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Iran-Russia, Putin e Pezeshkian rilanciano l'alleanza strategica

di TMNews martedì 1 settembre 2026
2' di lettura

Bishkek (Kirghizistan), 1 set. (askanews) - Vladimir Putin e Masoud Pezeshkian si sono incontrati a Bishkek, a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. È il loro primo faccia a faccia dall'inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti. Il presidente russo ha ribadito il sostegno di Mosca a Teheran e ha assicurato che la cooperazione economica e commerciale prosegue nonostante il conflitto.

Russia e Iran hanno rafforzato negli ultimi anni i legami militari ed economici. A Bishkek Pezeshkian ha anche indicato nel vertice Sco la prova che altri Paesi non intendono piegarsi all'unilateralismo americano e ha chiesto un ordine mondiale più multilaterale.

"Le relazioni amichevoli tra Russia e Iran - dice Putin - si sviluppano stabilmente in tutti i settori, in linea con lo spirito e la lettera del Trattato di partenariato strategico globale. Come ho detto più volte, in Russia c'è solidarietà con il popolo iraniano. Ammiriamo il vostro coraggio e la vostra tenacia nella difesa degli interessi nazionali". "In questo periodo difficile - prosegue il presidente russo - stiamo cercando di fornirvi l'assistenza necessaria. Ne abbiamo già parlato. Vi stiamo fornendo i beni di cui avete bisogno. Nonostante la situazione politico-militare, manteniamo il ritmo dello scorso anno nelle relazioni commerciali, economiche e nella cooperazione".

"Apprezziamo e vi ringraziamo per le posizioni che avete assunto in ogni fase -afferma il presidente dell'Iran - sia durante i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in tempi normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, alle Nazioni Unite e nelle sedi internazionali. Questo dimostra che la nostra relazione è strategica, non è una relazione ordinaria".

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Droni AI e software militari, Monaco Baviera polo tecnologie militari

Roma, 1 set. (askanews) - Dai droni basati sull'intelligenza artificiale ai software militari all'avanguardia: mentre l'Europa pensa a riarmarsi, a Monaco di Baviera si produce di tutto, con eccellenze come la Quantum Systems, azienda specializzata in droni, e la capitale bavarese che sta vivendo un periodo di forte espansione come polo per le giovani aziende nel settore della tecnologia per la difesa.

Il numero di startup specializzate esclusivamente nel settore della difesa nell'area di Monaco è raddoppiato negli ultimi anni, raggiungendo circa 60 realtà, secondo la Camera di Commercio e Industria locale. Quantum Systems è una di queste. Martin Karkour, Chief Revenue Officer di Quantum Systems:

"Andare sul campo, invitare l'industria a integrare l'attività fisica, testare le attrezzature, verificarne l'idoneità e poi procedere all'acquisto sulla base dei test e degli esperimenti condotti insieme all'industria, per esempio. Pertanto, una cooperazione e una collaborazione più strette tra il governo o le forze armate e l'industria rappresentano, a mio avviso, una parte essenziale degli appalti futuri e delle modalità di acquisto future, basate sulle capacità necessarie e sulla valutazione militare effettuata".

Quantum Systems, fondata nel 2015, fornisce droni alle forze armate ucraine e ad altre forze armate in tutto il mondo e ha ampliato la propria attività a nuovi settori dei sistemi senza pilota, sia terrestri che marittimi. Karkour: "Credo che la quota di bilancio debba essere spostata in modo significativo verso soluzioni autonome o più autonome senza equipaggio. E non mi riferisco solo ai droni volanti, né solo agli elicotteri: mi riferisco in realtà a soluzioni aeree, terrestri, marittime e sottomarine, ai veicoli e al software in grado di collegare le capacità senza equipaggio ma anche quelle tradizionali e più presidiate, ovvero le risorse che abbiamo già dispiegato nelle forze armate".

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Cisgiordania, bulldozer israeliani sradicano decine di ulivi

Arraba (Cisgiordania), 1 set. (askanews) - Bulldozer israeliani hanno sradicato decine di ulivi vicino all'ingresso settentrionale di Arraba, a sud-ovest di Jenin, in Cisgiordania, sotto la sorveglianza dell'esercito. I proprietari dei terreni contestano l'intervento e chiedono spiegazioni. Secondo uno di loro, un soldato avrebbe riferito che l'operazione era autorizzata dopo episodi di lancio di pietre nella zona.

"Hanno sradicato i nostri ulivi, dalla strada fino laggiù. Non ci hanno lasciato niente - dice Nasra Ali Khalil, proprietaria di un terreno - Questi ulivi sono stati piantati 70 anni fa. Perché li hanno sradicati, e anche quelli più avanti lungo la strada? Gli ulivi sono terroristi? I soldati hanno detto che ci sono terroristi. Dove sono questi terroristi? Gli alberi sono terroristi? Le olive sono terroriste? Guardate, sono carichi di frutti. Li abbiamo cresciuti come cresciamo i nostri figli. Perché li hanno sradicati?".

"Ho chiesto al soldato israeliano che cosa stessero facendo e mi ha detto che avevano un'autorizzazione per sradicare gli ulivi -spiega Nasser Fari, un altro proprietario di un terreno - Ma nessuno mi ha spiegato che tipo di autorizzazione fosse. Perché? Che cosa hanno fatto loro gli ulivi? Ha detto che qualcuno aveva lanciato pietre qui vicino, ma io gli ho risposto che vivo qui da 60 anni e non è mai stata lanciata contro di loro nemmeno una pietra".

