CATEGORIE

Francia, pene più dure contro le fake news elettorali

di TMNews mercoledì 22 luglio 2026
1' di lettura

Parigi, 22 lug. (askanews) - Il governo francese vuole inasprire le pene contro la diffusione di false notizie in contesto elettorale. Il disegno di legge arriva a pochi mesi dalle presidenziali del 2027, mentre le autorità temono un rischio elevato di ingerenze straniere. Il testo prevede l'aumento delle sanzioni per chi compromette la sincerità del voto: da un anno a tre anni di carcere, e da 15mila a 45mila euro di multa. Il progetto estende inoltre a tutte le elezioni il procedimento d'urgenza anti-fake news introdotto nel 2018.

La procedura consente di chiedere a un giudice di fermare rapidamente la diffusione online di false informazioni durante una campagna elettorale.

Lo spiega Laurent Nunez, ministro dell'Interno francese: "La seconda disposizione di questo disegno di legge irrigidisce le sanzioni penali applicabili in caso di alterazione della regolarità del voto. L'infrazione era punita con un anno di carcere e 15mila euro di multa. Il disegno di legge che ho presentato questa mattina in Consiglio dei ministri porta la pena da un anno a tre anni e la multa da 15mila a 45mila euro. Soprattutto crea una pena più elevata, che può arrivare fino a sei anni, quando l'alterazione degli scrutini elettorali è stata realizzata per servire gli interessi di una potenza straniera, o di un'impresa o organizzazione straniera".

tag

Ti potrebbero interessare

Amnesty denuncia aumento repressione in Iran: "Arresti ed esecuzioni"

Milano, 22 lug. (askanews) - Amnesty International denuncia l'aumento della repressione in Iran. Secondo l'ong "le autorità iraniane stanno usando il pretesto di quelle che chiamano 'condizioni del tempo di guerra' per intensificare la repressione del dissenso attraverso arresti arbitrari di massa, procedimenti giudiziari velocizzati e gravemente iniqui, esecuzioni politiche, pesanti condanne al carcere e confische di proprietà personali.

"In Iran nel gennaio del 2026 c'è stata una repressione senza precedenti, molte delle persone uccise erano adulte, lottavano per il futuro dei loro figli e delle loro figlie, così come i loro padri e le loro madri avevano lottato perché potessero vivere un tempo di diritti - spiega il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury - prima o poi una generazione in Iran i diritti li otterrà, ma ci vorrà una lotta molto lunga e forse anche generazioni successive che si impegneranno, generazioni che scenderanno in piazza, ma anche generazioni di persone che accompagneranno quegli sforzi, quelle campagne e quella lotta".

Secondo Amnesty "a partire dall'attacco militare illegale lanciato dagli Usa e da Israele il 28 febbraio 2026, le autorità iraniane hanno arrestato arbitrariamente oltre 6.000 persone: manifestanti, giornalisti, avvocati, difensori dei diritti umani, dissidenti e membri di minoranze etniche e religiose. Alti funzionari della magistratura hanno ordinato processi velocizzati contro le persone arrestate, anche per reati che prevedono la pena di morte, tra diffuse preoccupazioni circa il ricorso a sparizioni forzate, maltrattamenti, torture e l'estorsione di 'confessioni' da usare in processi vergognosamente iniqui. Nello stesso periodo le autorità iraniane hanno inflitto condanne a decine di anni di carcere e messo a morte almeno 39 prigionieri per motivi politici".

Le autorità iraniane hanno poi apertamente minacciato di compiere uccisioni di massa nei confronti di chiunque esprimesse dissenso o invocasse la caduta della Repubblica islamica e hanno etichettato le persone che le criticavano come "traditori" e "collaboratori del nemico". Inoltre, denuncia l'ong, hanno sistematicamente isolato oltre 90 milioni di persone attraverso il blackout di Internet - il più lungo e soffocante mai registrato, durato 88 giorni e terminato con limitazioni il 26 maggio 2026 - che ha violato il loro diritto alla libertà d'informazione mentre contemporaneamente accusavano di spionaggio, un reato punibile con la pena di morte, coloro che svolgevano attività online. Il blackout di Internet ha gravemente ostacolato la dettagliata raccolta di informazioni sulle violazioni dei diritti umani.

Infine, secondo quanto appreso da Amnesty, dal 28 febbraio 2026 sono stati impiccati almeno 39 prigionieri per accuse politicamente motivate, al termine di processi gravemente iniqui segnati dalla tortura: 16 persone che avevano preso parte a manifestazioni, nove dissidenti, 10 "spie" e quattro imputati giudicati colpevoli di "ribellione armata contro lo Stato".

