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Cirio: export food piemontese verso Usa? Puntiamo al miliardo

di TMNews lunedì 29 giugno 2026
2' di lettura

New York, 29 giu. (askanews) - A New York "Summer Fancy Food 2026" parla italiano; è stato bello ricordare che, anche se ci sono i mondiali e noi non ci siamo e non vinciamo, nel cibo continuiamo a primeggiare: restiamo i primi e questo è un elemento importante. Come Regione Piemonte siamo la Regione d'Italia con il maggior numero di DOP e IGP, e quindi vantiamo la massima tutela della qualità dei nostri prodotti. Soprattutto, è significativo l'export alimentare verso gli Stati Uniti: in Piemonte vale quasi 800 milioni di euro l'anno. Puntiamo al miliardo, perché registriamo una crescita esponenziale, più o meno dell'8-9% ogni anno nelle nostre esportazioni. Siamo oltre il 10% di tutto il cibo che dall'Italia arriva in America, e quindi per noi è fondamentale essere presenti qui, da protagonisti", lo spiega rispondendo ad askanews il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che guida sino al 30 giugno una delegazione con 17 aziende.

Questo è un mercato molto sfidante, lo ha ricordato lei, ma i numeri sono importanti: come si affronta un mercato come quello americano?

"Si affronta con la qualità. Evidentemente non possiamo competere sulle quantità, ma gli americani hanno ormai un palato raffinato che sa distinguere quando un prodotto costa di più perché offre qualcosa in più. È proprio questo che i prodotti italiani, e in particolare piemontesi, sanno dare: vini e non solo vini, formaggi, carni, tutto ciò che arriva dalla nostra Italia, dal nostro Piemonte, e che, quando viene assaporato, restituisce un'idea più ampia. Ricordando Carlin Petrini (recentemente scomparso), facciamo un pensiero al grande Carlin: quando mangi un cibo italiano non consumi solo una cosa buona, ma anche passione, storia, cultura, tradizione, rispetto per l'ambiente e per le persone. Tutto questo ha un valore unico, che gli americani hanno dimostrato di saper apprezzare" aggiunge il governatore.

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Parma, 29 giu. (askanews) - "In Venezuela continuiamo a lavorare, c'è la nostra unità di crisi che in contatto con la unità di crisi che abbiamo costituito presso il Consolato a Caracas, sono nostri vigili del fuoco, tiamo lavorando per cercare di estrarre il maggior numero possibile di persone ancora vive. Sono circa un centinaio gli italiani che operano in Venezuela e siamo pronti a inviare anche altri aiuti. Dovrebbe partire un altro aereo con gli aiuti raccolti dagli italo venezuelani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della Assemblea dell'Unione Parmense degli Industriali.

"La situazione è veramente drammatica - ha aggiunto Tajani - c'è un servizio sanitario al collasso, i nostri mezzi pure sono operativi. Stiamo facendo di tutto per aiutare questo popolo massacrato dove vivono anche 130mila italiani iscritti all'Aire".

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"Si risponde - replica Cirio - con maggiori controlli e tutele sul piano giuridico, anche grazie all'impegno delle istituzioni. In Italia il Governo ha fatto molto in questa direzione; credo però che l'Europa possa e debba fare di più, perché il problema non è solo italiano ma europeo. Ciò che conta davvero è che la differenza si senta in bocca: i prodotti italiani sono un'altra cosa. Non basta una confezione con una bandierina che richiami la provenienza; quando si assaggia si capisce se un prodotto è davvero italiano. Quindi serve un doppio impegno: da una parte le istituzioni, dall'altra le nostre aziende, che devono continuare a puntare sulla qualità. Finché la qualità resterà la parola d'ordine non avremo problemi né timore di essere imitati", chiosa il governatore.

