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Meeting di Rimini, 44 anni dopo Wojtyla un Papa torna alla kermesse

di TMNews venerdì 21 agosto 2026
2' di lettura

Rimini, 21 ago. (askanews) - Quarantaquattro anni dopo Giovanni Paolo II, un Papa torna al Meeting per l'amicizia fra i popoli, alla Fiera di Rimini. Leone XIV arriva domani pomeriggio alla kermesse e alla vigilia cresce l'attesa tra visitatori e volontari. La macchina organizzativa mette a puntino gli ultimi preparativi per quella che già si prefigge una visita storica.

Dopo la visita, in mattinata, nella Repubblica di San Marino, il Papa arriva al Meeting intorno alle 15.00. inizia da qui il tour di Leone ad alcuni padiglioni della Fiera. Prima tappa, la visita alla Mostra su Sant'Agostino.

La curatrice Monica Scholz: "Siamo molto onorati della visita di Papa Leone al Meeting e in particolare onore anche che venga a farci visita. In particolare, quanto riguarda la mostra, non gli siamo molto debitori, perché la chiamata al solio pontificio di un figlio di Agostino ci ha reso Agostino molto familiare e ha fatto nascere proprio il desiderio di incontrarlo. Questa mostra ha il senso di incontrare prima di tutto Agostino e incontrare la sua attualità".

"L'invito della mostra è a immedesimarci nel cammino umano di questo grande padre della Chiesa".

A seguire il Papa visita la mostra su Leon Harmel, considerato da molti storici e teologi il primo industriale ad applicare la dottrina sociale della Chiesa. Poi l'abbraccio al Villaggio Ragazzi.

Ma il momento più atteso è sicuramente il discorso che il Pontefice statunitense rivolgerà ai partecipanti nel grande Auditorium, dove sono attese 10mila persone. Un discorso che lascerà sicuramente il segno, anche nella storia del Meeting.

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Melpignano (Le), 21 ago. (askanews) - Alla Notte della Taranta 2026, in qualità di Maestro Concertatore, Ermal Meta porta l'inedito "Non simu niente", un brano scritto e poi tradotto in dialetto salentino per il concertone contro gli abusi dei potenti e sulla forza della collettività che unisce le sonorità della tradizione della pizzica ai temi del Mediterraneo e delle radici culturale.

"Questa canzone parte da quello che sta accadendo in Albania insomma dalla Flamingo Revolution poi lo vediamo anche quello che sta accadendo qui in Puglia ad Ostuni, ci sono persone che protestano contro questo resort e poi chi se ne frega dei resort? è la terra che conta non il resort di cemento. Lo vediamo anche in Sardegna insomma l'idea era quella di così non di raccontare musicalmente ma di fare qualcosa di fare qualcosa di musicale partendo da quelli ideali".

Da cantautore sul palco di Melpignano ha voluto lanciare un messaggio preciso: "Lo vediamo anche nella musica popolare, lo vediamo nell'unione delle persone, le persone insieme hanno una forza travolgente. Un gruppo di persone, se fai cantare ognuno singolarmente, molto probabilmente se non sono cantanti saranno tutti stonati, ma se si mettono cantare tutti contemporaneamente sono perfettamente accordati fra di loro, perché le persone insieme e il popolo non possono mai stonare, se sono tutti insieme è importante".

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Il rischio, ha spiegato, è che un bene condiviso anche tra più paesi "diventi un fattore in grado di generare frizioni. Noi dobbiamo evitare che questo accada: ecco dove è importante creare una diplomazia, che significa creare dialogo e condizioni che diventino di sviluppo". Un impegno che il Ciheam Bari porta avanti sul tema idrico "dal 1962, perché centinaia di tecnici e funzionari sono stati formati".

Di Terlizzi ha citato il programma della cooperazione italiana in Tunisia, Tanit: "Forse di questi programmi in alcune aree dell'Italia ne avremmo anche bisogno. Dobbiamo far sì che in un paese in cui la valorizzazione delle acque reflue può aumentare in termini di volumi, questi volumi riescano a essere trasferiti in zone dove al momento non c'è produzione e da cui le comunità si sono allontanate perché non avevano la possibilità di creare un proprio futuro".

Portando le acque affinate su quei territori, ha proseguito, "quell'economia gialla, un'economia di altissima resilienza e difficoltà, riceve l'acqua e si trasforma in un'economia verde. Ci saranno nuove produzioni e la possibilità che ritornino le persone e le comunità, facendo rivivere un territorio e offrendo una prospettiva alle nuove generazioni".

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Barrese (Intesa Sp): faremo il più grande piano di assunzioni giovani

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Il contesto, ha spiegato, è "di grandissimo cambiamento: cambiamenti di carattere tecnologico, cambiamenti dal punto di vista ambientale e poi anche le tematiche geopolitiche. In questo contesto quello che si può fare è incentivare la maggiore professionalità di chi lo vuole, e quindi cerchiamo di supportare i giovani che vogliono investire su se stessi attraverso Per Merito, il nostro prestito agli studenti".

Lo strumento, ha aggiunto Barrese, "ha modalità estremamente comode di rimborso: arriva addirittura fino a 40 anni, attraverso la possibilità di sospenderlo fino a tre volte. Lo diamo non soltanto per laurearsi, ma anche per qualunque tipo di percorso professionale e perfino per finanziare vitto e alloggio, qualora uno debba muoversi al di fuori della propria residenza". In media, ha precisato, "sono tra i 5.000 e i 6.000 all'anno gli studenti che possono studiare grazie a Per Merito".

Il secondo binario riguarda le imprese: "Cerchiamo di stimolare le aziende non soltanto a investire sulle macchine, cambiando i loro processi produttivi, ma a farlo tenendo sempre un occhio aperto all'occupazione. Per questo lo scorso anno abbiamo lanciato S-Loan Lavoro, il nostro prestito sostenibile che ha una caratterizzazione incentivata sul prezzo se l'imprenditore assume. Abbiamo registrato 700 milioni di erogazioni solo su questo verticale, con circa 2.000 assunzioni collegate", ha concluso.

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Meeting Rimini, l'abbraccio fra la sorella di Hamel e la madre del killer

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Roseline racconta le ultime ore insieme al fratello, prima di apprendere del suo assassinio; Nassera racconta gli attimi in cui le hanno detto che suo figlio era tra i killer del sacerdote. Anche il giovane morì nell'attentato.

"Il messaggio che Nassera e io rivolgiamo a tutti è che siamo l'esempio che ci si può incontrare per conoscersi meglio, per capirsi meglio, senza giudicarsi. Al di là del dolore, noi due abbiamo osato questo incontro. Al di là della differenza. Fin dal nostro primo incontro non abbiamo nemmeno pensato a questa differenza di religione", dice Roseline, "il perdono è la cosa più difficile che Dio ci chiede. Ma io, insieme alla mia famiglia, abbiamo avuto la grazia di non cedere all'odio, dopo la tragedia. Umanamente era l'odio a vincere, ma la grazia di Dio ha fatto sì di superare questo sentimento. E questo è il primo frutto del martirio di queste persone".

Un messaggio forte anche dalla madre del killer del sacerdote assassinato in Chiesa.

"Bisogna andare verso l'altro. Bisogna osare, osare l'incontro, fare in modo di capire l'altro senza giudicarlo, senza pregiudizi. Dobbiamo poter vivere insieme su questa terra". Vogliamo trasmettere un messaggio di pace, per vivere finalmente in un mondo senza violenza, senza odio e nella pace".

Le due donne, insieme, hanno scritto il volume Sorelle di dolore, insieme a Samuel Llevn. (Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana).

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