"La comunità internazionale non deve permettere alle autorità iraniane di usare il conflitto come una cortina fumogena dietro la quale rafforzare la sua macchina repressiva e compiere crimini di diritto internazionale nell'impunità. La crisi dei diritti umani e dell'impunità in Iran richiede un'azione diplomatica internazionale sostenuta e urgente per impedire ulteriori crimini e istituire percorsi di giustizia internazionale, anche attraverso il deferimento alla Corte penale internazionale, da parte del Consiglio di sicurezza, della situazione in Iran", ha dichiarato Erika Guevara Rosas, alta direttrice delle ricerche e delle campagne di Amnesty International.

TMNews

In Austria la casa in cui è nato Hitler diventa una stazione di polizia

Braunau-am-Inn, 22 lug. (askanews) - La casa in cui è nato Adolf Hitler in Austria è diventata una stazione di polizia. Il commissariato è stato ufficialmente inaugurato a Braunau-am-Inn con lo scopo di interrompere il pellegrinaggio dei neonazisti e dopo decenni di dibattiti e polemiche su cosa farne dell'abitazione in cui ha vissuto il dittatore, leader della Germania nazista.

"Ciò dimostra che la città di Braunau sta affrontando la propria storia e si sta assumendo le proprie responsabilità; ritengo che l'inaugurazione della stazione di polizia odierna apporti chiarezza al dibattito e, forse, un po' di serenità agli abitanti di Braunau" ha detto alla cerimonia di inaugurazione Johannes Waidbacher, sindaco della cittadina.

Presente anche il ministro dell'Interno austriaco, Gerhard Karner."La lapide commemorativa situata davanti a questo edificio, realizzata con granito proveniente dall'ex campo di concentramento di Mauthausen, rimarrà al suo posto - ha spiegato - La sua iscrizione, che recita 'Mai più fascismo', vuole essere un monito duraturo per tutti coloro che entrano o passano davanti".

L'edificio è stato oggetto di una profonda ristrutturazione che ne ha cambiato non solo gli interni ma anche l'aspetto estetico esteriore.

TMNews

Difesa, Giorgetti: il governo non intende sacrificare sanità e scuola

Roma, 22 lug. (askanews) - Il governo italiano "non intende ridurre in alcun modo le spese per l'educazione a la sanità per fnanziare la difesa". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time alla Camera, aggiungendo che se il Parlamento vorrà aumentare le spese per la Difesa dovrà votare lo scostamento di bilancio.

"La decisione se aumentare o non aumentare le spese per la difesa come per l'energia, la prende il Parlamento della Repubblica perché deve fare uno scostamento di bilancio e deve assumere questa decisione con una maggioranza qualificata e quindi con dei numeri importanti", ha detto Giorgetti,

"non è il governo che può decidere in autonomia e senza passare dal Parlamento". Inoltre, ha aggiunto, "il governo italiano sta puntualmente rispettando tutti i vincoli e il patto di stabilità, probabilmente uno dei pochi governi in Europa che lo sta facendo, e non intende in alcun modo ridurre le spese per l'educazione e la sanità per finanziare la difesa. Tanto è vero che qualora il Parlamento concedesse la possibilità di aumentare le spese per la sicurezza e la difesa, dovrà deliberare appunto uno scostamento di bilancio".

TMNews

Conti pubblici, Giorgetti: ad ora no grandi scostamenti da Dfp

Roma, 22 lug. (askanews) -Allo stato attuale le analisi realizzate dagli organismi internazionali non evidenziano uno scostamento tale da alterare il quadro di crescita delineato dal governo nell'ultimo Documento di finanza pubblica. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera.

"Riguardo le prospettive di crescita - ha detto Giorgetti -, ricordo che il quadro macroeconomico più aggiornato del governo è quello contenuto nel Documento di Finanza Pubblica 2026 presentato nel mese di aprile. Le successive revisioni formulate da alcuni organismi internazionali, incluso il Fondo monetario internazionale, riflettono prevalentemente il deterioramento del contesto internazionale intervenuto nei mesi successivi, caratterizzato dall'accresciuta incertezza sulle relazioni commerciali globali, dal rallentamento del commercio mondiale e dal permanere delle tensioni geopolitiche. Tali valutazioni si inseriscono in un quadro di revisione delle prospettive di crescita che interessa, in diversa misura, l'insieme delle economie avanzate e dell'area dell'euro".

"Le informazioni congiunturali disponibili successivamente alla pubblicazione del Dfp e i monitoraggi effettuati dall'amministrazione - ha aggiunto - non evidenziano, allo stato attuale, scostamenti tali da alterare significativamente il quadro di crescita delineato dal governo".

TMNews