Roma, 13 ago. (askanews) - I giurati arrivano al tribunale federale di Oakland, in California, mentre Meta affronta il primo giorno del processo relativo alle accuse secondo cui le sue piattaforme social creano dipendenza e danneggiano i minori. Meta - proprietaria di Instagram, Facebook e Whatsapp, tra gli altri - si trova ad affrontare quella che potrebbe diventare, per i social media, l'equivalente delle grandi cause legali contro l'industria del tabacco degli anni '90. Quattro stati USA intendono chiamare il colosso tecnologico a rispondere dei presunti danni arrecati ai minori. Vincent Joralemon, direttore del Berkeley Law Life Sciences Law & Policy Center:
"Ci sono leggi scritte che stabiliscono quanto segue: se un'azienda è a conoscenza di un determinato rischio di cui il pubblico è invece ignaro, e continua a vendere al pubblico senza divulgare tale informazione, può essere ritenuta responsabile. È proprio ciò che sta accadendo in questo caso, ed è quanto è successo anche con il tabacco", ha spiegato. Secondo alcuni, i social media influiscono sulla salute mentale e c'è chi paragona la scarica di serotonina che alcuni provano praticando il cosiddetto "scrolling", soprattutto di video angoscianti, all'assunzione di cocaina.
Mercoledì pomeriggio sono stati selezionati otto membri della giuria. Essi svolgeranno un ruolo di consulenza nel processo, mentre la decisione finale spetterà al giudice. Nel 2023, una coalizione di quattro stati americani - California, Colorado, Kentucky e New Jersey - ha intentato causa a Meta, accusando l'azienda di aver progettato, all'interno delle proprie applicazioni, funzionalità che creano dipendenza nei minori e di aver violato le leggi statali.
I procuratori di quegli Stati intendono ora dimostrare in sede federale che Meta ha deliberatamente reso Facebook e Instagram fonte di dipendenza per i minori. Meta "respinge con fermezza tali accuse" e si dice "fiduciosa che le prove dimostreranno il nostro impegno di lunga data a sostegno dei giovani", ha dichiarato un portavoce all'AFP, aggiungendo che l'azienda ha "ascoltato i genitori e collaborato con esperti e forze dell'ordine".
"Far salire un CEO sul banco dei testimoni può rivelarsi estremamente dannoso per un'azienda - ha aggiunto l'esperto riferendosi a Mark Zuckerberg - Lo abbiamo visto all'inizio di quest'anno nel caso Musk contro Sam Altman: Altman è stato chiamato a testimoniare e la cosa ha finito per nuocere gravemente alla sua immagine pubblica".