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Milano, prima seduta del Parlamento delle specie viventi

di TMNews venerdì 26 giugno 2026
2' di lettura

Milano, 26 giu. (askanews) - Una città che guarda anche alle altre specie e non solo alla nostra specie umana. A Milano, nell'aula consiliare di Palazzo Marino, è stata presentata la messa in scena in forma di commedia della prima seduta milanese del Parlamento delle Specie Viventi, un'iniziativa promossa dal Laboratorio di Progettazione urbanistica del Politecnico di Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro e il Comune.

"Dopo aver capito che nelle nostre città abbiamo bisogno di allargare la sfera delle relazioni umane anche al mondo vegetale, il fatto che il mondo vegetale è un mondo vivo e che va coltivato, va seguito, va curato e che ci aiuta, ci aiuta in mille modi - ha detto ad askanews Stefano Boeri, qui in veste di docente del Politecnico di Milano - adesso dobbiamo cominciare a capire che nelle nostre città convivono centinaia di altre specie viventi e spesso invisibili o spesso presenti e non viste da noi. Questo parlamento che oggi mettiamo in scena grazie anche alla straordinaria collaborazione con il Piccolo Teatro e con gli studenti del Politecnico, è un primo modo per renderci tutti coscienti che quando progettiamo la città, trasformiamo un pezzo di città andiamo a toccare le esigenze, i bisogni, i conflitti, i problemi di altri soggetti viventi".

La seduta, alla quale hanno preso parte le diverse specie, interpretate dagli studenti, è stata presieduta dal Garante degli animali non umani del Comune di Milano, Gustavo Gandini. "Gli animali - ci ha spiegato - entrano sempre più in città diciamo, c'erano i tempi prima della modernizzazione delle città. Rientrano per diversi motivi. C'è cibo, purtroppo cibo anche lasciato dagli umani, ci sono meno predatori, anche se stanno aumentando, c'è più caldo, quindi entrano in città e noi pensiamo che sia giusto trovare una forma di convivenza dove tutti partecipano alla vita cittadina".

E per una città come Milano il ragionamento sulla relazione tra le specie e un approccio diverso a queste tematiche rappresentano anche un passo sulla strada di un nuovo modo di pensare alle politiche di adattamento. "I cambiamenti climatici - ha concluso Elena Grandi, assessora all'Ambiente e al verde del Comune di Milano - ci stanno dicendo che le nostre città dovranno diventare sempre più vicine al mondo naturale della natura e sempre più in grado di accogliere tutto quello che fa parte della biodiversità e dei nostri ecosistemi. Solo così vivremo meglio nelle nostre città".

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