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Al via da Marostica il Tour Estate 2026 di Blanco

di TMNews martedì 30 giugno 2026
2' di lettura

Marostica, 30 giu. (askanews) - Grande entusiasmo ieri sera a Marostica per la data zero del Tour Estate 2026 di Blanco, dove l'artista ha inaugurato il suo nuovo viaggio live sul palco del Marostica Summer Festival, regalando al pubblico uno show intenso ed emozionante che ha ripercorso i brani del suo ultimo album MA' e i successi che hanno segnato la sua carriera.

Dopo il successo del suo primo tour nei palazzetti e a pochi mesi dall'uscita di MA', Blanco è tornato dal vivo confermando ancora una volta il profondo legame con il suo pubblico. Sul palco di Piazza Castello, ha portato tutta la forza ed energia che da sempre caratterizzano la sua musica, dando il via a una nuova estate di concerti nei principali festival italiani.

Prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, Tour Estate 2026 proseguirà il 21 luglio a Palmanova (UD) in Piazza Grande per Estate di Stelle, il 26 luglio a Catania presso Villa Bellini per Sotto il Vulcano Fest, il 2 agosto a Gallipoli (LE) al Parco Gondar per Oversound Music Festival, il 6 agosto ad Alghero (SS) all'Anfiteatro Ivan Graziani per Alguer Summer Festival, il 9 agosto a Marina di Carrara (MS) presso CarraraFiere per Vibes Summer Festival & Immensamente Festival, fino alla data conclusiva del tour il 12 agosto a Baia Domizia (CE), Arena dei Pini @ Baia Domizia Summer Festival.

Blanco sarà ospite il 31 luglio al Sunny Hill Festival, il più grande festival musicale di Pristina (Kosovo) e uno dei principali appuntamenti live del Sud-Est Europa. Fondato dalla famiglia Lipa, il festival si conferma ogni anno come un punto di riferimento della scena internazionale, con una line-up che riunisce alcuni tra i più importanti artisti del panorama elettronico e pop mondiale, da Katy Perry a Martin Garrix, fino a Seth Troxler e Pawsa.

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"Senza enfasi - ha detto ad askanews Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei - questa è davvero una giornata storica per la GAM, per la Fondazione Torino Musei e per la città. Ci apprestiamo a rinnovare quello che è stato lo spirito, assolutamente unico, innovativo, originario che ha caratterizzato la nascita del progetto. Infatti innovazione e avanguardia sono un po' le linee guida che connotano anche il più complessivo progetto di rigenerazione riprendendo e facendo evolvere proprio quello spirito avanguardistico che ha caratterizzato la sua nascita".

L'intervento sulla GAM, definita ora 4.0, nasce dalla volontà di immaginare i musei del futuro e rappresenta uno dei più importanti progetti di rigenerazione e innovazione museale in Europa, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. E il concorso internazionale di progettazione è stato vinto dallo studio MVRDV di Rotterdam, con Balance Architettura ed EP&S Group di Torino.

"È un edificio con una storia molto particolare - ci ha spiegato Winy Maas, socio fondatore dello studio olandese - con un background modernista che definirei un modernismo soft oppure emozionale. E mi piaceva molto l'idea di mantenere questo spirito anche nel nuovo progetto per dedicarsi non solo all'atto di ripulire, ma anche di aprire sempre di più. Credo che abbiamo creato una sorta di laboratorio per lavorare sulla storia e andare oltre. Per questo sono molto orgoglioso che in qualche modo questa sfida ci possa portare a una visione di quello che dovremo fare dopo".

"Abbiamo capito sin da subito - ha aggiunto Alberto Lessan di Balance Architettura - che Torino aveva fatto questo bando per fare non solo una riqualificazione del progetto, ma per davvero generare uno spazio museale del futuro. Quindi queste sono state le promesse. Allora si è agito direttamente sull'oggetto, che peraltro aveva dei vincoli della soprintendenza, abbiamo cercato di capire come potevamo riuscire a fare in modo che questo edificio, questo luogo, riuscisse ad avere più spazio espositivo. Quindi abbiamo iniziato a pensare che l'ampliamento non dovesse essere un ampliamento esterno, ma un ampliamento interrato. Il cuore del progetto, a tutti gli effetti, è quindi questo grande spazio interrato che diventa un polmone aggiuntivo, uno spazio espositivo aggiuntivo".

Con questo progetto, che ha ricevuto forte sostegno anche dall'amministrazione comunale, il museo diretto da Chiara Bertola vuole sia riaffermare la propria vocazione sperimentale, sia offrirsi come una nuova tipologia di piazza civica per la città di Torino.

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