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Trump: Meloni mi piace ma non c'è stata per noi, ha guastato rapporti

di TMNews martedì 7 luglio 2026
1' di lettura

Ankara, 7 lug. (askanews) - "Io penso che lei sia una brava persona, in realtà. Abbiamo avuto una buona relazione ma il nostro rapporto è diventato un po' cattivo perché ha rifiutato di aiutarci".

Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ad Ankara a una domanda sul post fatto l'altro ieri contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni dopo un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, prima del vertice Nato. "Io non le ho messo nessuna pressione, ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, o sull'Iran e questo ha guastato i miei rapporti con lei" ha aggiunto.

"Ma lei mi piace, è una brava persona. Ma penso che abbia fatto un errore, loro ottengono molto petrolio da loro, noi no ma abbiamo molto petrolio... , è come se gli Stati Uniti avessero molto più petrolio di chiunque altro... Non ci serve Hormuz, lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c'era per noi, e questo non mi ha reso felice, lo potete immaginare" ha concluso.

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"In pochi sanno - aggiunge - che alle imprese italiane si affidano anche i grandi marchi internazionali, francesi e americani. Basti pensare che oltre due terzi del make-up per occhi e viso venduto in Europa e più della metà di quello venduto nel mondo è prodotto in Italia. Numeri che spesso non vengono raccontati, che però raccontano la forza di un settore che continua a macinare risultati: 18 miliardi di fatturato nel 2025, 8,6 miliardi di export, l'Italia quinto esportatore al mondo nel beauty".

"Questo governo - sottolinea la premier - ha guardato alla cosmetica con la stessa attenzione dedicata alla moda, all'agroalimentare, al design, a tutti gli ambiti che fanno grande il Made in Italy. E continueremo a fare la nostra parte per aiutare le imprese del settore a conquistare nuovi mercati, ad investire nell'innovazione, ad intercettare i bisogni dei consumatori".

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Spionaggio per la Russia, due arresti a Roma

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Al centro dell'indagine c'è un uomo di 59 anni, ex appartenente a una struttura di intelligence italiana e già sottufficiale dell'Arma. Secondo l'accusa, avrebbe passato informazioni riservate, in cambio di denaro, a un presunto agente dei servizi russi, coperto da immunità diplomatica in Italia.

Oltre agli arresti, sono state eseguite perquisizioni nei confronti dei due destinatari delle misure e di altre cinque persone indagate a vario titolo.

Secondo gli investigatori, il principale indagato avrebbe acquisito e rivelato notizie riservate attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio in incarichi con un alto grado di riservatezza.

Le indagini avrebbero documentato diversi incontri con il presunto agente straniero: quest'ultimo avrebbe indicato le esigenze informative e l'ex appartenente all'intelligence avrebbe fornito, dietro compenso, le notizie raccolte dalle proprie fonti.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso apprezzamento per l'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Procura militare di Roma, e ha disposto la massima collaborazione della Difesa con l'autorità giudiziaria.

"Non può esserci alcuna tolleranza", ha detto Crosetto, "nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica".

In un post su X, il ministro ha aggiunto che l'indagine mostra il reale atteggiamento della Russia verso l'Italia e l'esistenza di un conflitto ibrido quotidiano: "una guerra latente costante", ha scritto, "per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza".

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NATO, Trump: valutiamo di vendere gli F35 alla Turchia

Ankara, 7 lug. (askanews) - Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che Washington starebbe valutando la possibilità di vendere degli F-35 alla Turchia, dopo averla esclusa dal programma nel 2019 a causa dell'acquisto da parte di Ankara del sistema russo. "È un aereo eccellente, di gran lunga il migliore, ed è sicuramente un'opzione che prenderemo in considerazione", afferma Trump, seduto accanto all'omologo turco Recep Tayyip Erdogan, dopo il suo arrivo ad Ankara per il vertice NATO.

"È una decisione che stiamo per prendere. Abbiamo un rapporto molto buono. Credo che molte persone - vi posso dire che sono davvero molte, comprese quelle sedute proprio qui - penserebbero: perché non dovremmo farlo e instaurare un rapporto migliore con la Turchia? E la Turchia si è dimostrata, sotto molti aspetti, molto più leale di altri paesi che consideriamo leali. Quindi, sì, è sicuramente qualcosa che prenderemo in considerazione. È un ottimo aereo. È il migliore, di gran lunga il migliore al momento. Ed è sicuramente qualcosa che prenderemo in considerazione".

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"Ci ho pensato a lungo e oggi ho deciso: oggi stesso mi dimetterò da membro del Parlamento per Clacton-on-Sea, costringendo così a indire elezioni suppletive, che spero si terranno a breve - ha annunciato Farage - Ho deciso che saranno gli abitanti di Clacton a giudicare le mie azioni. Queste saranno elezioni suppletive tra il popolo e l'establishment. È un'occasione per mandare al diavolo l'intero establishment, per dirgli francamente dove andare. Ed è per questo che mi candiderò a queste elezioni suppletive. Lotterò per vincere, lotterò per continuare la rivoluzione politica iniziata da Reform".

Farage ha rilasciato la dichiarazione dopo il clamore sucitato da un'inchiesta relativa a incomplete dichiarazioni sulla donazione da 5 milioni di sterline ricevuta da un miliardario delle criptovalute, somma ricevuta prima delle ultime elezioni generali.

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