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Venezuela, a La Guaira si guarda la finale dei Mondiali in un rifugio

di TMNews lunedì 20 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 20 lug. (askanews) - Oltre un centinaio di venezuelani colpiti dal devastante doppio terremoto del 24 giugno scorso hanno guardato la finale dei Mondiali su un maxi-schermo posizionato in un rifugio per sfollati a La Guaira, lo Stato più colpito dal sisma.

Tra letti di fortuna e beni di prima necessità, alcuni hanno festeggiato la vittoria della Spagna, altri, con le maglie dell'Argentina, hanno assistito alla fine del match sconfortati.

A quasi un mese dal terremoto si scava ancora tra le macerie per cercare i corpi delle migliaia di vittime: secondo il bilancio ufficiale il sisma ha causato la morte di oltre 5.000 persone.

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L'aereo che trasportava la squadra è atterrato intorno alle 18:20 locali (21:30) all'aeroporto di Ezeiza, a 32 km da Buenos Aires. I giocatori sono scesi su un tappeto rosso al suono di una fanfara ma ne mancavano alcuni, tra cui il capitano Lionel Messi. Poi la Federazione ha comunicato che "alcuni giocatori della squadra partiranno direttamente dagli Stati Uniti verso diverse destinazioni, per rientrare nei loro club o iniziare il loro periodo di riposo".

La squadra e lo staff sono saliti su due autobus scoperti al calar della notte, diretti verso la vicina area della Federazione argentina (AFA), a 4 km. Durante il percorso gruppi di tifosi li hanno salutati agitando bandiere, tra canti, slogan e suono delle vuvuzelas. Perché "noi argentini festeggiamo comunque", hanno spiegato in tanti.

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Tom Holland e Zendaya mandano in delirio i fan a Città del Messico

Città del Messico, 21 lug. (askanews) - Fan in delirio a Città del Messico per Tom Holland e Zendaya, arrivati a presentare "Spider-Man: Brand New Day", insieme al regista Destin Daniel Cretton.

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Bologna, in piazza per la verità su Fakir: poi tensione e scontri

Bologna, 21 lug. (askanews) - Dalle finestre di Palazzo d'Accursio una donna e un uomo guardano la piazza che si riempie: sono i fratelli di Abderrahim Fakir, appena ricevuti dal sindaco. Sotto di loro, piazza Nettuno raccoglie migliaia di persone: la comunità islamica e quella marocchina, i cittadini arrivati all'appello di Matteo Lepore per il 42enne morto domenica al Pilastro, mentre due agenti lo tenevano bloccato a terra, a faccia in giù, in un'agonia filmata dai balconi. Nessun palco e nessun comizio, solo la voce della nipote Yossra, dopo i momenti di paura per il malore della zia, svenuta per l'emozione.

"Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia, rispetto e umanit. Si chiamava Abderrahim Fakir ed era mio zio: non era un numero, non era una notizia, era una vita, era una persona amata e qualcuno ieri ha deciso di portarmelo via".

Sulla morte di Fakir indaga la procura, che ha acquisito video e bodycam e attende l'autopsia. In mattinata il procuratore capo Paolo Guido ha annunciato l'iscrizione di chi ha preso parte all'intervento nel nuovo registro delle annotazioni preliminari, precisando che i fatti sono "di più ampia estensione temporale" rispetto al video circolato in rete e che gli accertamenti riguarderanno anche l'operato dei sanitari. Accanto a Lepore, in piazza, il presidente della Regione Michele de Pascale.

"La perdita di una vita è sempre un dramma - spiega il governatore dell'Emilia-Romagna -. Quando una persona perde la vita mentre è sottoposta a un provvedimento di polizia è un elemento che desta grandissimo clamore e grande preoccupazione. Sono state molto importanti le parole del procuratore: l'autorità giudiziaria è in prima fila per la verifica di quanto è avvenuto".

Ma quando la piazza si svuota, la serata cambia volto. Collettivi e antagonisti, al grido di cori contro polizia, governo e sindaco, puntano sulla vicina piazza Roosevelt, sede di prefettura e questura: un fortino presidiato dagli agenti in tenuta antisommossa e dalle camionette, con un elicottero a sorvegliare tutto dall'alto. Le provocazioni salgono di tono, volano bottiglie e oggetti contro gli agenti, che rispondono con lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti. La notte di Bologna si chiude così, tra i fumi dei lacrimogeni: le risposte che la città chiede sono ora affidate all'autopsia e al lavoro della procura.

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Gli Usa mostrano immagini della decima notte di attacchi conto l'Iran

Roma, 21 lug. (askanews) - L'esercito americano ha annunciato di aver portato a termine una decima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, colpendo in particolare centri di comando militare e obiettivi marittimi della Repubblica Islamica.

Il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, ha diffuso alcune immagini che mostrerebbero, si afferma, le forze statunitensi che lanciano l'ultimo ciclo di attacchi di precisione.

"Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando militare, capacità navali, siti di lancio di missili e droni, nonché sistemi di difesa aerea iraniani, al fine di ridurre la capacità dell'Iran di continuare ad attaccare le navi commerciali in transito attraverso lo Stretto di Hormuz", ha fatto sapere in un comunicato il Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente.

I media ufficiali iraniani hanno riferito di aver udito esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e nel distretto di Bemani, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, lungo il Golfo dell'Oman, vicino allo Stretto di Hormuz.

Teheran ha risposto agli attacchi lanciando missili e droni verso Kuwait, Giordania e Bahrein, i tre paesi che ospitano una base militare statunitense e che hanno attivato i sistemi di difesa aerea. Secondo la televisione di Stato iraniana, l'esercito iraniano avrebbe preso di mira i sistemi missilistici statunitensi, in particolare la base di Arifjan in Kuwait, con missili terra-aria.

E i Guardiani della Rivoluzione islamica hanno annunciato di aver fermato due petroliere che stavano transitando lungo la cosiddetta "rotta meridionale" dello Stretto di Hormuz, non riconosciuta da Teheran.

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