Jackson Hole (Wyoming), 28 ago. (askanews) - L'inflazione negli Stati Uniti è ancora troppo alta e le condizioni generali del credito non sono certamente restrittive. E' quanto ha affermato il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, durante il suo atteso intervento agli incontri di Jackson Hole, nel Wyoming, una importante riunione informale annuale di banchieri centrali.
"Alcuni settori, come quello immobiliare e quello agricolo, stanno mostrando segni di tensione. Tuttavia, nell'insieme, mi sarebbe molto difficile definire le condizioni finanziarie generali come restrittive", ha detto Warsh, un'osservazione che molti hanno interpretato come una prima indicazione di una possibile stretta nella riunione della Fed di settembre. "La spesa reale dei consumatori si è mantenuta solida nonostante gli shock, registrando un aumento superiore al 2% negli ultimi quattro trimestri", ha precisato.
"Ma per quanto riguarda la stabilità dei prezzi, uno degli aspetti del nostro mandato, i dati sono più preoccupanti", ha detto Warsh. "L'indicatore di inflazione preferito dalla Fed, quello di cui ho parlato in precedenza, ovvero la variazione su 12 mesi dell'indice dei prezzi Pce, si attesta al 3,7 per cento, mentre la variazione su sei mesi è leggermente superiore al quattro per cento. Anche gli indicatori comparabili dell'Ipc Indice dei prezzi al consumo sono elevati, così come lo sono gli indicatori core sia dell'inflazione Pce che dell'Ipc", ha insistito. "Nessuno di questi indicatori è perfetto, ma tutti raccontano una storia simile: l'inflazione è al di sopra del nostro obiettivo del 2%. Pertanto, l'attenzione principale della Fed in questo momento dovrebbe concentrarsi sui prezzi", ha concluso il presidente della Fed.