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Migranti, Madrid: in 70mila rientrati da Ceuta in Marocco

di TMNews martedì 4 agosto 2026
1' di lettura

Milano, 4 ago. (askanews) - Il governo spagnolo ha "lavorato diligentemente per prevenire qualsiasi tragedia umana" con il Regno del Marocco "prima del 30 luglio e dopo", ciò ha reso "possibile il rientro della maggior parte di coloro che sono entrati in Spagna in modo irregolare". Lo ha detto il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell'Ue convocata dopo la crisi dei migranti a Ceuta.

Grande-Marlaska ha poi specificato che circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana sono già rientrate in Marocco.

"Tornando al Consiglio, alla riunione straordinaria che abbiamo appena tenuto, vorrei sottolineare che tutti gli interventi di tutti gli Stati membri, compresi gli Stati associati a Schengen, così come delle agenzie dell'Unione europea, sono stati del tutto costruttivi. Hanno inoltre riconosciuto lo straordinario lavoro e la risposta efficace e tempestiva delle autorità spagnole a una crisi di questa portata", ha concluso il ministro spagnolo.

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Qatar accusa Israele: ostacola l'attuazione del piano di pace per Gaza

Doha, 4 ago. (askanews) - Il mediatore del Qatar, il portavoce del ministero degli Esteri Majed Al Ansari, ha accusato Israele di ritardi nell'attuazione del piano di pace per Gaza, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Hamas aveva accettato di deporre le armi, mentre Israele si rifiuta di lasciare il territorio.

"È chiaro alla comunità internazionale chi sta ostacolando l'attuazione dell'accordo. Il post di Trump sulla seconda fase, nonché il sostegno del presidente Trump a questo piano espresso nel post pubblicato nei giorni scorsi, attribuiscono la piena responsabilità alla parte israeliana. Quello a cui abbiamo assistito nell'escalation degli ultimi giorni, con attacchi mirati contro i civili e la caduta di oltre 30 martiri a seguito di questi attacchi continui, non è altro che un tentativo di ostacolare l'attuazione di questo piano e impedire il raggiungimento di soluzioni pacifiche riguardo al conflitto in quella zona".

"Per quanto riguarda l'eventuale ritiro di Israele, come abbiamo affermato molto chiaramente, riteniamo che Israele debba ritirarsi da tutti i territori che occupa, in conformità con il diritto internazionale. Tale occupazione non può essere giustificata da alcuna situazione di sicurezza, né attuale né passata, e pertanto il ritiro di Israele è un semplice dato di fatto ai sensi del diritto internazionale che non può essere contestato".

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Allo zoo di Tama a Tokyo morte tre leonesse, forse per colpo di calore

Roma, 4 ago. (askanews) - Il recinto dei leoni allo zoo di Tama, a ovest di Tokyo, resta chiuso fino a nuovo ordine dopo la morte di tre leonesse. In quest'area i visitatori solitamente girano a bordo di autobus "safari". I tre esemplari femmina sono morti in successione: la prima, di 3 anni, è deceduta il 28 luglio, un'altra di 11 anni venerdì 31 e la terza, di 15 anni, il 2 agosto, secondo lo zoo.

"Verso metà luglio, molti dei nostri leoni hanno iniziato a mostrare segni di malessere. Più precisamente, alcuni di loro hanno smesso di nutrirsi e sono caduti in un profondo stato di letargia, incapaci di muoversi", ha spiegato Masato Nakamura, un responsabile del parco.

"Secondo il veterinario" dello Zoo di Tama, "la causa dei decessi potrebbe essere un colpo di calore", poiché sono stati osservati segni di disidratazione e insufficienza multiorganica, mentre il Giappone, dopo aver registrato l'estate più calda di sempre l'anno scorso, sta vivendo una nuova stagione di caldo torrido e alcune regioni hanno raggiunto i 40 gradi nelle ultime settimane.

"Purtroppo, a partire dal 28 luglio tre leonesse sono morte in successione. In totale, dieci leoni (su 16, ndr) si sono ammalati, ma alcuni di loro si sono ripresi grazie alle cure ricevute".

"Riteniamo che una delle cause della morte di queste tre leonesse sia legata agli effetti dell'ondata di caldo. Tra la metà e la fine di luglio le temperature sono aumentate notevolmente e riteniamo che ciò possa aver compromesso la salute dei leoni", ha concluso.

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Poste Italiane, i servizi per spedire in tutta comodità

Roma, 4 ago. (askanews) - Con Poste Delivery Web si possono spedire bagagli e pacchi fino a 70 kg in Italia e 30 kg all'estero, scegliendo di farli ritirare da casa, da un indirizzo diverso, da un ufficio postale o da un punto di ritiro della rete Punto Poste. E con 2ruotExpress è possibile far recapitare moto, scooter o bici in Italia e a Barcellona. Il servizio del TG Poste.

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Milano saluta Baresi, il capitano "di tutti" rimasto anche in Serie B

Milano, 4 ago. (askanews) - Lui era il Milan. Lo dicono i tifosi arrivati in piazza Sant'Ambrogio per l'ultimo saluto a Franco Baresi. Sul palazzo di fronte alla basilica, un grande striscione: "Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao capitano".

Migliaia di persone hanno atteso sotto il sole l'arrivo del feretro, accolto da un lungo applauso e dal coro: "Un capitano, c'è solo un capitano". "Franco Baresi è il capitano di tutti i Milan, il grande capitano. È quello che è stato con noi in Serie B", dice un tifoso.

Alla basilica sono arrivati anche compagni e protagonisti del calcio italiano. Tra loro Alessandro Costacurta, per anni al fianco di Baresi nella difesa rossonera. Fischi invece per il proprietario del Milan Gerry Cardinale e per il presidente Paolo Scaroni, contestati da una parte dei tifosi al loro arrivo.

Filippo Galli, che con Baresi ha condiviso lo spogliatoio, lega il ricordo dell'uomo a quello del calciatore: "È difficile separare l'aspetto umano da quello sportivo, perché lui è stato un giocatore che si è messo a disposizione dei compagni, della squadra, del club. La dimostrazione è quando si è andati in Serie B: lui è rimasto qui".

Una fedeltà che torna nelle parole di chi lo ha seguito per anni. Baresi attraversò i momenti più difficili del Milan, poi diventò il capitano della squadra che vinse in Italia e in Europa. Per chi era ogni domenica a San Siro, parlare di Baresi significa parlare anche della propria vita.

"Era proprio il Milan - afferma un sostenitore - Per me si chiude un ciclo, perché ho cominciato nel '79 a venire allo stadio. Ho provato le stesse emozioni, anche se contrapposte, della prima volta che ho visto San Siro e il prato verde. Adesso provo lo stesso livello di emozione con la morte di Franco. Per questo siamo qua".

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