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Crosetto: voli Usa? Basta fingere verginità politica e scordare passato

di TMNews mercoledì 1 luglio 2026
2' di lettura

Roma, 1 lug. (askanews) - "Fare finta di darsi una verginità dimenticandosi del passato e dimenticandosi che gli stati si comportano sempre allo stesso modo, è una cosa difficilmente tollerabile per chi pensa che la politica debba avere una dignità".

Lo ha sottolineato, in un intervento molto accalorato, il ministro della Difesa italiana Guido Crosetto, che ha polemizzato con l'opposizione sul numero di voli americani partiti dalle basi italiane Nato nel corso dell'operazione Epic Fury. Ribadendo che l'Italia si è mossa nel rispetto degli accordi con gli Stati Uniti e della Costituzione.

Crosetto ha parlato rispondendo a un'interrogazione sulle dichiarazioni di Mark Rutte, che, in un'intervista a Fox news, ha affermato che 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi Usa in Italia per supportare l'operazione militare americana contro la repubblica islamica.

"La Difesa e il governo italiano non hanno alcun problema a comunicare i dati di tutti i voli in partenza. Ho detto non solo quelli di quest'anno, ma anche quelli dal 2019... non solo quelli del periodo di Epic Fury: tutto ciò che può essere relazionato al Parlamento, ripeto, se non in seduta comune, magari in una commissione parlamentare, sarà relazionato. Non c'è nulla di cui il governo debba vergognarsi". "Semmai", ha chiarito il ministro della Difesa, "deve vergognarsi chi ha strumentalizzato questi 518 voli ed è alleato con chi allora ne autorizzò 790, nello stesso periodo. Di cui parleremo. L'alleato è lo stesso, il modo di comunicare i voli è lo stesso, le informazioni fornite sono le stesse! Fare finta di darsi una verginità dimenticandosi del passato e dimenticandosi che gli stati si comportano sempre allo stesso modo è una cosa difficilmente tollerabile per chi pensa che la politica debba avere una dignità. Che si stia alla maggioranza o che si stia all'opposizione".

"Sono basi utilizzate principalmente per motivi logistici e vengono utilizzate con la stessa intensità tutti gli anni e tutto l'anno" ha proseguito Crosetto. "La polemica è pretestuosa", ha concluso, "ma, siccome non c'è nulla da nascondere e, ripeto, il fatto che dimostra meglio di tutti come si comporta il governo è stata la negazione dell'autorizzazione di alcuni di quei voli, non c'è alcun problema. Questa negazione ha anche avuto una reazione dall'altra parte talmente evidente, che far finta di non vederla non ha nulla a che fare con la politica".

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Trump: guadagni con criptovalute? Fondi gestiscono i miei soldi

Roma, 1 lug. (askanews) - Mentre saliva a bordo del nuovo aereo Air Force One donato dal Qatar, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha difeso il fatto di aver guadagnato circa 2,2 miliardi di dollari grazie anche alle attività in criptovalute della sua famiglia lo scorso anno.

Secondo una nuova dichiarazione finanziaria obbligatoria per il 2025, Trump ha registrato nel suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca entrate per almeno 2,2 miliardi di dollari, grazie anche ai circa 1,4 miliardi provenienti dalle attività in criptovalute della famiglia, ma il presidente ha affermato di non gestire direttamente i suoi investimenti.

"Ci sono fondi che gestiscono i miei soldi. Beh, ho guadagnato un sacco di soldi prima di diventare presidente. E loro investono i miei soldi e io non parlo con loro....".

"Non so se ho avuto una carriera migliore in politica o negli affari. Ma ho avuto una grande carriera nel mondo degli affari. E di proposito, non parlo mai con nessuna delle persone che gestiscono i soldi" ha proseguito.

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Università, Giachetti contro Bernini: prezzi studentati inaccessibili

Roma, 1 lug. (askanews) - "Signora ministra non so come faccia a dire i dati che le do io che ancora non glieli ho dati o faccia una cosa, li chieda direttamente agli studenti. Ma è normale che la ministra si metta ad agitare (i fogli)... Io vado avanti se mi è consentito e se non ho una ministra che sventola i fogli. I numeri glieli daranno gli studenti, quelli che rimarranno fuori, perché i prezzi che saranno messi in campo sono praticamente inaccessibili": lo ha detto Roberto Giachetti, deputato di Iv-Casa Riformista, nel corso del Question time con la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, presieduto da Giorgio Mulè.

"Per essere chiari, il punto non è se nei canoni saranno comprese le utenze o altri servizi, il punto è che stiamo parlando di alloggi costruiti grazie a un contributo pubblico di circa 20.000 euro per posto letto e quei finanziamenti erano destinati a ridurre il costo dell'abitare per studenti, non a consentire modelli tariffari più alti del mercato. Ma chi l'ha detto che uno studente vuole la mensa? Ma se quello vuole mangiare un panino e vuole spendere di meno?"

"C'è un secondo elemento che deve essere chiarito. I bandi consentono nei periodi di sospensione dell'attività didattica l'utilizzo delle strutture per finalità turistico-ricettive a prezzi di libero mercato. È una scelta che rischia di snaturare la funzione di un investimento finanziato con risorse pubbliche e pensato per garantire il diritto allo studio", ha sottolineato ancora Giachetti.

"Per questo signora ministra, mentre sventola i fogli e fa la maestrina, le abbiamo chiesto di darci delle informazioni chiare per intervenire e correggere quello che avete sbagliato, e che non paga lei con i suoi proclami, ma pagano gli studenti", ha concluso.

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Università, Bernini: "Abbiamo trovato le tende e lasciamo studentati"

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"Il target PNRR sui posti letto - ha precisato - non è stato ridotto, ciò che ha detto l'onorevole Giachetti semplicemente non è giusto: sono e rimangono 60.000, 30.000 realizzati con il bando Housing universitario ed altri 30.000 con lo strumento finanziario introdotto dall'ultima legge di bilancio su espressa domanda dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con cui abbiamo fatto un accordo di collaborazione, e dei soggetti pubblici che ci hanno chiesto di avere più tempo. Quindi non esistono soggetti privati che hanno avuto dei vantaggi indebiti".

"Quanto ai canoni, gli studentati pubblici e il mercato privato semplicemente non sono comparabili, perché il mercato privato per gli studenti semplicemente non esiste. Il prezzo delle stanze PNRR comprende servizi essenziali e servizi extra. Gli studentati PNRR si trovano nelle principali città italiane e sedi di università, dove le tariffe per il diritto allo studio riservate al 30% degli studenti che vi accedono devono essere applicate dal gestore pubblico o privato, anche nel caso in cui l'ente per il diritto allo studio non sia in grado di collocare un numero corrispondente di studenti attraverso proprie graduatorie. In tal caso il gestore, pubblico o privato, deve formare autonomamente la propria graduatoria alle stesse condizioni previste dall'ente per il diritto allo studio con tariffe inferiori al valore di mercato che vanno dai 150 ai 300 euro, non esattamente una tariffa di lusso. Sono dati certificati", ha concluso Bernini.

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