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Tunisia, protesta contro Saied: "Manca acqua, elettircità e libertà"

di TMNews venerdì 21 agosto 2026
1' di lettura

Tunisi, 21 ago. (askanews) - Centinaia di persone sono scese in piazza a Tunisi contro il presidente Kais Saied, denunciando la carenza di acqua potabile, i blackout e le restrizioni alle libertà. I manifestanti hanno sfilato nel centro della capitale con cartelli contro il governo e chiedendo la liberazione dei detenuti politici. Nelle ultime settimane il Forum tunisino per i diritti economici e sociali ha registrato centinaia di proteste in tutto il Paese, soprattutto contro la scarsità d'acqua e le interruzioni di corrente.

"Libertà e dignità - rivendica questo manifestante - sono queste oggi le richieste del popolo tunisino. Il popolo tunisino oggi vive nell'umiliazione. Oggi non c'è acqua, non c'è elettricità, non c'è libertà, non ci sono media, niente. In questo Paese sono state cancellate tutte le condizioni di vita e tutte le fonti di libertà".

La Tunisia era stata l'unica democrazia emersa dalle rivolte della Primavera araba del 2011. Dal 2021, quando Saied ha accentrato ampi poteri, organizzazioni per i diritti umani denunciano un forte arretramento delle libertà. Decine di critici del presidente sono stati perseguiti o incarcerati, anche con accuse legate al terrorismo e in base alla legge contro la diffusione di "false notizie".

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Maltempo nel Nord Italia, le immagini delle frane nel Bresciano

Milano, 21 ago. (askanews) - L'ondata di maltempo che ha colpito il Nord e parte del Centro Italia ha provocato frane, allagamenti e danni strutturali, con oltre 1.000 interventi dei vigili del fuoco. Nelle immagini il sorvolo dell'elicottero sulle aree colpite dal maltempo nel Bresciano.

La situazione più critica proprio in Lombardia, dove sono state effettuate oltre 400 operazioni di soccorso. Tra le emergenze più rilevanti, l'evacuazione nella tarda sera di 250 ospiti di un campeggio a Isola di Fondra, nel bergamasco, minacciato a monte da una frana incombente e a valle dall'innalzamento del livello di un torrente: nella notte è stata liberata con escavatori una delle strade di accesso alla struttura ricettiva consentendo alle squadre di portare al sicuro tutte le persone.

A Rino di Sonico, nel bresciano, due frane hanno distrutto il ponte sul torrente Val Rabbia, già precedentemente chiuso al traffico a scopo precauzionale. Evacuate per precauzione 81 persone: 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 sul lato di Garda. A valle di Sonico, il fiume Oglio ha invaso parte dell'abitato di Malonno, sul posto stanno operando i GOS (Gruppi Operativi Speciali) dei vigili del fuoco, con mezzi movimento terra, nel tentativo di arginare e contenere le acque del fiume.

Per fronteggiare il gran numero di interventi, il dispositivo regionale lombardo è stato potenziato con il richiamo di oltre 60 vigili del fuoco.

Anche altre regioni sono state colpite dal maltempo: in Piemonte effettuati oltre 260 interventi per allegamenti e danni alle coperture di alcuni edifici, concentrati soprattutto nelle province di Torino, Novara e Vercelli; in Toscana le squadre hanno portato a termine più di 200 operazioni, in particolare tra Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa, con un centinaio di richieste ancora da evadere per alberi caduti e allagamenti; in Liguria le precipitazioni hanno richiesto oltre 160 interventi nelle province di Genova e La Spezia, potenziato il dispositivo di soccorso con squadre locali e rinforzi giunti dalla Toscana per supportare le operazioni di soccorso.

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Argentina, 5,8 milioni di persone non riescono a pagare i debiti

Buenos Aires, 21 ago. (askanews) - "Il mio salario non dura quanto i miei debiti". "Non scelgo cosa comprare, scelgo cosa smettere di pagare". A Buenos Aires centinaia di persone hanno marciato fino al ministero dell'Economia per chiedere misure contro l'aumento dell'indebitamento delle famiglie.

Secondo una stima del centro studi Cepa, basata sui dati della Banca centrale, 5,8 milioni di argentini sono in default su circa 20 milioni di persone indebitate. I mancati pagamenti dei prestiti bancari alle famiglie sono triplicati in un anno, fino al 12,8% a maggio, il livello più alto degli ultimi 23 anni.

A spingere molte famiglie verso il credito sono salari che hanno perso potere d'acquisto e costi più alti per servizi e trasporti. Per il presidente Javier Milei, però, l'indebitamento resta "un problema tra privati" nel quale lo Stato non deve intervenire.

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Spin Time, il video-denuncia: "Sgombero mascherato da soccorso"

Roma, 21 ago. (askanews) - Un'operazione di soccorso "trasformata in uno strumento di sgombero": è la tesi sostenuta dagli ex residenti dell'immobile Spin Time di Roma, fra San Giovanni e Porta Maggiore, fatto evacuare lo scorso 29 luglio per un allarme incendio, che hanno diffuso un video in cui si vede la presenza concomitante di pompieri e polizia nello stabile.

"Per tre settimane centinaia di persone hanno dormito per strada a seguito di uno sgombero mascherato da operazione di sicurezza", affermano gli attivisti in un comunicato, "nel corso di queste settimane abbiamo cercato di raccogliere informazioni su quello che è successo nel periodo successivo la notte del 29 luglio. E purtroppo abbiamo ricevuto conferma di un nostro sospetto: l'incendio è stato usato come pretesto per tentare di sgomberare Spin Time e i Vigili del Fuoco sono stati usati come ariete per evacuare l'edificio".

"Quando i Vigili del Fuoco sono entrati a Spin Time quella notte l'incendio era stato domato - proseguono - i Vigili avrebbero dovuto assicurarsi della sicurezza delle persone. Invece, come dimostrato dal video che alleghiamo, hanno proceduto a sfondare le porte dei residenti di Spin Time in piena notte così che la Polizia dovesse solo accompagnare le persone alla porta".

"La sicurezza dei residenti di Spin Time è stata così trasformata nel pretesto per un'operazione di tutt'altra natura", affermano, .precisando che "l'unico documento in nostro possesso risale a quella notte: il verbale dei Vigili del Fuoco, in cui si legge che la decisione di far restare fuori le persone è stata presa di concerto con la Polizia".

Gli ex occupanti sostengono anche che "lo sgombero di Spin Time è stato fatto senza rispettare il protocollo della Prefettura di Roma". "Un protocollo - scrivono - che è stato disposto dopo il disastroso sgombero di Piazza Indipendenza, nel 2017, quando 400 persone furono sbattute per strada. Il protocollo stabilisce censimento e passaggio da casa a casa e si precisa che 'vanno attentamente considerati tutti gli interessi in gioco, tra i quali, tuttavia, la difesa dei nuclei familiari in condizioni di disagio economico e sociale, si colloca in cima alla scala delle priorità'".

"La comunità di Spin Time si è dimostrata estremamente responsabile quella notte - continua il comunicato - cooperando come sempre ha fatto con chi in teoria si stava occupando della sicurezza dei residenti. Ma utilizzare un incendio e un'operazione di soccorso per realizzare di fatto uno sgombero è non solo gravissimo, ma anche pericoloso. Significa piegare una funzione di soccorso e tutela dell'incolumità a finalità di ordine pubblico. E significa mettere a rischio, per il futuro, proprio quella fiducia e quella collaborazione con i soccorritori che durante un incendio possono salvare vite".

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