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Attentato a Sigrido Ranucci sotto casa, 4 arresti

di TMNews martedì 30 giugno 2026
1' di lettura

Roma, 30 giu. (askanews) - Detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso: con queste accuse i carabinieri hanno arrestato 4 persone (3 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), eseguendo un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per l'attentato dinamitardo, la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia (frazione di Torvaianica, Roma), ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci. Un ordigno fatto deflagrare davanti al cancello della sua abitazione che ha distrutto due auto, danneggiato il muro perimetrale e messo in pericolo tutti i residenti della palazzina.

Secondo gli inquirenti, il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come "favore" e dietro compenso economico. L'operazione, svolta tra le province di Napoli e Avellino, è stata effettuata dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, coadiuvati dai militari dei Comandi provinciali competenti per territorio. Le complesse indagini hanno richiesto l'esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. In corso altre perquisizioni nei riguardi di ulteriori indagati, si cercano i mandanti.

"Bisognerà capire se ci sono altri livelli" ha affermato il giornalista e conduttore di Report, raggiunto telefonicamente da "Agorà Estate", su Rai 3. "Da quello che ho capito c'è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le sim", ha detto Ranucci: "Vedremo cosa accadrà ancora".

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Attentato a Monte Carlo, ferito l'oligarca ucraino Ermolaev

Roma, 30 giu. (askanews) - Principato di Monaco sotto shock. Intorno alle 21 un potente ordigno è esploso in un edificio residenziale a Monte Carlo lungo il confine con la Francia. Tre i feriti, membri della stessa famiglia, uno di loro, sarebbe l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, nel Principato dall'inizio della guerra russa in Ucraina.

La coppia sarebbe in condizioni gravi, mentre il figlio di 13 anni non è in pericolo di vita. "Si è trattato probabilmente di un attentato terroristico", ha dichiarato il Ministro di Stato (Capo del Governo) del Principato, Christophe Mirmand. "Un crimine efferato", "uno shock per l'intera comunità", ha scritto in un comunicato il principe Alberto II di Monaco.

All'interno dell'ordigno esplosivo sono stati rinvenuti bulloni e pallini. Un individuo, che si sta cercando, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre depositava uno zaino davanti all'ingresso di un condominio. La polizia ha istituito posti di blocco al confine con il Principato.

John, studente, che abita a pochi passi dal luogo dell'esplosione ha raccontato: "Sono uscito subito sul mio balcone per vedere cosa stava succedendo. All'inizio ci è stato detto che si trattava di una fuga di gas, poi abbiamo capito che era altro... Ho sentito urla, pianti e ho visto due persone a terra - poi sono tornato dentro, mio padre è venuto a prendermi con il mio cane e sono andato via".

Ermolaev, milionario residente a Monaco, secondo diversi media è soggetto a sanzioni da parte di Kiev dal dicembre 2023, per i servizi di sicurezza ucraini a causa dell'attività di commercio di alcolici nella Crimea occupata dai russi.

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Venezuela, si scava ancora: 21enne estratto vivo dopo 5 giorni

Roma, 30 giu. (askanews) - Si scava ancora tra le macerie in Venezuela mentre la terra continua a tremare. Squadre di soccorso provenienti da decine di paesi sono impegnate nelle operazioni di ricerca di migliaia di dispersi.

A cinque giorni dalle due forti scosse che hanno messo in ginocchio il Paese un 21enne è stato estratto dalle macerie di un edificio crollato nella regione di La Guaira. "Sono solo un ragazzo semplice che ha passato cinque giorni sotto un edificio. Ma io sono qui, e sono vivo", ha detto Aaron Levi Cantillo dopo essere stato tirato fuori dai soccorritori.

Il bilancio provvisorio è di oltre 1.700 morti, ma si cercano ancora migliaia di persone, oltre 5.000 i feriti.

