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Meloni alla Uil: confermeremo detassazione rinnovi contratti nel 2027

di TMNews giovedì 2 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 2 lug. (askanews) - La detassazione al 5% degli aumenti contrattuali sarà confermata anche nella prossima legge di bilancio. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al congresso della Uil.

Il governo "ha sostenuto i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, provvedimento che era anch'esso richiesto dalla Uil, che era richiesto dalle parti sociali, perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità e allora io ne ho già parlato con il ministro Calderone, ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa che è il ministro Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un'istanza che è vostra e non solamente vostra, di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio", ha detto Meloni.

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"Non è mai stato abbattuto nessun ponte, quello della Sicilia lo dobbiamo ancora costruire, quello politico con gli Stati Uniti l'Italia lo terrà sempre vivo: non possono esserci motivi che impediscano all'Occidente, quindi all'Italia, di avere con gli Stati Uniti relazioni amichevoli. Ci possono essere momenti in cui come è avvenuto, è inutile nascondercelo, ci siano dei problemi ma il fatto che anche oggi siamo qui tutti e nessuno escluso del centrodestra lo dimostra".

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"Io ho detto all'opposizione di predisporre tutta una serie di nomi di garanzia da sottoporre alla maggioranza, perché se è di garanzia devono mettersi d'accordo sul nome, e se lo trovano - e secondo me è facile con la maggioranza che ha detto che era disponibile - a quel punto lo si nomina nel Consiglio di amministrazione, lo si elegge presidente se c'è l'accordo. Al posto di chi? Di uno della parte che l'ha proposto, cioè dell'opposizione. Ce ne sono due dell'opposizione in Cda, se vogliono un presidente di garanzia visto che non hanno trovato un accordo la mia proposta era scegliete insieme uno di garanzia proposto dall'opposizione al posto di uno dell'opposizione".

"È chiaro - ha proseguito La Russa - che così si otterrebbe un presidente di garanzia e all'interno del consiglio d'amministrazione gli equilibri non sarebbero spostati numericamente - sottolinea La Russa - Però non lo so, sembra che oggi come oggi le mediazioni siano difficili. Non ho mai avuto una risposta per cui sono rimasto abbastanza sorpreso della impossibilità tra maggioranza e opposizione di trovare un'intesa e ancora più sorpreso di pensare che la soluzione possa venire 'sic et simpliciter' con le dimissioni generalizzate se tutti non ci mettono la buona volontà", ha concluso la seconda carica dello Stato.

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"In questo buio c'è una luce fortissima che la Global Sumud Flotilla, attivisti pacifisti inermi che hanno fatto quello che avrebbe dovuto fare il governo, aiutare una popolazione deumanizzata, portando aiuti, ma soprattutto aiutandola ad avere la propria autodeterminazione e riconoscimento di dignità come tutti gli altri popoli. Noi siamo al fianco della Global Sumud Flotilla e continueremo a essere al fianco della Palestina", ha sottolineato la deputata cinquestelle.

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"Quando un sistema di intelligenza artificiale produce un testo, un'immagine, un video perfetto, coerente, convincente, completamente inventato... chi è in grado di riconoscerlo? Non il cittadino comune, spesso non il giornalista, probabilmente non il tribunale. Però - afferma la premier - la democrazia funziona perché esiste un accordo minimo su cosa sia un fatto, su chi abbia il diritto di attestarlo, su dove ci si possa rivolgere per contestarlo. Quando quelle certezze vengono meno, quello che è in pericolo non è semplicemente l'informazione, è la base comune di realtà che ci consente di discutere razionalmente dei problemi e quindi di governarli".

"Vivere in un mondo nel quale non si distingue più cosa sia vero e che cosa non lo sia è semplicemente rischiare di rinunciare alla base della democrazia perché l'opinione non la genera chi sei, cosa fai, cosa dici, ma quello che chi detiene il controllo della tecnologia decide che sei, che fai, che dici. Per questo - ha concluso Meloni - la tracciabilità e la trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale non sono un tema tecnico, sono una condizione per la tenuta delle nostre democrazie".

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