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AI, economia e geopolitica al centro del dibattito a Maratea

di TMNews lunedì 20 luglio 2026
2' di lettura

Maratea, 20 lug. (askanews) - Per la prima volta in Basilicata, a Maratea, dal 17 al 19 luglio si è svolta l'undicesima edizione de "La Ripartenza, liberi di pensare", la manifestazione ideata da Nicola Porro. Tre giorni di dibattiti, masterclass e confronti in riva al mare, all'Hotel Santavenere, con al centro i grandi temi dello sviluppo economico, dell'intelligenza artificiale, delle infrastrutture, dell'energia e del rilancio del Sud.

Sul palco si sono alternati i vertici delle maggiori realtà industriali e finanziarie del Paese: dagli amministratori delegati di Snam, Terna, McDonald's Italia, Leonardo, Eni, fino ai protagonisti della finanza e dell'innovazione tecnologica.

In serata, i riflettori si sono accesi sul Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervistato da Nicola Porro.

"L'Italia è diventata di nuovo quello che è sempre stata: all'avanguardia nella promozione dei suoi prodotti, ma anche nella capacità di garantire il suo sistema produttivo, dando all'agricoltore nel ruolo che merita, ossia quello di produttore della qualità che il nostro patrimonio detiene, e custode del territorio italiano attraverso il duro lavoro."

Tra gli ospiti più attesi, il Presidente Esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, intervenuto nel dibattito "Capitali e Privati", dedicato al ruolo dell'impresa privata nella crescita del Paese.

"Il Paese ha dimostrato di resistere bene in una situazione complessa, grazie alle sue imprese, ai suoi imprenditori e al lavoro di tutte le persone, perché l'Italia è un Paese di lavoratori. Per liberare i capitali privati è necessario agevolarli", ha dichiarato Tronchetti Provera.

È stata poi la volta della tavola rotonda "Governo e Stabilità", che ha visto confrontarsi sul palco insieme a Nicola Porro, i giornalisti: Hoara Borselli, Alessandro Sallusti, Giuseppe Cruciani, Andrea Ruggieri e Mario Giordano: un dibattito serrato sull'attualità politica e sulla tenuta del quadro istituzionale.

L'intervista al giornalista e ideatore de "La Ripartenza, liberi di pensare" Nicola Porro: "Gli imprenditori hanno dato qualcosa di più, hanno parlato fuori dagli schemi e dalle formalità, spiegando cosa voglia dire fare impresa in Italia. Il tutto condito dallo scenario, per me inedito, dello straordinario anfiteatro naturale sul mare di Maratea, unico nel suo genere."

Un'edizione che ha portato in Basilicata il confronto tra istituzioni, impresa e cultura, confermando "La Ripartenza" come uno degli appuntamenti di riferimento del dibattito pubblico italiano.

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Russia-Gb, Mosca: niente speranze che con Burnham migliorino relazioni

Milano, 21 lug. (askanews) - Il Cremlino ha dichiarato di non nutrire "alcuna speranza" di un miglioramento delle relazioni con Londra in seguito all'ascesa al potere di Andy Burnham, denunciando il "sostegno" del nuovo primo ministro britannico all'Ucraina. "Con l'arrivo del nuovo primo ministro del Regno Unito, una delle prime misure adottate da quest'ultimo è stata quella di rilasciare dichiarazioni in cui esprimeva il suo sostegno all'Ucraina e, di conseguenza, la sua intenzione di fare tutto il possibile per continuare la guerra. Questo è, ovviamente, un fatto di cui prendiamo atto", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov.

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Piano Mattei, 14 nuove assunzioni in Trenitalia dalla Tunisia

Roma, 21 lug. (askanews) - Quattordici lavoratori, provenienti dalla Tunisia, iniziano la propria esperienza lavorativa nelle attività di supporto ai servizi ferroviari di Trenitalia (Gruppo FS Italiane), dopo aver completato un percorso di formazione professionale svolto nel Paese nordafricano. L'iniziativa rappresenta uno dei primi risultati dei progetti sviluppati dal Gruppo FS nell'ambito del Piano Mattei ed è stata presentata a Roma, nella sede FS di Villa Patrizi, durante la cerimonia "Benvenuti in Italia - Piano Mattei Tunisia".

