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Da Gaza a Roma, la nuova vita degli studenti palestinesi alla Sapienza

di TMNews martedì 11 agosto 2026
2' di lettura

Roma, 11 ago. (askanews) - Decine di studenti di Gaza che hanno ottenuto borse di studio per frequentare le università italiane, sono ancora in attesa di essere evacuati, bloccati da formalità amministrative che li tengono prigionieri nella zona di guerra. Ma Nada Abunada e Mohamed Arafat sono tra i pochi fortunati ad essere arrivati a Roma nel novembre 2025 e ora entrambi studiano economia a La Sapienza:

"È una delle migliori università d'Italia, quindi ero davvero felice di essere stata selezionata per questa borsa di studio, ma allo stesso tempo non avrei mai immaginato che un giorno sarei partita e sarei venuta qui", ha raccontato Nada.

Secondo alcune ong, sebbene più di 200 studenti palestinesi siano stati regolarmente immatricolati presso atenei italiani grazie a un progetto governativo di "corridoio universitario" avviato nel 2025, circa 50 studenti stanno ancora aspettando l'autorizzazione a lasciare il territorio occupato da Israele, dove la maggior parte degli istituti di istruzione superiore è stata distrutta.

"Ho finito il liceo nel 2023 e ho ottenuto 99 punti, ma dopo non sono riuscita a iscrivermi all'università perché è scoppiata la guerra - ricorda la studentessa - e non ho potuto iscrivermi perché la maggior parte delle università è stata distrutta".

"Abbiamo ricevuto una telefonata dal consolato, il consolato italiano a Gerusalemme, circa una settimana prima che avvenisse l'evacuazione", spiega Mohamed. "Gli stavo dicendo sì e nel giro di una settimana mi hanno mandato un messaggio su WhatsApp con tutte le istruzioni e mi hanno detto 'domani parti', cioè domani è il giorno dell'evacuazione. Quindi non ho avuto molto tempo per salutare tutti", ricorda Mohamed, sperando "di poter tornare un giorno nel suo Paese e di poter fare davvero la differenza grazie all'aiuto ricevuto qui".

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"È stato inoltre condannato per i reati di tortura, tortura con esito mortale e molteplici atti di privazione della libertà, che costituiscono crimini contro l'umanità e crimini di guerra", ha aggiunto.

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