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In anteprima il video "E' andata così" il nuovo singolo di Simon

Milano, 30 giu. (askanews) - In anteprima il video di "E' andata così" il nuovo singolo di Simon, una ballad malinconica che tocca il cuore di chi ha vissuto una storia d'amore estiva. La canzone esprime con delicatezza il dolore della fine di un rapporto, tra ricordi dolci e momenti irripetibili che sembrano ormai svaniti nel passato. La melodia emozionante si accompagna a testi profondi che riflettono sulla nostalgia per la "dolce primavera" e i giorni felici condivisi, ora lontani. Nonostante l'accettazione della separazione, Simon trasmette un senso di speranza, sottolineando che certi legami, anche quando finiscono, lasciano un'impronta indelebile e continueranno a vivere nel cuore. La voce calda e intima dell'artista rende ancora più autentico il messaggio di questa ballad, che parla di come il tempo possa cambiare le cose, ma non cancellare i ricordi e i sentimenti più profondi. "E' andata così" è un invito a ricordare con affetto e a guardare avanti, consapevoli che alcune connessioni sono destinate a rimanere per sempre, nonostante tutto.

Simon, cantante nato a Genova, inizia il suo percorso artistico con la partecipazione nel 2016 a The Voice of England a Londra, anno durante il quale pubblica il suo primo singolo in inglese "Hard time" entrando in top 10 e superando le 400 mila visualizzazioni su YouTube. Successivamente entra nel mercato italiano discografico con una serie di brani di successo.

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Malattie rare senza diagnosi, si punta su genetica e IA

Bergamo, 30 giu. (askanews) - Da quattro anni l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, partner del progetto europeo ANTHEM, è impegnato su due principali filoni di ricerca: la genetica umana e lo sviluppo di tecniche innovative di acquisizione e analisi delle immagini diagnostiche, anche basate sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo è individuare le varianti genetiche responsabili di malattie rare nei pazienti pediatrici e adulti che non hanno ancora ricevuto una diagnosi, contribuendo così a rendere la medicina sempre più personalizzata.

"L'incontro di oggi rappresenta per ANTHEM una delle dimostrazioni più efficaci di come, la collaborazione tra ricercatori che hanno competenze diverse, possa tradursi in un beneficio per la comunità. Noi stiamo assistendo a come si possa effettivamente passare dal laboratorio alla corsia dell'ospedale. Questo è uno dei risultati che fondazione ANTHEM si era posta all'inizio della sua storia e si sta dimostrando un obiettivo raggiungibile" ha dichiarato Guido Cavaletti, Direttore Scientifico di Fondazione ANTHEM.

"Non c'è niente di peggio, per un paziente affetto da malattia rara, del non avere un nome per questa. ANTHEM ha contribuito tantissimo perché, attraverso la tecnologia e il suo supporto ai ricercatori, si è potuto arrivare ad una diagnosi per molti pazienti, con un approccio tecnologicamente molto avanzato, che potrà poi essere applicato a tutti coloro che hanno un problema di malattia rara non diagnosticata" ha aggiunto Ariela Benigni, Segretario Scientifico dell'Istituto Mario Negri e coordinatore delle ricerche di Bergamo.

La conclusione del progetto è prevista per novembre 2026. In occasione del congresso "Personalized medicine and digital health: achievements for rare disease patients", ospitato nella sede del Kilometro Rosso di Bergamo, l'Istituto ha tracciato un primo bilancio delle attività svolte.

"Trenta pazienti che non avevano una diagnosi, pur con tutte le tecnologie basate sul DNA, hanno potuto ottenerla perché abbiamo scoperto quelle alterazioni che partono dalle regioni più profonde del DNA e che vengono, in modo non corretto, definite "junk DNA". In realtà sono molto importanti proprio per regolare la funzione dell'RNA. Studiandole abbiamo potuto, per la metà dei pazienti, arrivare a una risposta" ha concluso Marina Noris, Responsabile del Centro di Genetica Umana dell'Istituto Mario Negri.

Quattro anni di lavoro che hanno portato allo sviluppo di nuove tecnologie per la genetica e l'imaging medico, rafforzando la collaborazione tra istituti di ricerca e università nella costruzione di una medicina sempre più personalizzata.

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