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Umbria, la filiera del tabacco guarda al futuro

di TMNews venerdì 31 luglio 2026
2' di lettura

Perugia, 31 lug. (askanews) - Ha preso il via a Perugia la prima tappa del Roadshow territoriale "Da 15 anni nei territori, guardando al futuro", promosso da Philip Morris Italia e Coldiretti per celebrare i quindici anni dalla firma dell'accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell'Agricoltura. Un modello di collaborazione di lungo periodo che ha sostenuto lo sviluppo della tabacchicoltura italiana attraverso investimenti, innovazione e valorizzazione dei territori. L'Umbria rappresenta uno dei territori centrali di questo percorso. A confrontarsi sul ruolo delle istituzioni regionali nella tutela e nello sviluppo di una filiera così rilevante per il territorio è Simona Meloni, Assessore regionale al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari: "Philip Morris acquista il 40% del tabacco dall'Umbria e la nostra regione è una delle cinque regioni italiane che produce tabacco. Per questo motivo siamo sempre presenti a tutti i tavoli. Anche oggi abbiamo parlato della nuova frontiera della sostenibilità, dell'innovazione tecnologica, della componente ambientale e anche dei nuovi prodotti che Philip Morris, attraverso la ricerca, lo studio e la collaborazione con l'università, continua a mettere in campo".

L'accordo di filiera guarda al futuro anche attraverso innovazione, formazione e occupazione, con l'obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e creare condizioni di sviluppo sostenibili nel lungo periodo. Su questi temi è intervenuto Cesare Trippella, Director Value Chain and External Engagement di Philip Morris Italia: "La cosa importante sono anche le poste strategiche che facciamo, come ad esempio il programma Digital Farmers, nato per cercare di attrarre i giovani e permettere loro di continuare l'attività dei propri genitori. Questo significa guardare al futuro: il contratto che abbiamo rinnovato fino al 2035 serve proprio a dare prospettive ai giovani e a favorire l'innovazione. Lo facciamo attraverso Digital Farmers, ma anche attraverso la Leaf Innovation Hub, con cui coinvolgiamo delle start-up. Quelle che risultano vincitrici sviluppano poi progetti che noi andiamo a implementare all'interno delle nostre aziende".

Sottoscritto nel 2011 e recentemente esteso con una nuova intesa decennale, l'accordo viene presentato come un esempio di collaborazione capace di unire agricoltura, industria e istituzioni in una prospettiva di lungo periodo. Il valore della collaborazione pubblico-privata per lo sviluppo dei territori è al centro dell'intervento di Damiano Bernardini, Segretario regionale del PD Umbria: "Il pregio più grande di questa iniziativa è quello di offrire un orizzonte di lungo termine alle nostre imprese, che possono così programmare la propria attività su più annualità. Siamo nell'epoca delle grandi incertezze, ma anche delle grandi opportunità, e riuscire a programmare significa consentire uno sviluppo più organizzato e dare una prospettiva più solida alle nostre attività, che rappresentano anche una vera opportunità di crescita e di rilancio per i nostri territori".

Dalla tutela della produzione agricola alla valorizzazione del rapporto tra imprese, cittadini e territori, fino alla collaborazione tra pubblico e privato, la tappa umbra del Roadshow mette al centro il rapporto tra filiera e territorio. Un percorso che guarda ai prossimi anni con l'obiettivo di continuare a sostenere investimenti, competenze, occupazione e innovazione.

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Secondo le indagini, i lavoratori irregolari (dal mese di gennaio 2024 al mese di maggio 2024) sono stati impiegati nella raccolta delle arance, in terreni agricoli dei comuni di Enna e Regalbuto (EN), pagati a cottimo con importi di circa 1 euro a cassetta, con orari di lavoro estenuanti (circa 70 ore settimanali, senza giornate di riposo), in alloggi degradanti, costretti a lavorare e ad accettare le condizioni imposte dietro violenza e minacce.

L'indagine segue la denuncia di 4 lavoratori marocchini sostenuti dalla Associazione Penelope. È grazie alle loro dichiarazioni che sono stati eseguiti gli accertamenti dei militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania.

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Ceuta, 31 lug. (askanews) - In pochi giorni 60mila persone hanno raggiunto Ceuta dal Marocco, una cifra pari al 70% degli abitanti dell'enclave spagnola. Almeno 43 migranti sono morti, molti dei quali annegati nel tentativo di attraversare il confine via mare.

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