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In anteprima "Udinì", il primo singolo di Gio DeCaprio

di TMNews martedì 14 luglio 2026
3' di lettura

Milano, 14 lug. (askanews) - In anteprima "Udinì", il primo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 maggio.

"Udinì" è un brano ritmico e travolgente che fonde l'energia di riff marcatamente funky a un andamento teatrale e narrativo. La musica si muove con un passo dinamico quasi fosse un piccolo numero scenico capace di trovare un perfetto equilibrio tra l'immediatezza del groove e lo spessore della canzone d'autore.

Il titolo evoca in modo "felliniano" la figura del celebre illusionista Harry Houdini. Qui, catene, chiavi e giochi di prestigio diventano una metafora universale della necessità di evadere dai vincoli visibili e invisibili della quotidianità. Con un mix di ironia e profondità, DeCaprio firma un pezzo che parla di fuga, identità e rinascita, tracciando con forte personalità l'inizio del suo percorso artistico.

Spiega l'artista a proposito del brano: "Udinì è il brano con cui ho sentito di poter aprire davvero questo nuovo capitolo del mio percorso musicale. Non è solo il mio primo singolo: per me rappresenta una specie di dichiarazione d'intenti. Dentro ci sono molte delle cose che mi interessano come autore: il racconto, l'ironia, il gioco tra verità e finzione, il gusto per i personaggi un po' laterali, quelli che sembrano usciti da un piccolo film. L'idea è nata intorno alla figura di Houdini, ma non volevo scrivere una canzone semplicemente 'su' Houdini. Mi interessava di più usare quell'immaginario le catene, le chiavi, la fuga, il numero di magia come metafora. In fondo tutti, a modo nostro, abbiamo qualcosa da cui liberarci: un'abitudine, una paura, un ruolo, un'idea di noi stessi che non ci corrisponde più. Udinì parla anche di questo, ma lo fa con leggerezza, senza diventare troppo esplicita o didascalica. Durante la scrittura mi sono divertito molto a stare su quel confine ambiguo tra gioco e verità. C'è una parte teatrale, quasi da cantastorie, che sento molto vicina al mio modo di intendere la musica. Io non penso mai a una canzone solo come a una sequenza di accordi e parole: la immagino come una scena, con una luce, un'atmosfera, dei personaggi, un piccolo colpo di scena. Anche la registrazione in studio, agli Abbey Rocchi Studios di Roma, è stata un momento importante. Sentire il brano prendere forma con musicisti come Dario Rosciglione, Amedeo Ariano, Max Filosi, Enrico Solazzo e Juan Carlos Albelo Zamora mi ha dato la conferma che "Udinì" poteva diventare qualcosa di più del semplice debutto discografico. Ognuno ha portato una sfumatura, un colore, una possibilità narrativa in più. Credo che Udinì si inserisca nel mio progetto musicale come una porta d'ingresso: introduce il mio mondo, il mio modo di scrivere, il mio rapporto con la canzone d'autore, con il jazz, con il racconto e con una certa idea di libertà. È un brano leggero solo in apparenza. In realtà, dietro il gioco, c'è il desiderio di ricominciare, di sciogliere qualche catena e di arrivare alla musica con il mio tempo, anche se magari in controtempo."

Il videoclip di "Udinì" traduce in immagini l'universo ambiguo e teatrale del brano, costruendo una scena in cui si compenetrano cabaret, magia e seduzione. Sul palcoscenico, tra sipari rossi, luci calde, catene, chiavi, carte da gioco e oggetti da illusionista, compare Gio DeCaprio in una versione trasfigurata: non una riproduzione realistica, ma un suo doppio disegnato, volutamente "fumettoso", proiettato dentro l'immaginario fantastico della canzone.

La scelta visiva accentua proprio questa dimensione di finzione dichiarata. Il protagonista diventa una figura da racconto illustrato, un prestigiatore-cantastorie capace di attrarre, confondere e promettere meraviglia. Il volto e la presenza scenica rimandano all'artista reale, ma vengono reinterpretati in chiave visionaria, come se Gio DeCaprio entrasse nel proprio stesso spettacolo attraverso una maschera narrativa.

La messa in scena gioca così sul confine tra incanto e inganno, spettacolo e identità, verità e artificio. Le parole del testo entrano nello spazio scenico e diventano parte dell'immaginario, trasformando il video in un lyric video narrativo, ricco di suggestioni simboliche. "Udinì" diventa un piccolo numero di magia in forma audiovisiva: ironico, seducente e inquieto, dove anche l'immagine dell'artista partecipa al gioco dell'illusione.

Il videoclip è stato realizzato dal team di comunicazione interno di Jazzy Records, con la direzione creativa di Valentina Gramazio.

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