista, miglior sonoro e fotografia.

Un Premio speciale in apertura della serata degli 80 anni dei Nastri, a Roma al Teatro Argentina, dedicati alle donne del cinema, è andato a Monica Guerritore e al suo film "Anna" che ha raccontato la storia anche personale di Anna Magnani, la prima donna premiata dai Nastri d'Argento nel 1946, proprio nei giorni del voto storico anche alle donne.

Nastro dell'anno già annunciato al ritorno di Checco Zalone con "Buen Camino", regia di Gennaro Nunziante; come commedia, premiata "La vita va così" di Riccardo Milani, che ha vinto anche per la produzione. Gli attori di commedia più votati sono stati Claudia Pandolfi per "2 cuori e 2 capanne" di Massimiliano Bruno e Giuseppe Battiston per "Lavoreremo da grandi" di Antonio Albanese.

Tre Nastri d'Argento sono andati al miglior esordio, "Primavera" di Damiano Michieletto, che oltre al premio per l'opera prima ha vinto per la musica e i costumi. Premio Speciale BNL BNP Paribas alla regista di "Gioia mia" Margherita Spampinato.

Al più giovane di tutti gli attori quest'anno candidati, Francesco Gheghi è andato il Nastro come migliore attore non protagonista per "40 secondi" di Vincenzo Alfieri, il film sull'omicidio di Willy Monteiro che ha vinto anche per il montaggio a cura dello stesso regista e per il casting director. Il premio per la migliore scenografia è andato a "Duse". Mentre come migliore canzone originale ha vinto "Le cose non dette" eseguita da Mahmood per l'omonimo film di Gabriele Muccino.

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Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

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Ma hanno pagato un prezzo altissimo: almeno 127 persone sono state uccise nei due anni di proteste, secondo un organismo di controllo della polizia, poiché le forze di sicurezza hanno sparato sulla folla con quasi totale impunità. Giovedì la polizia non ha voluto correre rischi, con una serie di posti di blocco che hanno bloccato il traffico sulle principali arterie stradali intorno a Nairobi, e scuole e attività commerciali chiuse.

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Rubio: pedaggio a Hormuz? Inaccettabile far pagare il passaggio

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"Lo Stretto di Hormuz è costituito da acque internazionali. Le vie d'acqua internazionali non appartengono ad alcuno Stato nazionale. Questo è un principio fondamentale nel mondo di oggi, senza il quale il mondo sarebbe nel caos totale", ha dichiarato Rubio, rispondendo a domande durante il suo tour nei paesi del Golfo.

Il capo della diplomazia statunitense ha respinto l'ipotesi che un Paese possa chiedere denaro per il passaggio in una via d'acqua internazionale solo perché questa si trova vicino al suo spazio territoriale. "Se accettassimo che si possa far pagare l'uso di una via d'acqua internazionale perché si trova vicino al proprio spazio territoriale, questo si diffonderebbe nel mondo come un contagio", ha detto.

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