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Guccini, Jovanotti sul palco a Olbia rende omaggio al "Maestrone"

di TMNews venerdì 7 agosto 2026
1' di lettura

Roma, 7 ago. (askanews) - Giovedì sera a Olbia, poco prima della prova generale del Jova Summer Party, Jovanotti ha chiamato sul palco tutti i musicisti, i tecnici e i lavoratori dello show per rendere omaggio a Francesco Guccini, il Maestrone.

Al tramonto, a palco vuoto e senza pubblico, tutta la squadra si è ritrovata per un saluto a uno dei grandi protagonisti della musica e della cultura italiana, facendo risuonare, tra commozione e applausi, le note del brano "Il Vecchio e il Bambino" (1972).

Un gesto semplice voluto da Jovanotti, per dire grazie a Guccini e alle sue canzoni, che hanno attraversato generazioni e raccontato il nostro Paese.

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"I robot, sia da combattimento sia logistici - spiega "Jason", comandante di un'unità di droni terrestri- possono svolgere funzioni che prima erano affidate alla fanteria, nelle cosiddette zone particolarmente pericolose. Lì puoi permetterti di perdere un drone, ma non una persona. Grazie a questi mezzi si riduce la probabilità di perdite umane".

Sono macchine ancora guidate a distanza. Il passaggio al controllo attraverso l'intelligenza artificiale è possibile, spiega il comandante, ma per ora non è diffuso e gli operatori continuano a essere indispensabili. La trasformazione dell'esercito ucraino, però, è ormai andata molto oltre i singoli progetti. Dopo l'invasione russa è cresciuto un ecosistema fatto di giovani ingegneri, militari, imprese e investitori, capace di sviluppare e modificare rapidamente droni, robot e software sulla base delle esigenze del fronte.

"Dopo il 2022 - prosegue il militare - c'è stata un'esplosione di iniziative dal basso. Giovani ucraini e imprenditori hanno cominciato a sostenere gruppi di ingegneri che, di propria iniziativa, sviluppavano droni, diversi modelli di robot terrestri, software e altri sistemi".

È anche per questo che la recente rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, uno dei principali sostenitori dell'innovazione tecnologica nell'esercito, secondo militari e aziende difficilmente fermerà la rivoluzione dei droni ucraina.

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Detriti spaziali, il radar britannico che vigila sull'orbita

Milano, 7 ago. (askanews) - Una gigantesca antenna alta 25 metri che scruta il cielo per individuare satelliti, detriti spaziali e persino asteroidi potenzialmente pericolosi. È il cuore dell'Osservatorio di Chilbolton, nel sud dell'Inghilterra, uno dei centri che alimentano il sistema britannico di monitoraggio e protezione dello spazio.

Grazie al nuovo sistema Borealis, possono inviare alert agli operatori satellitari quando un detrito rischia di provocare una collisione.

"Quando ho iniziato a lavorare alla Space Agency, nel 2018, c'erano circa mille oggetti nello spazio. Oggi sono circa 16mila e il loro numero continua a crescere rapidamente. Lo spazio è sempre più congestionato e la necessità di monitorarlo aumenta continuamente", ha spiegato Matthew Archer, della UK Space Agency.

Secondo le stime dell'Agenzia spaziale europea, sono circa 55mila i detriti spaziali con dimensioni superiori ai 10 centimetri e oltre un milione quelli di almeno un centimetro. La maggior parte non rappresenta un pericolo immediato, ma anche un piccolo frammento può danneggiare o distruggere un satellite.

"Ora, per fortuna, la maggior parte di questi frammenti non entra in collisione con nulla nella maggior parte dei casi. Una parte di essi si trova in quelle che chiamiamo orbite cimitero. Quando individuiamo frammenti di grandi dimensioni o eventi di frammentazione, possiamo avvisare gli operatori satellitari che esiste un rischio di collisione, così da permettere loro di spostare il satellite e proteggerlo", ha concluso Archer.

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Crisi climatica, Mediterraneo sempre più caldo anche in profondità

Milano, 7 ago. (askanews) - L'estate del 2026 sta registrando un caldo da record storico, la quarta ondata di calore ha portato temperature altissime in tutta Europa e anche il mare Mediterraneo ha fatto registrare valori fuori da ogni parametro, con le acque che hanno toccato i 33 gradi e la costante sensazione per i bagnanti di entrare in un mare tiepido, spesso incapace di dare reale refrigerio della canicola.

Ricerche di Greenpeace, condotte anche in profondità e in aree marine protette, hanno mostrato l'aumento delle temperature pure negli habitat sommersi, con conseguenti rischi per gli ecosistemi e l'intero equilibrio naturale.

Come se non bastasse, in questo contesto così complesso gli studiosi del clima lanciano anche l'allarme sui possibili fenomeni meteorologici estremi che potrebbero innescarsi dalla combinazione tra le acque così calde e l'arrivo di correnti d'aria fresche. Una situazione esplosiva, che sta diventando la normalità ormai, e che è la manifestazione della reale e più importante emergenza che dobbiamo affrontare tutti, nel Mediterraneo e non solo: la crisi climatica a tutti i livelli.

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