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Mennini: "Italia pronta alle sfide dell'MFN sui farmaci"

di TMNews mercoledì 8 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 8 lug. (askanews) - Il futuro del sistema sanitario e il ruolo delle life science nelle strategie di sviluppo del Paese sono stati al centro del confronto sull'innovazione, la ricerca e la sostenibilità della sanità. Di questi temi ha parlato Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute, intervenuto all'incontro "Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale": "Grazie a un gruppo di lavoro interno al Ministero, stiamo affrontando tutte le possibili problematiche legate all'approvazione dell'MFN da parte del Governo americano. Non ci siamo fatti trovare impreparati: su impulso del Ministro abbiamo istituito un gruppo dedicato che ha analizzato i rischi e le possibili criticità, ma anche individuato soluzioni per ridurre al minimo gli impatti sull'accesso ai farmaci. Allo stesso tempo, questo lavoro ci ha permesso di ragionare sugli strumenti più efficaci per favorire l'attrazione degli investimenti nel nostro Paese, sia sul fronte della ricerca e sviluppo sia su quello dei trial clinici".

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Vietti: Finanziarie radicate nei territori e proiettate in Europa

Roma, 8 lug. (askanews) - A Roma gli Stati Generali delle Finanziarie Regionali promossi da Anfir, in collaborazione con Lazio Innova. Il presidente Michele Vietti annuncia la firma di un protocollo d'intesa con Cassa Depositi e Prestiti, Simest e Sace per rafforzare il sostegno alle imprese italiane sui mercati esteri.

"Oggi festeggiamo gli Stati Generali delle Finanziarie Regionali e lo facciamo in una prospettiva tutta internazionale: firmiamo un protocollo d'intesa con Cassa Depositi e Prestiti, SIMEST e SACE, cioè quelle istituzioni che sostengono, in particolare, le nostre imprese nel commercio estero. Le Finanziarie Regionali - afferma Vietti - non sono più semplici erogatori di fondi, ma infrastrutture fondamentali per la crescita del Paese. È necessario che acquisiscano uno status giuridico più chiaro e definito, che abbiano una rappresentanza più forte in Europa e che partecipino alla programmazione dei fondi europei, indispensabili per far funzionare meglio tutto il nostro sistema imprenditoriale, in particolare quello delle piccole e medie imprese".

Gli Stati Generali sono promossi dall'Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali, in collaborazione con Lazio Innova. Un appuntamento di rilievo nazionale ed europeo che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario e del mondo produttivo, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle finanziarie regionali come strumenti operativi al servizio dello sviluppo economico e della crescita dei territori.

Ad aprire i lavori è stato il confronto sullo scenario economico e sulle prospettive internazionali, con gli interventi di Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti; Regina Corradini D'Arienzo, amministratrice delegata di SIMEST; e Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE.

Tra gli ospiti sono intervenuti anche Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea; Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione; Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio; e Giancarlo Righini, coordinatore vicario della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

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E-Mobility, Saccani: Colmare gap infrastrutturale autostradale

Roma, 8 lug. (askanews) - "In Europa siamo in una fase di maturità nello sviluppo delle infrastrutture per la mobilità elettrica e l'Italia conta oggi circa 80 mila punti di ricarica. Il tema, però, non è tanto il numero quanto la qualità, il posizionamento e l'accesso competitivo al mercato. Bisogna capire quante colonnine servano realmente e aumentare la presenza lungo la rete autostradale. Solo il 50% della rete autostradale è oggi coperto da infrastrutture di ricarica ed è proprio lì che si gioca la fiducia dei consumatori, riducendo i disagi nei viaggi di lunga percorrenza". Lo ha detto Simone Saccani, Country Manager Italia di Fastned, a Largo Chigi, format di Urania News. "Noi operiamo nella ricarica ultra-rapida e realizziamo stazioni grandi e ben visibili. La mobilità elettrica non è una scelta solo ideologica, ma anche pratica, soprattutto sotto il profilo dei costi. Nel mercato italiano il prezzo d'acquisto di un'auto elettrica rappresenta ancora una barriera psicologica nonostante i minori costi di gestione, in particolare durante gli shock energetici. Il mix energetico va nella direzione di una maggiore autonomia nazionale, con un risparmio di milioni di barili di petrolio estero ogni anno. Il banco di prova resta la rete autostradale. Dal 2021 i concessionari hanno l'obbligo di coprire la rete di competenza con infrastrutture di ricarica elettrica, ma oggi solo la metà della aree di servizio è coperta e appena una infrastruttura su cinque è stata installata a seguito di procedure competitive. Le stazioni di ricarica in futuro dovranno diventare anche luoghi di sosta e ristoro, capaci di rendere più attrattiva la permanenza. Spesso si sostiene che le colonnine non garantiscano tempi di ricarica adeguati, ma le stazioni di ultima generazione permettono di effettuare la ricarica in circa 15 minuti garantendo fino a 300 km di autonomia. Per questo Fastned continua a realizzare stazioni ad alta potenza, per essere pronta allo sviluppo del mercato già in corso. Ci auguriamo inoltre che la mobilità elettrica si integri sempre di più con le esigenze del turismo. L'anno scorso il 50% dei visitatori stranieri è arrivato in Italia in auto, soprattutto da Francia, Germania e Olanda, dove la mobilità elettrica è molto diffusa, con una quota di immatricolazioni anche superiore al 30%, mentre in Italia è pari al 6-8%. Dobbiamo offrire a chi visita il nostro Paese un livello di servizio che altrove rappresenta ormai uno standard", ha concluso.

