Alzheimer, diagnosi precoce al centro del confronto in Vaticano
Roma, 15 lug. (askanews) - L'Alzheimer non è solo una sfida sanitaria, ma una questione di dignità della persona, responsabilità collettiva ed equità sociale. È il messaggio emerso dall'incontro "Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva", ospitato in Vaticano al Palazzo della Cancelleria.
Al centro del confronto il richiamo di Papa Leone XIV, secondo cui la salute non può essere un lusso per pochi, ma un diritto fondamentale che le società hanno il dovere di garantire, soprattutto alle persone più fragili. Gli esperti hanno sottolineato come le nuove terapie anti-beta amiloide aprano prospettive inedite nelle fasi iniziali della malattia, rendendo ancora più importante una diagnosi precoce. Un tema al centro del dibattito anche dopo la recente decisione della Commissione scientifica ed economica dell'AIFA di esprimersi contro la rimborsabilità di questi farmaci da parte del Servizio sanitario nazionale.
"Oggi sono disponibili nuovi farmaci per il trattamento della malattia di Alzheimer. Si tratta di terapie immunologiche basate sull'impiego di anticorpi diretti contro la proteina amiloide, ritenuta coinvolta nei meccanismi patogenetici della malattia. In Italia, questi farmaci sono stati finora utilizzati solo in un numero limitato di casi, nell'ambito di programmi di uso compassionevole. Al momento, tuttavia, l'agenzia regolatoria non si è ancora espressa sulla loro rimborsabilità" ha dichiarato Mario Zappia, Presidente Società Italiana di Neurologia (SIN).
"Oggi, durante questa conferenza, abbiamo parlato di responsabilità sociale, sottolineando come la ricerca rappresenti un investimento per la società e una responsabilità collettiva. Noi di AIRAZH riteniamo che la ricerca sia la chiave per affrontare una malattia che ha un impatto profondo sulla vita di circa un milione e mezzo di persone e di oltre tre milioni di caregiver, familiari e professionali. Siamo convinti che solo investendo nella ricerca sarà possibile trovare soluzioni efficaci a un fenomeno che comporta conseguenze rilevanti sul piano economico e sociale, oltre a incidere profondamente sul benessere emotivo e psicologico delle persone coinvolte" ha aggiunto Alessandro Morandotti, Vicepresidente Airalzh.
In Italia convivono con la malattia oltre 600mila persone e sono più di 3 milioni i familiari e caregiver coinvolti nell'assistenza.
"Abbiamo raccolto tutta la nostra esperienza accanto alle famiglie che convivono con l'Alzheimer, con l'obiettivo di offrire un sostegno a tutte le persone che, loro malgrado, si trovano ad affrontare un percorso così difficile" ha concluso Michela Morutto, caregiver di paziente con Alzheimer.
L'incontro si è concluso con un appello a rafforzare le reti territoriali dedicate alle demenze, consolidare il Fondo Alzheimer e demenze, sostenere la ricerca e garantire un accesso uniforme all'innovazione terapeutica e ai servizi di assistenza su tutto il territorio nazionale, senza lasciare sole le famiglie.