CATEGORIE

Vini, tradizione e storia ai piedi del Monte Taburno

di TMNews lunedì 6 luglio 2026
2' di lettura

Benevento, 6 lug. (askanews) - Alle pendici del Monte Taburno, nel cuore del Sannio beneventano, c'è una storia che unisce oltre cinquant'anni di viticoltura cooperativa e una nuova visione imprenditoriale. È la Cantina del Taburno: fondata nel 1972, oggi raccoglie le uve di circa trecento conferitori, seicento ettari di vigneti distribuiti nei comuni ai piedi del massiccio.

Dal 2023 alla guida c'è Enzo Rillo, imprenditore visionario che ha scelto di investire nella sua terra d'origine, diventando il proprietario della Cantina del Taburno: "Mio padre aveva una piccola azienda agricola, dove siamo nati con tanti sacrifici. Poi ho cambiato tipo di lavoro, ho fatto attività industriale e questo mi hanno permesso di avere una visione generale, nell'ambito nazionale, a questo tipo di attività."

Qui, tra suoli vulcanici e forti escursioni termiche, nascono i vini simbolo di questa terra: l'Aglianico del Taburno e la Falanghina del Sannio, con la preziosa maestria dell'enologo Raffaele Di Marco.

Un progetto di rilancio da oltre dieci milioni di euro, che punta a portare la produzione dall'attuale milione di bottiglie a cinque milioni nei prossimi anni.

Nuovamente Enzo Rillo: "Noi come Cantina del Taburno abbiamo un patrimonio importante, il patrimonio degli agricoltori che credono in questo progetto e un altro, quello che è il territorio, unico a mio giudizio."

Ma la storia di Rillo con questa terra comincia prima: nel 2009, quando fonda La Fortezza, sessanta ettari vitati e una cantina scavata interamente nella roccia vulcanica. Al suo interno, un museo unico nel panorama italiano: "Le Emozioni dell'Aglianico", un percorso multisensoriale nato in sinergia con il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Ancora Enzo Rillo: "Sono rimasto veramente contento quanto ho visto il popolo di 5 comuni, quelli del Taburno, che hanno reagito in maniera positive per il progetto di questa cantina, di farla rivivere e dove molte persone hanno creato la propria storia all'interno."

In arrivo nei prossimi due anni: sostenibilità, con trenta ettari già certificati biologici e impianti fotovoltaici; accoglienza, con una nuova area dedicata all'enoturismo; e una presenza che dall'Italia si estende a Europa, Americhe e Asia.

Dal Taburno, il Sannio del vino guarda al mondo senza dimenticare le donne e gli uomini che, vendemmia dopo vendemmia, rendono possibile questa storia.

tag

Ti potrebbero interessare

Hamas scioglie governo a Gaza: ora entri comitato tecnico palestinese

Roma, 6 lug. (askanews) - Il governo che amministra la Striscia di Gaza per conto di Hamas si è dimesso per trasferire i propri poteri al comitato tecnico palestinese previsto dal piano del presidente americano Donald Trump per il dopoguerra. L'annuncio di Hamas:

"Sua Eccellenza, il capo del comitato di emergenza del governo e capo ad interim del Dipartimento di monitoraggio del governo (il signor Mohammed Jawad Abdul-Khaliq al-Farra, ndr) ha presentato ufficialmente le sue dimissioni - ha dichiarato Ismail al-Thawabta, capo ufficio stampa del governo - Ha inoltre deciso di sciogliere il comitato per agevolare la transizione amministrativa e governativa al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG)".

La decisione riguarda la struttura amministrativa della Striscia, ma non l'ala militare dell'organizzazione. I mediatori stanno ancora negoziando con Hamas il tema del disarmo. Hazem Qassem, portavoce di Hamas ha precisato ad Afp:

"Oggi Hamas fa un nuovo passo avanti e adotta una nuova decisione, in una mossa positiva volta a riorganizzare la situazione amministrativa nella Striscia di Gaza, con l'obiettivo di aprire ancora di più le porte all'ingresso del Comitato Nazionale nella Striscia. Oggi, nell'ambito della nostra attuazione concreta, abbiamo annunciato in via definitiva che non faremo più parte della gestione quotidiana della Striscia di Gaza, e stiamo mettendo in pratica questa decisione presentando le dimissioni del Comitato Amministrativo che governa la Striscia di Gaza", ha aggiunto.

"Hamas spera che i mediatori, gli Stati garanti e il cosiddetto Board of peace riescano a costringere le forze di occupazione a consentire l'ingresso del Comitato nazionale nella Striscia di Gaza, in modo da poter procedere verso una riorganizzazione della situazione", ha aggiunto il portavoce, mentre i membri del comitato tecnocratico palestinese si trovano attualmente al Cairo, dato che Israele non consente loro di entrare nella Striscia.

TMNews

A Forte dei Marmi Marriott punta su esperienze legate al territorio

Forte dei Marmi, 6 lug. (askanews) - Mondanità e ospitalità contemporanea. Forte dei Marmi torna a proporsi come simbolo di un'estate italiana che sa guardare al futuro mantenendo il fascino del passato. Al centro di questa rinascita c'è il Principessa Forte dei Marmi, Autograph Collection, hotel del gruppo Marriott International, inaugurato da pochi mesi e collocato proprio di fronte alla celebre Capannina: il locale storico che ha lanciato talenti musicali e che, dopo l'acquisto da parte di Armani, riaprirà nel 2027, segnando una nuova stagione per la Versilia.