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E-Mobility, Peluffo (PD): Ddl distributori fermo da anno e mezzo

Roma, 8 lug. (askanews) - "Per essere protagonisti nella transizione ecologica servono investimenti pubblici e privati. Il Pnrr indicava quella strada, ma è stata in gran parte un'occasione sprecata. Un'altra occasione persa è il disegno di legge di riforma del sistema della distribuzione dei carburanti, fermo da un anno e mezzo, nato per consentire ai gestori delle aree di servizio di mettersi al passo con i tempi". Lo ha detto Vinicio Peluffo (PD), Vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, a Largo Chigi, format di Urania News. "Resto convinto che il Green Deal sia fondamentale come strumento di adeguamento tecnologico e competitivo del sistema produttivo europeo, servono finanziamenti pubblici adeguati per accompagnare questa transizione e, ad oggi sono mancati strumenti adeguati a livello europeo e italiano. Si parla spesso del problema dell'intermittenza delle energie rinnovabili, ma i sistemi di accumulo stanno facendo grandi passi avanti. L'altro giorno, in Val Seriana, è stato inaugurato un sistema di accumulo con batterie BESS, finanziato dalla Commissione europea. Sul piano normativo, il Pniec è stato modificato dal governo in modo che, a nostro avviso, non è abbastanza ambizioso. Quel documento contiene obiettivi chiari e altrettanto chiara deve essere l'azione del governo, anche attraverso una rapida adozione dei decreti attuativi. L'Italia deve recuperare il gap nella transizione rispetto agli altri Paesi e la produzione legata a questo percorso deve svilupparsi nel nostro Paese o comunque in Europa", ha concluso.

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PAI distrettuali AUBAC, presentati alla Presidenza del Consiglio

Roma, 8 lug. (askanews) - Si è svolto presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'incontro "PAI distrettuali AUBAC. Prevenzione, salvaguardie e attuazione", dedicato alla presentazione dei nuovi Piani di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale e agli strumenti che individuano le aree a rischio di alluvioni e frane e che disciplinano l'uso del territorio.

L'intervista a Marco Casini, Segretario generale AUBAC: "I due PAI distrettuali sono di fondamentale importanza perché costituiscono un quadro unitario per la prevenzione, la mitigazione e il governo del rischio idrogeologico. Per la prima volta sette regioni si sono messe insieme per darsi un quadro di conoscenza comune e di norme comuni in grado di gestire in maniera strutturata il rischio idrogeologico. La sicurezza idrogeologica è diventata oggi un fatto di sicurezza nazionale. Non basta rispondere alle emergenze, bisogna prevenirle. Bisogna dare continuità alle lavorazioni industriali, sicurezza ai cittadini, non interrompere le infrastrutture primarie. Quindi questo significa conoscere in anticipo dove il pericolo si può verificare e mettere in atto tutti gli strumenti e gli interventi per mitigarlo. Questo si fa proprio a partire dai piani di assetto idrogeologico".

Rispetto ai precedenti i nuovi PAI semplificano burocrazia e uniformità delle regole, definendo un quadro comune di conoscenze, regole e priorità per la prevenzione e la gestione del rischio idraulico e da frana.

Le parole di Mauro Rotelli, Presidente Commissione Ambiente Camera Deputati: "È una grandissima semplificazione perché prima i PAI erano nove quindi il fatto di avercene soltanto uno è uno strumento molto importante di finalmente programmazione. Io presiedo la Commissione Ambiente dal novembre del 2022 e dobbiamo dire che siamo andati spesso e volentieri molto verso le emergenze, le necessità che ogni volta comparivano sul territorio. Siamo partiti con la frana di Ischia, passando per delle alluvioni regionali molto pesanti. Questo è uno strumento che permette di programmare e di poter dare una visuale del territorio molto puntuale e precisa."

Un ruolo quello di AUBAC non solo scientifico e tecnico, ma anche di condivisione e di mediazione con la cittadinanza.

Il commento di Vannia Gava, Viceministro MASE: "Io credo che il grande lavoro svolto dall'AUVAC sia un ruolo importante anche di mediazione verso gli amministratori locali e gli amministratori regionali. Non è solamente un ruolo scientifico o tecnico ma è proprio un ruolo di voler rendere partecipe la cittadinanza di quanto siano importanti e strategici questi interventi a messa in sicurezza della popolazione."

Presente all'evento il Commissario straordinario per la ricostruzione del Sisma 2016 Guido Castelli, che ha elogiato l'ottimo lavoro svolto da AUBAC e da Marco Casini: "Gli aggiornamenti dei PAI - ha spiegato Castelli- producono un vantaggio pubblico in un territorio come quello italiano, altamente vulnerabile da un punto di vista sismico, idraulico e idrogeologico dove la sicurezza deve rappresentare un approccio strategico imprescindibile".

Proteggere il territorio oggi con regole chiare e uniformi è il regalo più grande che si possa fare alle generazioni di domani, per far sì che il nostro Paese non sia più sinonimo di fragilità, ma una terra di rinnovata e stabile bellezza.

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