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Biennale Danza, Mamela Nyamza: dare voce alle donne uccise

di TMNews venerdì 24 luglio 2026
2' di lettura

Venezia, 24 lug. (askanews) - Un'opera forte, dolorosa, che parte dall'autobiografia per parlare poi di temi universali. La coreografa sudafricana Mamela Nyamza alla Biennale Danza di Venezia ha ricevuto il Leone d'argento e ha portato in scena la sua opera più recente: "The Herd/Less". "Io uso l'esperienza della morte di mia madre - ha detto l'artista ad askanews - perché lei viveva in una baracca fatta di zinco, dove è stata uccisa. Lei urlava e nessuno la poteva sentire, per questo ho usato queste latte per lo spettacolo, perché rappresentano lo zinco, il metallo. Noi camminiamo sul metallo, ci sediamo sopra, parliamo dentro di esso. E così lo spettacolo tratta della violenza che colpisce la gente che vive in queste baraccopoli, dove c'è molta criminalità. Io parlo della storia accaduta a mia madre, ma anche di tutte le donne che sono state uccise nelle loro case, che non hanno potuto fare sentire le loro grida".

Sul palco i performer si muovono in condizioni difficili, ogni gesto richiede intensità e probabilmente anche una dose di dolore. "Camminando sulle latte di zinco - ha aggiunto la coreografa - non sei libera, è come se fossi incatenata, per cui anche di questo parla il mio lavoro e parla di quello che accade ora nel mondo, specialmente in Sudafrica, dove ci sono moltissimi crimini ed è come se non avessimo dei leader".

L'elemento dell'attivismo è centrale per capire il lavoro di Mamela Nyamza ed è un impegno che si manifesta nella pratica artistica, che passa dal ragionamento sulle performance, per questo appare naturale chiederle se, attraverso gli spettacoli, in qualche modo passi anche una forma di guarigione. "Non mi aspetto che le persone vengano per essere guarite - ci ha risposto - ma vorrei che prendessero consapevolezza del lavoro e vedessero nuove forme di creazione artistica".

Così come dalla Biennale Danza sempre più si incontrano lavori e coreografie che aprono prospettive diverse e arricchiscono il discorso coreutico sul tema dell'umano.

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