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Norvegia, a Olso cerimonia per le 77 vittime a 15 anni dalla strage

di TMNews mercoledì 22 luglio 2026
1' di lettura

Oslo, 22 lug. (askanews) - In Norvegia si ricorda la strage del 22 luglio 2011, cerimonia a Oslo, 15 anni dopo, in memoria delle 77 vittime dell'attentato per cui è stato inaugurato un memoriale.

Quel giorno l'estremista di estrema destra, Anders Behring Breivik, fece esplodere una bomba in un furgone fuori dalla sede del governo, morirono otto persone, prima di ucciderne altre 69 per lo più adolescenti, sull'isola di Utoya dove era in corso un campo estivo.

Alla commemorazione è intervenuto anche il primo ministro Jonas Gahr Store: "È stato un attacco ai valori fondamentali su cui è costruito il nostro Paese. Diritti umani, uguaglianza, parità di genere, diversità e tolleranza. Attentamente pianificato, un atto deliberato radicato in atteggiamenti estremisti di estrema destra" ha detto.

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Braunau-am-Inn, 22 lug. (askanews) - La casa in cui è nato Adolf Hitler in Austria è diventata una stazione di polizia. Il commissariato è stato ufficialmente inaugurato a Braunau-am-Inn con lo scopo di interrompere il pellegrinaggio dei neonazisti e dopo decenni di dibattiti e polemiche su cosa farne dell'abitazione in cui ha vissuto il dittatore, leader della Germania nazista.

"Ciò dimostra che la città di Braunau sta affrontando la propria storia e si sta assumendo le proprie responsabilità; ritengo che l'inaugurazione della stazione di polizia odierna apporti chiarezza al dibattito e, forse, un po' di serenità agli abitanti di Braunau" ha detto alla cerimonia di inaugurazione Johannes Waidbacher, sindaco della cittadina.

Presente anche il ministro dell'Interno austriaco, Gerhard Karner."La lapide commemorativa situata davanti a questo edificio, realizzata con granito proveniente dall'ex campo di concentramento di Mauthausen, rimarrà al suo posto - ha spiegato - La sua iscrizione, che recita 'Mai più fascismo', vuole essere un monito duraturo per tutti coloro che entrano o passano davanti".

L'edificio è stato oggetto di una profonda ristrutturazione che ne ha cambiato non solo gli interni ma anche l'aspetto estetico esteriore.

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Difesa, Giorgetti: il governo non intende sacrificare sanità e scuola

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"La decisione se aumentare o non aumentare le spese per la difesa come per l'energia, la prende il Parlamento della Repubblica perché deve fare uno scostamento di bilancio e deve assumere questa decisione con una maggioranza qualificata e quindi con dei numeri importanti", ha detto Giorgetti,

"non è il governo che può decidere in autonomia e senza passare dal Parlamento". Inoltre, ha aggiunto, "il governo italiano sta puntualmente rispettando tutti i vincoli e il patto di stabilità, probabilmente uno dei pochi governi in Europa che lo sta facendo, e non intende in alcun modo ridurre le spese per l'educazione e la sanità per finanziare la difesa. Tanto è vero che qualora il Parlamento concedesse la possibilità di aumentare le spese per la sicurezza e la difesa, dovrà deliberare appunto uno scostamento di bilancio".

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Conti pubblici, Giorgetti: ad ora no grandi scostamenti da Dfp

Roma, 22 lug. (askanews) -Allo stato attuale le analisi realizzate dagli organismi internazionali non evidenziano uno scostamento tale da alterare il quadro di crescita delineato dal governo nell'ultimo Documento di finanza pubblica. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera.

"Riguardo le prospettive di crescita - ha detto Giorgetti -, ricordo che il quadro macroeconomico più aggiornato del governo è quello contenuto nel Documento di Finanza Pubblica 2026 presentato nel mese di aprile. Le successive revisioni formulate da alcuni organismi internazionali, incluso il Fondo monetario internazionale, riflettono prevalentemente il deterioramento del contesto internazionale intervenuto nei mesi successivi, caratterizzato dall'accresciuta incertezza sulle relazioni commerciali globali, dal rallentamento del commercio mondiale e dal permanere delle tensioni geopolitiche. Tali valutazioni si inseriscono in un quadro di revisione delle prospettive di crescita che interessa, in diversa misura, l'insieme delle economie avanzate e dell'area dell'euro".

"Le informazioni congiunturali disponibili successivamente alla pubblicazione del Dfp e i monitoraggi effettuati dall'amministrazione - ha aggiunto - non evidenziano, allo stato attuale, scostamenti tali da alterare significativamente il quadro di crescita delineato dal governo".

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Incendi, Pecoraro Scanio: serve un Piano nazionale subito operativo

Roma, 22 lug. (askanews) - "È gravissimo che l'Italia non disponga di un Piano nazionale antincendi immediatamente operativo in tutte le Regioni. Si sapeva perfettamente che la Sicilia era tra i territori a più alto rischio: lo confermano anche i dati ufficiali dell'Unione europea, che indicano le province di Palermo, Trapani e Agrigento tra le più esposte agli incendi boschivi".

Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital.

"Quindici giorni fa da Trapani avevamo lanciato l'allarme con la campagna 'Stop Incendi Boschivi 2026', insieme all'associazione Fenice Verde di Palermo, dopo aver già rilanciato l'iniziativa da Catania con il Segretario generale del Codacons - ha ricordato - da anni chiediamo un piano nazionale che sia operativo sia nella prevenzione sia nella gestione dell'emergenza".

"Quando ero ministro dell'Agricoltura - ha detto Pecoraro Scanio - ho firmato anni fa il decreto che ha introdotto il reato di incendio boschivo, prevedendo il carcere per chi devasta boschi e aree protette. Ma non basta arrestare gli incendiari: occorrono condanne efficaci e misure di controllo rigorose per i responsabili abituali, affinché non possano continuare a colpire il nostro patrimonio naturale".

"È indispensabile investire nelle nuove tecnologie per individuare gli incendi e consentire interventi tempestivi. Allo stesso tempo bisogna rafforzare il volontariato, sostenere i Comuni, soprattutto quelli più piccoli che dispongono di pochi mezzi ma devono proteggere territori vastissimi, e valorizzare il ruolo degli agricoltori. Dove l'agricoltura è presente, il territorio è curato, i terreni non vengono abbandonati e si crea un presidio naturale contro il rischio incendi".

"Servono decisioni immediate - ha concluso - perché la prevenzione è l'unico modo per salvare vite umane, tutelare il patrimonio ambientale e ridurre i costi economici e sociali degli incendi boschivi".

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