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Al via il Meeting di Rimini, sabato la visita di Leone XIV

di TMNews giovedì 20 agosto 2026
2' di lettura

Rimini, 20 ago. (askanews) - C'è un verso che chiude la Divina Commedia e che da domani, per sei giorni, diventa una scommessa: "L'amor che move il sole e l'altre stelle". Una scommessa, perché il mondo di questo agosto sembra dimostrare l'esatto contrario.

"Tanta conflittualità, contrapposizioni, guerre, purtroppo in crescendo - spiega Il presidente della Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz -. Volevamo dire che il principio dell'universo, e anche della nostra vita, è un principio di amore, di bene, di bellezza. Certamente questo amore non si impone, non ci costringe: vuole essere accolto liberamente".

Quarantasettesima edizione, dal 21 al 26 agosto alla Fiera di Rimini. Oltre centocinquanta incontri, cinquecento relatori, tredici mostre, tremilatrecento volontari. E una scelta di campo: dare la parola a chi la pace la costruisce dal basso.

"Vogliamo rendere presenti tante testimonianze di persone che hanno accolto questo amore nella propria vita e hanno creato luoghi riconciliati, accoglienti, anche in situazioni molto conflittuali: in Terra Santa, in Libano, in Ucraina, in Nigeria, solo per dirne alcune. Ci interessa mostrare che la pace può nascere da persone che questo amore lo accolgono".

A Rimini arriverà mezzo governo, dai vicepremier Tajani e Salvini a una fila di ministri, con l'opposizione attesa mercoledì al confronto sugli ottant'anni della Repubblica. Si parlerà di lavoro che non trova giovani, del costo dell'energia dopo la crisi di Hormuz, di emergenza casa. E si parlerà di fede: la mostra su sant'Agostino, la causa di beatificazione di don Giussani, il patriarca di Gerusalemme Pizzaballa a chiudere. Ma il fatto storico è un altro.

"Stiamo facendo di tutto per accogliere il Santo Padre nel modo migliore - prosegue Scholz -. La sua visita è un dono immenso, siamo tutti in attesa delle parole che ci consegnerà. Vogliamo lasciarci sorprendere dalla sua presenza, dalla sua testimonianza".

Quarantaquattro anni dopo Giovanni Paolo II, un Papa torna al Meeting. E porta con sé una domanda che riguarda la politica. "Ci sono tante iniziative di pace che non stanno sotto i riflettori, ma che sono segno di un futuro possibile. Perché una volta che tacciono le armi i popoli devono riconciliarsi. E se non c'è un protagonista di questa riconciliazione, si torna alla guerra" conclude il presidente.

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L'arrivo a Bari della nave Emergency: sbarcati 48 naufraghi e 7 cadaveri

Bari, 20 ago. (askanews) - La nave di ricerca e soccorso di Emergency è arrivata nel porto di Bari, dopo 3 giorni di navigazione. Qui sono sbarcate le 48 persone salvate lunedì 17 agosto dalla Life Support nelle acque internazionali della zona SAR (Search and rescue) libica. Per due in condizioni gravi era stata chiesto un intervento di soccorso urgente. Dopo tutti i naufraghi sono iniziate le operazioni di sbarco dei 7 corpi senza vita, persone già morte al momento del soccorso sul barchino di legno sovraffollato. I naufraghi sono tutti originari della Somalia e dell'Egitto, 31 sono minori non accompagnati come racconta Chiara Picciocchi, mediatrice culturale a bordo della nave.

"Durante la navigazione abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti minori che, con grande speranza, volevano arrivare in Italia e in Europa, un posto per loro sicuro. Oltre a tutte le esperienze difficili che hanno vissuto, tra le quali la permanenza in Libia, questi ragazzi hanno dovuto anche affrontare la perdita di alcuni dei loro compagni di viaggio durante la traversata del Mediterraneo. Ci auguriamo che ora possano essere accolti dignitosamente in Italia e che i loro diritti vengano tutelati".

Emergency ha condannato la scelta da parte delle autorità italiane del porto di Bari, che ha costretto a ulteriori 3 giorni di navigazione le persone salvate.

"Assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità e che hanno alle spalle esperienze traumatiche", ha detto Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support. "Auguriamo a ognuno di loro il meglio".