"Ci aspettiamo di individuare competenze e risorse da formare, di portare a bordo nuove persone e, in questo modo, creare un ponte tra l'Italia e il Maghreb, o più in generale con l'Africa. Il Piano Mattei non è altro che un piano che tiene conto della necessità per il nostro Paese di essere porto e frontiera, un Paese capace di generare opportunità attraverso il lavoro. Ecco, rendere possibile il domani significa occuparsi del futuro; e occuparsi dei giovani significa occuparsi del futuro" ha dichiarato Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo FS.

Realizzato in collaborazione con ELIS, il progetto punta a favorire la formazione, l'inserimento lavorativo e lo scambio di competenze tra Italia e Tunisia. In parallelo, il Gruppo FS ha avviato in Egitto programmi di qualificazione tecnica e trasferimento di know-how rivolti a docenti e studenti degli istituti professionali del settore ferroviario.

"Abbiamo investito moltissimo innanzitutto sulla competenza linguistica, che rappresenta il primo strumento di integrazione. Abbiamo lavorato molto anche sulle competenze tecnico-professionali, necessarie per svolgere un ruolo, quello del controllo delle pulizie, che per noi è strategico all'interno dei nostri impianti e a bordo dei nostri treni. Abbiamo investito moltissimo anche sulla sicurezza, perché consideriamo fondamentale mettere tutti nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo in piena sicurezza, in linea con le nostre attività" ha aggiunto Francesca Stacchiotti, Direttrice delle Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia.

L'iniziativa conferma quindi l'impegno del Gruppo FS nello sviluppo di percorsi di crescita professionale e cooperazione internazionale, attraverso la valorizzazione delle competenze e del capitale umano nel settore ferroviario.

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Francia, le fortezze del Languedoc puntano all'Unesco

Milano, 21 lug. (askanews) - Sono arroccate su speroni di roccia, tra Aude e Ariège, nel sud della Francia. Montségur, Peyrepertuse, Quéribus e altre fortificazioni medievali sperano di entrare nel Patrimonio mondiale dell'Unesco. Per anni sono state conosciute come "castelli catari". Oggi la candidatura le presenta con un altro nome: Fortezze reali del Languedoc. Una scelta storica, ma anche politica, che nella regione ha aperto una discussione.

Fabrice Chambon, guida al castello di Montségur: "Il fatto di parlare prima di fortezze reali e non di siti catari ha naturalmente colpito molte persone. Alcuni si sono lamentati, dicendo che si voleva cancellare il catarismo. In realtà non è affatto così, perché qui a Montségur, e lo stesso vale per gli altri siti, parleremo sempre di quel periodo fondamentale che è il catarismo, che resterà per sempre inciso nella storia del nostro Paese".

Il punto è che le comunità catare ci furono, e in alcuni casi trovarono rifugio in questi luoghi. Ma le fortezze visibili oggi furono ricostruite dall'autorità reale dopo la crociata contro gli Albigesi.

David Maso, della Missione Patrimonio mondiale: "Ci furono effettivamente qui a Peyrepertuse, come altrove, comunità catare che si stabilirono e talvolta si rifugiarono sotto la pressione dell'Inquisizione. Ma i luoghi in cui queste persone vissero sono scomparsi. Furono rasi al suolo dall'autorità reale e sostituiti dalle fortezze che vediamo oggi".

Il dossier è all'esame del Comitato Unesco, riunito a Busan, in Corea del Sud. L'iscrizione non porterebbe fondi diretti, ma potrebbe rafforzare nel tempo i programmi di conservazione di monumenti esposti a vento, gelo e intemperie. A Cucugnan, ai piedi di Quéribus, la candidatura è anche una speranza per il territorio: nel 1995 il castello contava 92mila ingressi, oggi arriva a fatica a 50mila. Sette fortezze, una memoria contesa e un verdetto atteso nei prossimi giorni.

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Crosetto: aziende italiane Difesa innovative e competitive

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"Le nostre aziende - ha proseguito Crosetto - partecipano da decenni e ogni anno sono sempre più numerose. Vengono perché trovano clienti e li trovano perché sono più competitive delle concorrenti internazionali.

"Ogni anno le aziende italiane rafforzano la propria capacità di innovazione e riescono a farlo con sempre maggiore rapidità, una qualità indispensabile per restare sul mercato. Non vivono di sussidi pubblici, ma di lavoro, impegno e competenza", ha concluso Crosetto.

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