Abdullah Fari, anche lui proprietario di un terreno, descrive la situazione: "Da questa mattina stanno sradicando e distruggendo gli ulivi, dopo aver già distrutto i negozi. Adesso sono venuti per gli ulivi. Perché? Guardateli, sono carichi di frutti. Li stanno sradicando da questa mattina dicendo che hanno ricevuto ordini. Quali ordini? Perché?".

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La Cina fa la voce grossa per presenza Taiwan a forum Pacifico

Roma, 1 set. (askanews) - Ci saranno "conseguenze" per la partecipazione del ministro degli Esteri taiwanese, Lin Chia-lung, alla cerimonia di apertura del 55esimo Forum delle Isole del Pacifico, composto da 18 membri, a Palau, Stato Insulare nel Pacifico occidentale. Ad affermarlo è stato l'inviato cinese per il Pacifico, Qian Bo, che rispondendo alle domande dei giornalisti a Koror ha detto:

"Ci saranno sempre delle conseguenze. Sappiamo tutti che questo è un dato di fatto. Non sarebbe dovuto accadere. Riteniamo che sia del tutto inappropriato agire in questo modo".

"Qual è la minaccia?", gli chiede un giornalista. "No, non è una minaccia. In quanto Stato sovrano, avremo certamente le nostre preoccupazioni, come qualsiasi altro Paese", ha sostenuto l'inviato, ricordando che "Taiwan non è un partner di dialogo per il forum" e di aver espresso "molto chiaramente la nostra posizione al governo di Palau e al Segretariato".

"Non credo che dovremmo scendere a compromessi solo a causa del bullismo della Cina. Solo i 18 membri del Forum delle Isole del Pacifico possono prendere decisioni collettive, e lo fanno per consenso", ha replicato il ministro degli Esteri di Taiwan, Lin Chia-Lung, in conferenza stampa a Palau, in occasione del vertice dei leader del Forum delle Isole del Pacifico.

"Negli ultimi anni, la Cina ha rapidamente ampliato la propria influenza e ha ulteriormente intensificato le proprie attività militari nel Pacifico", ha ricordato Lin, sottolineando l'incapacità del Forum di concordare una dichiarazione congiunta che condannasse il test missilistico cinese del mese scorso.

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Nasce al parco Natura Viva l'unico baby ippopotamo d'Italia dal 2021

Bussolengo (Vr), 1 set. (askanews) - All'età record di quasi 55 anni, da ippopotama più anziana d'Europa, Camilla ha dato alla luce il suo 15esimo figlio al parco Natura Viva. di Bussolengo. A rischio di estinzione secondo la Lista Rossa IUCN, il piccolo è l'unico nato in Italia negli ultimi 5 anni. A dieci giorni di vita, trascorre il suo tempo allattando sott'acqua e cimentandosi nei primi incerti passi fuori dal laghetto, per seguire la madre. I due, circa 2.500 chili lei e 50 lui, vivono con la propria famiglia e con un gruppo di antilopi nyala, che ospita anch'esso due nuovi nati. Tuttavia, a nessuno è permesso avvicinarsi al nuovo arrivato, né in acqua né fuori, e sarà così ancora per le prossime settimane.

"Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena 3 anni dopo l'apertura del primo safari", ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva. "È con noi da cinquant'anni, ha seguito tutta l'evoluzione del parco dai primi anni della sua apertura ai giorni nostri e l'abbiamo vista allevare già 14 piccoli, con una dedizione impeccabile. Ma a questa età, che è già oltre l'aspettativa di vita di un ippopotamo, nessuno avrebbe mai pensato che fosse addirittura ancora in grado di riprodursi". Eppure, la biologia sa stupire. "Dopo 8 mesi di gravidanza, Camilla ha partorito autonomamente in acqua. Non si è mossa dal laghetto per i primi 3 giorni di vita del piccolo e ha iniziato a uscire per mangiare solo quando lui è stato in grado di seguirla, nonostante l'andatura incerta e lo sforzo dei primi giorni di vita. È l'acqua, infatti, l'ambiente d'elezione dell'ippopotamo, che in natura è più sicuro della terraferma. E quando il piccolo è stanco, Camilla si immobilizza offrendogli il muso come appoggio, in modo che lui possa tenersi a galla senza fatica risparmiando preziose energie. Così, mentre a un occhio inesperto possono sembrare un unico grande sasso che affiora dall'acqua, i due restano immobili per molte ore, per proteggersi anche dal sole, rinfrescandosi. Ed è proprio dalla disponibilità di acqua che dipende la sopravvivenza di questa specie anche in natura", conclude Sandri.

Nei 39 Paesi africani in cui è ancora presente, l'ippopotamo continua a perdere terreno sotto la pressione dell'uomo: alla riduzione e frammentazione degli habitat d'acqua dolce si aggiungono l'inquinamento, le attività estrattive e la caccia per l'avorio dei grandi canini e incisivi. Un commercio, quest'ultimo, che ha acquistato ulteriore valore con le restrizioni imposte all'avorio di elefante, facendo dei denti dell'ippopotamo una delle principali alternative presenti sui mercati internazionali. Tra il 2009 e il 2018, il commercio internazionale registrato dalla CITES ha riguardato parti e derivati riconducibili a circa 13.900 ippopotami.

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