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Marco Tullio Giordana: "Non farei film sull'Italia di oggi, non mi piace"

di TMNews lunedì 10 agosto 2026
2' di lettura

Roma, 10 ago. (askanews) - Marco Tullio Giordana ospite d'eccezione al 27esimo Lucania Film Festival a Pisticci (in provincia di Matera). Una serata dedicata al regista, 75 anni, che ha incontrato il pubblico e ricevuto il Premio Universale San Rocco, un trofeo realizzato da Mimmo Paladino. Autore di film su avvenimenti che hanno segnato la storia del nostro Paese, da "Pasolini, un delitto italiano" (1995) a "La meglio gioventù" (2003) e "Romanzo di una strage" (2012), sull'Italia di oggi Giordana dice:

"Oggi non so se mi piacerebbe raccontare il mio paese come è oggi, lo dico sinceramente e anche pentendomi di questa dichiarazione, perché trovo che dovremmo tornare a raccontare le grandi storie del passato quando eravamo migliori, per ispirarci a figure nobili. Quello che vedo oggi non mi piace, non mi entusiama, non lo amo. Se un regista non ama il suo materiale fa poi un film malmostoso, di cattivo umore, che non è la cosa giusta per un film", afferma.

Il festival lucano gli ha reso omaggio con la proiezione de "I Cento Passi" (2000), sulla vita e l'omicidio di Peppino Impastato, giovane militante comunista ucciso dalla mafia intepretato da Luigi Lo Cascio:

"Da quando ho realizzato quel film nel 2000 ho fatto tantissime presentazioni nelle scuole, ogni volta rinnovando un pubblico di ragazzi molto giovani, lontani dagli avvenimenti e quindi non sapevano più nulla di questa storia ed erano tutti molto sorpresi e coinvolti, cosa che mi ha stupito qualche volta. Recentemente, anche un mese fa, l'ho presentato in una scuola, ho pensato 'i ragazzi si annoieranno', invece no, erano molto colpiti", spiega ad askanews il regista.

"Grazie anche alla bravura del protagonista l'eroe del film, Peppino Impastato, è una persona che suscita molta simpatia nello spettatore", aggiunge.

Dei nuovi registi elogia Andrea Pallaoro, che sarà in concorso a Venezia83, mentre sul rinnovo dei vertici dei David di Donatello, taglia corto: "Non so, sono fuori da tutti i giri, sono troppo vecchio per preoccuparmi. Faccio gli auguri di buon lavoro", dice.

"Soprattutto direi questo ai Premi, dateli in denaro i Premi, che è una cosa che manca a tutti i cineasti non hanno mai abbastanza soldi per fare il film o comprare la pellicola. Un bell'assegno, io la trovo una cosa molto bella, oppure una bella scultura di Mimmo Paladino", conclude.

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