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La sosia di Haaland conquista i social

di TMNews giovedì 16 luglio 2026
2' di lettura

Milano, 16 lug. (askanews) - Non è Erling Haaland. Eppure per milioni di utenti del web la somiglianza è così impressionante da trarre in inganno. La modella russa Anastasia Kostromina è diventata un fenomeno social dopo aver pubblicato un video in cui mette a confronto il suo volto con quello del bomber norvegese, imitandone anche espressioni e gesti.

L'idea, racconta, è nata durante il Mondiale, quando l'attaccante della Norvegia era ormai diventato una delle star dei social.

"Me lo dicevano già da quattro anni. Amici e familiari continuavano a ripetermelo, ma l'idea di fare un video mi è venuta solo con l'inizio del Mondiale 2026, quando Haaland era diventato davvero virale sui social", ha raccontato la modella.

Il filmato ha superato i sei milioni di like, trasformando una battuta tra amici in un caso virale.

"All'inizio non capivo come potessi assomigliare a un calciatore uomo. Poi ho iniziato a prenderla con ironia e adesso la vivo benissimo."

Da quel momento il suo volto ha iniziato a comparire ovunque sui social, tra meme, condivisioni e commenti.

"È stato davvero strano aprire i social e ritrovarmi dappertutto. All'inizio non riuscivo nemmeno a capire cosa stesse succedendo, sembrava un sogno. Non mi aspettavo assolutamente che quel video diventasse così virale, ma ormai mi ci sono un po' abituata."

Fra servizi fotografici e selfie con il pallone, Kostromina spera ora che anche il diretto interessato si accorga del fenomeno. Per ora da Haaland nessuna risposta. Ma sul web, almeno per qualche giorno, il suo doppio è diventato una star.

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"DSV è nata da una semplice intuizione di dieci autotrasportatori danesi che, cinquant'anni fa, hanno capito l'importanza di unirsi per dare vita a una realtà più forte, più rappresentativa e capace di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Oggi, dopo mezzo secolo, quella visione si dimostra ancora estremamente attuale e significativa" ha dichiarato Alfrego Gaio, Senior Vice President di DSV Air & Sea.

In uno scenario segnato da supply chain sempre più complesse, trasformazione digitale e nuove sfide geopolitiche, "Leverage to Lead" definisce le priorità di DSV fino al 2030. Una strategia che punta a valorizzare la nuova dimensione del Gruppo attraverso investimenti in tecnologia, intelligenza artificiale, sostenibilità e sviluppo delle competenze, con l'obiettivo di rendere la logistica un vantaggio competitivo per le imprese.

"Raccontare questi 50 anni di storia di DSV significa parlare di un'azienda che non si è limitata a trasportare prodotti o gestire la movimentazione delle merci, ma che ha saputo accompagnare l'evoluzione della supply chain in un mercato in continua trasformazione. Oggi credo che il ruolo di un operatore logistico sia quello di essere un vero partner per i propri clienti, supportandoli nel percorso di crescita e nell'evoluzione naturale del loro business" ha aggiunto Davide Uracchi, Managing Director di DSV Contract Logistics.

Anche in Italia questo percorso si traduce in una crescita costante: più sedi, più persone, una rete logistica sempre più estesa e una capacità di servizio in continua evoluzione.

"I risultati raggiunti non rappresentano un punto d'arrivo, ma una solida base da cui partire per affrontare la prossima fase di crescita. Continueremo a investire nelle competenze, nell'innovazione e nelle persone, con l'obiettivo di supportare sempre meglio i nostri clienti e accompagnarli nelle sfide future" ha concluso Roberto Scarrone, Managing Director di DSV Road.

Cinquant'anni di storia rappresentano così il nuovo punto di partenza per una nuova fase di crescita, con l'ambizione di continuare a guidare l'evoluzione della logistica globale.

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Hormuz, Tajani: serve cessate il fuoco per la libera navigazione

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Roggero, Tajani: aderisco alla richiesta di grazia per lui

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"E' un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tali e tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia: credo che meriti il perdono da parte della società - ha aggiunto il vicepremier -. Poi sarà il presidente della Repubblica a decidere, ma ritengo sia giusto compiere questo passo".

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I dati del 2025 confermano sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. Ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell'economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del Pil italiano.

"Continua a crescere l'economia legata alla cultura - ha spiegato Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola - per noi la cultura è un fattore di identità straordinaria, per questo chiamiamo il nostro rapporto 'Io sono cultura', ma è anche uno straordinario abilitatore di economia, cresce e orienta tanti settori economici: 150 miliardi in senso stretto, 300 con annessi e connessi e cresce anche nelle regioni del Sud. E' chiaro che questo ci consente di reggere meglio un periodo difficile. Ad esempio noi abbiamo retto meglio i dazi, perché produciamo cose che gli altri non sanno fare o non sanno fare così bene, in tutti i settori dall'alimentare all'high-tech, dal made in Italy tradizionale alle nuove tecnologie fino ai videogiochi".

Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione culturale e creativa, con un'incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pari all'8,1% dell'economia regionale, seguita dalla Lombardia, che mantiene la leadership nazionale in termini di dimensione economica, con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto generati.

"Per il primo anno nella stesura del rapporto - ha sottolineato Ernesto Lanzillo, Presidente Deloitte & Touche S.p.a. - è stato dato rilievo al fatto che la cultura non ha soltanto degli impatti economici diretti o indiretti, ma anche impatti molto più estesi, sulle capacità di migliorare il benessere delle persone, anche da un punto di vista di conoscenza e competenze, inclusività e contributo alla gestione sostenibile dei siti da un punto di vista ambientale. L'UNESCO nei suoi indicatori per la determinazione del valore di un sito UNESCO come contributo culturale allo sviluppo delle persone, inserisce non esclusivamente elementi di misurazione econometrica, ma anche elementi di misurazione di aspetti connessi a inclusione, sostenibilità e sviluppo delle competenze che sono proprio la caratteristica distintiva del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile".

La creatività non è soltanto un patrimonio identitario dell'Italia: è una leva strategica di competitività per l'intero sistema produttivo. "Le aziende che nell'ambito culturale fanno attività economiche crescono - ha aggiunto Andrea Prete, Presidente Unioncamere - più nell'aspetto del valore aggiunto, e cresce l'occupazione. Dobbiamo guardare a implementarla sempre di più, ma soprattutto a guardare anche alla stabilizzazione di chi opera in questo settore, perché abbiamo ancora un turnover importante e soprattutto se vogliamo attrarre i giovani bisogna pagarli meglio".

Il Rapporto è stato presentato da Alessandro Rinaldi, vicedirettore generale del Centro Studi Tagliacarne.

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