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Medio Oriente, Netanyahu blocca il piano Trump: nessun ritiro da Gaza

di TMNews lunedì 10 agosto 2026
2' di lettura

Washington, 10 ago. (askanews) - Prima il perentorio no, poi una timida apertura. Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump. Le Forze di Difesa Israeliane, infatti, si starebbero ritirando sulla Linea Gialla. Ma solo poche per prima il premier israeliano aveva dichiarato: "Non ci ritireremo da Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato." bocciando ufficialmente il piano in quindici punti messo sul tavolo dal Board of Peace voluto da Donald Trump.

Lo stallo nelle trattative dura da mesi nonostante la Casa Bianca avesse definito "storico" l'accordo raggiunto a luglio per la smilitarizzazione di Hamas. Secondo fonti americane Trump non è preoccupato da quello che dice Netanyahu soprattutto in vista delle prossime elezioni di fine ottobre in Israele. Per rassicurare gli alleati della destra più radicale infatti Bibi Netanyahu ha dichiarato: "Finché sarò Primo Ministro, non nascerà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania." Hamas ha chiesto a Washington di esercitare pressioni affinché Israele rispetti la tabella di marcia e non blocchi il processo di pace per ragioni elettorali. Secondo Mladenov, inviato del "Board of Peace": "Il piano è l'unica strada percorribile".

Anche Trump a breve ha un appuntamento cruciale con gli elettori, prima del voto di medio termine ha bisogno di portare a casa risultati concreti, visto che secondo i sondaggi il gradimento degli americani nei confronti del Presidente è in costante e forte calo. Ha pesare sono i tre fronti aperti: Iran, Libano e Gaza. Nel Mar Rosso, gli Houthi sono tornati a colpire il porto di Mocha, mentre prosegue il blocco navale americano contro gli scali marittimi iraniani.

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Capri, 10 ago. (askanews) - Antonello Venditti a Capri. Il cantautore romano si esibirà lunedì 10 agosto in concerto sull'isola per la manifestazione San Lorenzo al Porto organizzata dal Porto Turistico e dal Comune di Capri. Siparietto domenica al Municipio di Capri durante un incontro di presentazione con il sindaco Paolo Falco e l'assessore ai grandi eventi Salvatore Ciuccio. Al sindaco che lo elogiava per i suoi successi, Venditti ha risposto in maniera ironica: "Non sono ancora morto, figuriamoci dopo", ha scherzato, entusiasta per la grande accoglienza avuta sull'isola. "Capri è il top", ha detto, annunciando che forse stasera oltre a "Grazie Roma" canterà anche "Grazie Capri".

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Canada, oltre 20mila evacuati per maxi incendio in Columbia Britannica

Bald Range, 10 ago. (askanews) - Oltre 20mila persone sono state evacuate da venerdì nella provincia canadese della Columbia Britannica a causa di un vasto incendio boschivo che continua a propagarsi rapidamente, alimentato dai forti venti. Le autorità hanno dichiarato lo stato d'emergenza. I servizi di emergenza lavorano per contenere il fuoco che, a domenica sera, si estendeva su oltre 13.600 ettari

L'incendio di Bald Range, nei pressi del lago Okanagan, nel sud della provincia, si è esteso rapidamente verso le vallate circostanti, costringendo migliaia di residenti ad abbandonare le proprie abitazioni.

"Sappiamo che ci sono state perdite significative di abitazioni e proprietà. Sappiamo anche che alcune persone sono rimaste intrappolate perché le condizioni sono cambiate molto rapidamente", ha dichiarato il primo ministro della Columbia Britannica David Eby.

"Sono in corso evacuazioni aeree per le persone rimaste isolate" dalle fiamme, ha aggiunto. Secondo CTV News, più di 50 persone sono state evacuate per via aerea dalla località di Faulder mentre l'incendio avanzava.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha ringraziato su X i vigili del fuoco impegnati "instancabilmente per garantire la sicurezza dei cittadini", assicurando la disponibilità del governo federale a sostenere le autorità della Columbia Britannica.

Le ultime tre stagioni degli incendi sono state tra le più distruttive mai registrate in Canada. Di fronte all'estensione delle aree boschive e alla contemporaneità dei roghi, le autorità concentrano le risorse soprattutto sulla protezione dei centri abitati e delle comunità più esposte.

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Campi flegrei, nella notte scossa di magnitudo 3.0: nessun danno

Pozzuoli (Na), 10 ago. (askanews) - Continua a tremare la terra nei Campi flegrei. Una scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata nella notte alle 2.27 dall'Osservatorio vesuviano dell'Ingv. L'epicentro è stato segnalato nella zona di Pozzuoli a una profondità di circa 4 chilometri.

Fortunatamente, il sisma non ha provocato danni a persone e a cose, ma è stato nettamente avvertito dalla popolazione flegrea. Dal forte terremoto, di magnitudo 4.7, dello scorso 31 luglio, sono 974 le unità abitative sgomberate e circa duemila gli sfollati.

Parallelamente continuano le attività dei Vigili del fuoco nell'area dei Campi Flegrei per soccorsi, verifiche tecniche sugli edifici e assistenza alla popolazione, la maggior parte nella zona di Pozzuoli.

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Padova, il futuro del corpo e la dimensione della pittura oggi

Padova, 10 ago. (askanews) - Diciassette pittori figurativi per esplorare la relazione tra la pittura e il corpo, in un'epoca nella quale quest'ultimo è un tema culturale e politico di primo piano, in molti casi un'emergenza. La Galleria civica Cavour di Padova a settembre ospiterà la mostra "Sul futuro del corpo", curata da Barbara Codogno. "Futuro e corpo - ha detto la curatrice ad askanews - trovano in questa mostra una riflessione sulla contemporaneità, ovvero su come il corpo anche a partire dall'enciclica di Papa Leone, che parla appunto dell'humanitas, restiamo umani al tempo dell'intelligenza artificiale, ma anche sul futuro del corpo della pittura, che per me è sempre stato argomento principe. Quindi grandissimi pittori che si interrogano su come il corpo umano e il corpo della pittura resista al giorno d'oggi".

Con una postura lontana dalle retoriche della tecnologia e dalle narrazioni post-umane, la mostra, che ospita anche artisti come Markus Schinwald o Nicola Samorì - vuole presentare il corpo come archivio vivente, spazio simbolico e politico. "La parte politica contemporanea - ha aggiunto - riguarda senz'altro mettere ancora una volta al centro il corpo, con tutte le metamorfosi, tenerezze, fragilità e farci comprendere appunto che la bellezza risiede risiede proprio in questo: nel fatto che il corpo comunque transeunte resta una grandissima esperienza di vita".

La mostra affronta diverse tematiche, dalla dissoluzione dell'identità alla sopravvivenza delle immagini, dal rapporto tra corpo, mito e spiritualità alla vulnerabilità. E prova anche a tracciare una sorta di via verso il futuro. "Riportare al centro il corpo e una riflessione quindi sulla vita stessa secondo me è già un principio molto forte di resistenza - ha concluso Barbara Codogno - e poi il futuro c'è sempre a mio avviso e quindi ripartiamo proprio da lì, ripartiamo dal corpo e ripartiamo dalla nostra umanità".

"Sul futuro del corpo" sarà aperta a Padova dal 5 settembre al 4 ottobre.

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