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Milano, 29 giu. (askanews) - La principessa Kate, in remissione dal cancro, spiega sui suoi social media perché ha scalato le vette più alte di Inghilterra, Galles e Scozia in 24 ore per promuovere un approccio olistico alla cura del cancro: "Molte persone mi hanno chiesto perché ho deciso di affrontare questa sfida, e in parte è una questione personale - ha detto in un video diffuso sui scoial - Sono grata di essere qui, di avere la forza di affrontare queste colline. Ma soprattutto, voglio dare qualcosa in cambio e riconoscere l'incredibile lavoro che viene svolto in tutto il Paese. Ho incontrato persone straordinarie, persone che convivono con il cancro e che lo hanno superato, e so per esperienza personale quanto sia difficile questo percorso. Volevo davvero cogliere questa opportunità per dare il mio contributo a tutto il meraviglioso lavoro che viene svolto. In particolare, per sostenere la Royal Marsden Cancer Charity, un'organizzazione a cui tengo molto e che svolge un lavoro straordinario a supporto di chi convive con la malattia e di chi l'ha superata."

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Nasce la Nazionale vini italiana con Coldiretti a New York

New York, 29 giu. (askanews) - Il vino italiano come ambasciatore del Made in Italy, simbolo di cultura, identità, territorio e consumo consapevole. Nasce con questo obiettivo la Nazionale vini italiana, il progetto promosso da Coldiretti in occasione dei Mondiali di Calcio per rafforzare la presenza e la percezione del vino tricolore sui mercati internazionali, a partire dagli Stati Uniti, attraverso un'azione integrata di promozione, comunicazione e presidio istituzionale. Mentre negli Usa è in corso il torneo che vede purtroppo l'Italia assente, c'è una speciale squadra azzurra composta non da calciatori, ma dalle più prestigiose denominazioni enologiche, che invece vince per qualità e varietà come raccontato in un video emozionale con protagonisti i vini e territori italiani, presentato in anteprima per il Summer Fancy Food di New York.

Un'iniziativa che punta a raccontare al mondo il valore autentico del vino italiano, troppo spesso demonizzato e messo sotto attacco da campagne ideologiche che finiscono per colpire un prodotto simbolo della Dieta Mediterranea, patrimonio dell'Unesco, e uno dei principali ambasciatori dello stile di vita italiano nel mondo.

Il vino non è soltanto un prodotto agricolo, ma un patrimonio culturale che racchiude storia, tradizioni, paesaggi, biodiversità e lavoro. Dietro ogni bottiglia ci sono territori, famiglie, imprese e comunità che contribuiscono a rendere unico il modello agricolo italiano. Per questo Coldiretti continua a battersi contro ogni tentativo di criminalizzazione del consumo moderato e consapevole, promuovendo invece un approccio fondato sull'educazione, sulla responsabilità e sulla qualità.

Il progetto La Nazionale vini italiana nasce proprio da questa visione e utilizza il linguaggio universale del calcio per raccontare l'Italia del vino. Dal Barolo, portiere monumentale e sicuro, al Sagrantino e al Brunello schierati in difesa, fino al Chianti Classico regista del centrocampo, al Prosecco numero dieci capace di conquistare l'America al primo sorso e all'Amarone, fuoriclasse delle grandi occasioni. Una squadra ideale, con la "panchina" lunghissima degli oltre 500 vitigni autoctoni che arricchiscono il patrimonio enologico nazionale e guardano al mondo.

Perché, come ricorda il progetto, nessun altro Paese può contare su una rosa così ampia e profonda di denominazioni, espressione di una biodiversità vitivinicola unica e irripetibile.

Gli Stati Uniti rappresentano oggi il campionato più difficile e competitivo del mondo per il vino, un mercato strategico dove non basta avere una grande storia alle spalle, ma servono identità, emozione e capacità di fare squadra. Ed è proprio qui che il vino italiano continua a lottare per vincere ogni giorno, nei ristoranti a stelle e strisce così come sulle tavole di milioni di cittadini che scelgono l'Italia non solo per la qualità delle produzioni, ma per ciò che esse rappresentano. Uno stile di vita fondato sulla convivialità, sul legame con il territorio, sulla cultura del cibo e sul consumo consapevole.

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