Rimini, 24 ago. (askanews) - "Il punto principale è l'incidente di Chernobyl, di cui ricorrono i 40 anni proprio quest'anno: fu uno psicodramma collettivo. Venne pubblicato che le verdure a foglia larga e il latte erano stati contaminati dalla nube, quindi i supermercati, i mercati, i luoghi più familiari a tutte le persone divennero pericolosissimi, e questo ha lasciato una traccia nell'immaginario collettivo". Lo ha detto ad askanews il divulgatore scientifico Lorenzo Pinna, già autore di Superquark, a margine della presentazione al Meeting di Rimini del suo libro in uscita 'Cento anni in compagnia dell'atomo. Una breve storia del nucleare' (Edizioni Ets), nell'ambito dell'incontro 'Quanto è sicuro il nucleare?', in collaborazione con Enea.
Quella paura, ha spiegato Pinna, "è largamente irrazionale, innanzitutto perché i reattori tipo Chernobyl non li avevamo in Occidente. Nei 40 anni da Chernobyl a oggi, nei reattori occidentali, francesi, americani, tedeschi, spagnoli, non è successo nessun incidente. Ci sono 430 reattori in funzione da almeno 40 anni e non è successo niente". Quanto a Fukushima, ha ricordato "un terremoto di nono grado che ha spostato l'asse terrestre di 17 centimetri, con uno tsunami di 14 metri che ha ucciso 20mila persone sulla costa".
"Statisticamente il nucleare è sicuro come le rinnovabili: sono più pericolosi il petrolio, il gas, il carbone", ha aggiunto il giornalista. Poiché in futuro "l'elettricità ci servirà sempre di più, e anche la produzione di idrogeno", secondo il divulgatore "conviene immaginare un futuro energetico dove c'è un mix: rinnovabili, anche maggioritarie, e nucleare, e altre fonti come le onde marine, la geotermia e molte altre".