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Alpi, caldo e permafrost fragile: record di crolli sul Monte Bianco

Chamonix, 20 ago. (askanews) - Nel massiccio del Monte Bianco, l'estate 2026 segna un record di crolli rocciosi. Secondo il geomorfologo Ludovic Ravanel, direttore di ricerca al CNRS, nelle Alpi occidentali francesi il caldo estremo ha accelerato la destabilizzazione delle pareti di alta montagna.

"Il 2026 nelle Alpi occidentali significa record di temperatura, con giornate particolarmente calde - spiega Ludovic Ravanel, geomorfologo e direttore di ricerca al CNRS

- Qui si sono superati facilmente i 30-35 gradi e questo ha ovviamente effetti sui ghiacciai, sul permafrost. Per questo quest'anno registriamo record, per esempio, nel numero di destabilizzazioni rocciose, di crolli nelle pareti. Dovremmo arrivare a circa 450 eventi alla fine della stagione estiva, un dato enorme, perché ancora 10 o 20 anni fa erano poche decine".

"Questi eventi - prosegue il ricercatore - se hanno un legame con la crisi climatica, è per quella che chiamiamo degradazione del permafrost, cioè il riscaldamento dei terreni permanentemente gelati. Questo gelo permanente è qualcosa che non si vede, il permafrost è totalmente invisibile. Però questa condizione termica permette la presenza di ghiaccio nelle fessure, che ha un ruolo di cemento, di colla per le montagne. E questa colla, quando si riscalda in profondità, tende a perdere le sue caratteristiche meccaniche. Quando fonde, il ghiaccio scompare completamente".

"Ci sono stati così tanti episodi caldi quest'estate 2026 che molta, moltissima energia continua a penetrare nelle pareti rocciose. E continuerà a penetrare anche quando in superficie sarà già tornato il gelo. Per questo gli eventi più grandi, i crolli più importanti, li aspettiamo piuttosto in autunno. Abbiamo avuto una grande frequenza quest'estate, ma gli eventi più grossi probabilmente devono ancora arrivare", conclude Ravanel

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Burnham: Harry e Meghan? Questione privata, auguri per ritorno a Londra

Bradford, 20 ago. (askanews) - Il primo ministro britannico Burnham augura ogni bene a Harry e Meghan in occasione del loro ritorno nel Regno Unito, annunciato da alcuni media britannici, sottolineando che la questione è una faccenda privata.

"Questa è una questione privata. È una questione che riguarda Harry e Meghan, e facciamo loro i nostri migliori auguri per il passo che stanno compiendo"

La notizia arriva sei anni dopo che la coppia ha rinunciato ai propri impegni reali, tagliando di fatto i ponti con la famiglia reale britannica e trasferendosi negli Stati Uniti. Tra i motivi di frizione con la famiglia reale c'era anche il tema della sicurezza del principe Harry e della sua famiglia, a cui era stata tolta quella normalmente assegnata ai reali. Un tema che ora si riproporrà ulteriormente con il ritorno a Londra.

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Kiev, la notte del raid russo: "È assolutamente terrificante"

Kiev, 20 ago. (askanews) - A Kiev e nella sua regione, almeno 13 persone sono morte nei bombardamenti russi della notte, secondo le autorità ucraine. I soccorritori hanno lavorato tra corpi coperti, vetri infranti, auto distrutte e palazzi danneggiati. Tra gli edifici colpiti anche un ospedale pediatrico, una scuola e un condominio. Il primo allarme è arrivato pochi minuti prima delle esplosioni.

Secondo l'Onu, negli ultimi mesi la guerra ha fatto più vittime tra la popolazione civile che in qualsiasi altra fase dall'inizio dell'invasione russa.

"Abbiamo sentito l'allarme antiaereo - racconta Maria Abramova, product manager - Mi sono alzata dal letto, sono andata nella stanza dei bambini e subito c'è stata un'esplosione. Tre, una dopo l'altra. Le finestre sono saltate e i mattoni sono arrivati fino al nostro appartamento all'ottavo piano. Per poco non uccideva mio marito. È caduto a circa 30 centimetri da lui. La porta è saltata dai cardini".

"Ormai ci siamo un po' abituati a questi attacchi - dice Natalia, capo contabile - Suona l'allarme, non fai nemmeno in tempo a controllare il telefono, e c'è già l'obiettivo. Corri a vestirti, ma non riesci a fare niente. Ti vesti, ti siedi nel corridoio e tutta la casa trema. In tutto il quartiere suona tutto, i vetri si rompono, scattano gli allarmi. È terrificante, assolutamente terrificante".

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