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Sisma in Colombia: bilancio vittime sale a 132 morti e 570 feriti

di TMNews martedì 11 agosto 2026
1' di lettura

Calì, 11 ago. (askanews) - E' salito a 132 morti e 570 feriti il bilancio delle vittime del potente terremoto che ha colpito la Colombia. Lo riferisce l'emittente Caracol, citando nuovi dati del governo. Secondo le prime stime, il sisma ha danneggiato 1.575 edifici residenziali, 61 dei quali sono stati completamente distrutti. Tra le strutture colpite ci sono anche 18 presidi sanitari, 52 istituti scolastici, 18 tratti stradali e sette aeroporti.

Le situazioni più gravi si registrano a Pereira e in altre zone dell'Eje Cafetero, oltre che nei dipartimenti di Valle del Cauca e Chocò. Il bilancio resta provvisorio, squadre di ricerca e salvataggio sono partite da Bogotà, Envigado, Yopal e Medellìn e sono al lavoro per cercare i dispersi che potrebbero essere ancora vivi sotto le macerie. E' una corsa contro il tempo per cercare qualcuno ancora vivo.

Il terremoto, di magnitudo 7,4, si è verificato lunedì mattina con epicentro nei pressi del comune di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocò. Le scosse sono state avvertite in gran parte della Colombia e anche nei vicini Venezuela, Ecuador e Panama.

Le autorità colombiane hanno dichiarato lo stato di disastro nazionale e inviato unità di soccorso nelle aree maggiormente colpite.

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Colombia, squadre di soccorso formano catene umane per cercare sopravvissuti

Pereira, 11 ago. (askanews) - Servizi di emergenza e civili rimuovono le macerie e cercano sopravvissuti nella città colombiana di Pereira, dopo il devastante terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito diverse città nella regione produttrice di caffè e lungo la costa del Pacifico. Gli abitanti formano catene umane per rimuovere a mano le macerie mentre i soccorritori lavorano per raggiungere le persone che si teme siano intrappolate sotto gli edifici crollati. Sono oltre 130 le persone che sono morte, un numero imprecisato è ancora sepolto sotto le macerie e oltre 1.500 edifici sono stati danneggiati.

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Raffica di raid russi sull'Ucraina, ci sono numerosi morti e feriti

Zaporizhzhia, 11 ago. (askanews) - Raffica di raid russi sull'Ucraina nella notte. Almeno nove persone sono morte e 21 sono rimaste ferite negli attacchi condotti contro Zaporizhzhia e Kiev. Mentre altre nove persone sono morte e 25 sono rimaste ferite negli attacchi russi condotti nella notte contro diverse regioni dell'Ucraina. Il bilancio più grave si registra a Zaporizhzhia, dove sei persone sono state uccise e 19 ferite, secondo il capo dell'amministrazione militare regionale Ivan Fedorov.

Le forze russe hanno affermato di aver colpito nella notte a Kiev un grande centro logistico nel quale, secondo il ministero della Difesa di Mosca, erano immagazzinati fino a 15mila droni d'attacco, compresi velivoli dotati di termocamere, oltre a stazioni di controllo a terra e relativi componenti.

Il ministero ha sostenuto che l'obiettivo era il centro logistico Kiev-3, nel complesso di uffici e magazzini San Park, una struttura di circa 50mila metri quadrati. L'attacco avrebbe fatto parte di un raid coordinato con armi di precisione contro imprese dell'industria militare e centri di trasporto e logistica a Kiev e nella regione di Zaporizhzhia.

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Colombia, il neo presidente dopo il sisma: "Non siete soli"

Bogotà, 10 ago. (askanews) - Il presidente di estrema destra della Colombia, Abelardo de la Espriella, insediatosi tre giorni fa, il 7 agosto, si rivolge alle vittime del potente terremoto che ha colpito il Paese: "Non siete soli". In un videomessaggio che sembra essere stato registrato da un aereo, de la Espriella promette di accantonare la sua agenda per "concentrarsi sulla catastrofe naturale che sta devastando il nostro popolo colombiano, già duramente provato". Il terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito nelle prime ore del mattino e ha causato almeno 18 morti nella parte occidentale del Paese.

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Alice De Andrè contro Salvini: nonno gli avrebbe chiesto perché era lì

Genova, 10 ago. (askanews) - "Mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che c...o ci faceva lì". Così Alice De Andrè, nipote di Fabrizio De Andrè, ha commentato in un video pubblicato sui social la contestazione al vice premier Matteo Salvini durante il concerto di Diodato in omaggio al cantautore genovese che si è svolto domenica sera a Tempio Pausania, in Sardegna.

"Ieri all'Agnata - ha ricordato Alice De Andrè - come ogni anno si è tenuto il concerto in onore di mio nonno, con la piccola differenza che quest'anno in prima fila c'era Matteo Salvini. Non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dei testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il 'la la la'? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo".

"Ma il capolavoro - ha aggiunto la nipote del cantautore genovese - arriva dopo. Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica. Per la ragazza che lo contestava, non per Salvini in prima fila a un concerto di De Andrè. A questo punto mi viene il dubbio che De Andrè sia diventato una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente. Perché sì che quello poi diventa maleducato, divisivo, fuori luogo".

"Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De Andrè - ha sottolineato Alice De Andrè - non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che è successa durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere. Non indignarsi per essere stato contestato. Non farsi proteggere dal silenzio educato di un pubblico venuto a celebrare uno che di silenzio educato se ne faceva molto poco".

"Volete Fabrizio De Andrè? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava, quello che contestava", ha concluso la nipote citando una strofa de "La Domenica delle salme".

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