La scelta di Marriott di puntare sulla località non è casuale: interpreta la filosofia della lentezza della costa toscana, fondendo l'intimità di una villa privata con un design contemporaneo e scultoreo, ispirato alla silhouette di uno yacht. E ancora materiali naturali, linee pulite e una sensazione di raccoglimento elegante che invita a rallentare, come sottolinea Laura Zanoli, general manager dell'hotel, tornata in Italia dopo quattordici anni all'estero proprio per il Principessa e con alle spalle una lunga esperienza con Marriott: "Noi offriamo l'opportunità ai nostri ospiti di fare esperienze che combaciano con la loro visione di vacanza: noi riconosciamo che la forza di una piccola realtà come Principessa Forte dei Marmi è di essere capaci di personalizzare il soggiorno in base a quello che è l'ospite. Abbiamo una clientela molto affine a quello che è la villeggiatura o che si affaccia a questa villeggiatura, tipicamente italiana con molta curiosità. Altra clientela invece ha proprio questa voglia di conoscere tutto quello che rende Forte dei Marmi unico visitando anche territori limitroti".

Zanoli non omette di riconoscere come le esperienze sono legate alle stagioni: la visita alle cave di marmo o l'emozione di una vendemmia. Ma la ricchezza di tante esperienze possibili rende "il Forte una meta destagionalizzata", dove ogni mese ha un suo appuntamento con il territorio. Oltre alla benedizione di trovarsi vicino a tanti gioielli: Firenze, Pisa, Lucca, ma anche le Cinque Terre. "Marriott ha captato proprio questa nuova clientela sempre in movimento e sempre con l'esigenza di qualcosa di nuovo in qualsiasi momento dell'anno e qui nasciamo noi con anche il nostro ristorante Marias", dice Zanoli.

Una cucina conviviale, molto italiana, legata alla Versilia e pensata per creare memorie, dimentichi di pressioni e stress. Ma se questo assaggio della Dolce Vita è già riuscito a far parlare di sé sulle rive toscane è grazie a una squadra guidata dallo chef stellato di fama internazionale Jason Atherton e dall'executive chef Giorgio Cicero, che vediamo in queste immagini con Zanoli.

"Chef Jason è stellato, britannico, ama il Forte e quando vi è stata l'opportunità di fare questo progetto lui ha sposato la causa e noi siamo molto felici di averlo come sostegno. Lui, amante del territorio ha spinto il nostro chef Italiano, chef Giorgio Cicero a una ricerca sul territorio. Il concetto di Marias si propone ai nostri ospiti come un luogo conviviale dove l'ospite si sente a casa, tutto in base al concetto della condivisione dei piatti; proprio un momento per rallentare. Il classico pranzo o cena all'italiana dove non si guarda l'orologio, ma si sta veramente insieme per la gioia di condividere degli attimi e creare delle memorie senza stress".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

TMNews

Connact, Nestoras (EPIC): considerare tutta filiera agricola

Roma, 6 lug. (askanews) - "C'è molta enfasi sul cibo, ma a volte ci dimentichiamo che l'agricoltura è un sistema inteconnesso di vari prodotti in equilibrio fra loro" ha detto Antonios Nestoras, founder and director di EPIC, intervenuto all'evento Connact - Summer Workshop, "Autonomia e competitività dell'UE: l'agroalimentare, la salute e il digitale". E ha aggiunto "Se pensiamo alla sicurezza alimentare dobbiamo considerare tutta la filiera agricola". L'evento si è tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo e che ha visto un confronto fra rappresentanti delle istituzioni con associazioni, stakeholder e aziende italiane. L'evento è stato promosso da: A2A, Barilla, CIA, Confcooperative, Fastweb+Vodafone, Federalimentare, FiberCoop, Legacoop, Gruppo Chiesi, Gruppo Ferrero, Gruppo Menarini, MFE-MediaForEurope, Open Fiber, TIM.

TMNews

Solarino e Amnesty raccontano il caso Sean Binder in un documentario

Fluminimaggiore, 6 lug. (askanews) - La storia di Sean Binder, l'attivista tedesco fermato in Grecia dopo aver partecipato alle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti, è al centro del documentario "La solidarietà non è un reato", diretto da Valeria Solarino e presentato all'Andaras Traveling Film Festival durante una presentazione con il pubblico a Portixeddu.

Un incontro a Londra e una lunga conversazione tra l'attrice e Binder sono al centro del documentario. "Ho trovato un ragazzo normale, questa è stata la cosa più sorprendente. Un ragazzo laureato in giurisprudenza, con un brevetto da sub specializzato nel soccorso. Mi ha detto: ho voluto mettere le mie competenze, sia giuridiche sia pratiche, al servizio di questa causa. È partito per Lesbo, si è unito a una Ong greca. Poi è stato fermato, detenuto per più di due mesi e ha affrontato un processo durato tantissimi anni."

Il documentario nasce dalla collaborazione tra Solarino e Amnesty International, che da anni segue casi di persone e organizzazioni finite sotto processo per aver prestato assistenza ai migranti. Come ha spiegato Francesca Corbo, di Amnesty International Italia: "Abbiamo affiancato queste persone nei tribunali e sostenuto il loro lavoro con campagne di comunicazioneperché siamo convinti che le persone vadano salvate, che vengano prima dei confini e delle frontiere e che le azioni di solidarietà non possano essere criminalizzate."

Con "La solidarietà non è un reato", Amnesty International e la regista Valeria Solarino portano all'attenzione del pubblico storie che rischiano di passare inosservate. Perché, come spiega l'attrice, "si accende una luce su tematiche insidiose: e se c'è attenzione mediatica, i giudici sono più attenti".

TMNews