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"The Gentlemen 2", Castellitto e Porcaroli alla corte di Guy Ritchie

di TMNews giovedì 3 settembre 2026
1' di lettura

Roma, 3 set. (askanews) - C'è molta Italia nella seconda stagione di "The Gentlemen", appena arrivata su Netflix. Nei nuovi episodi della serie di enorme successo ideata e diretta da Guy Ritchie, infatti, nobiltà e mafi italiana fanno affari con quelle britanniche. Le vicende del Duca di Halstead interpretato da Theo James e della sua sodale Susie Glass, figlia del boss Bobby Glass, tra il 2024 e il 2025 avevano avuto ben 100 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. Ora i loro giro d'affari arriva sulle sponde del lago Maggiore, con i nuovi protagonisti interpretati da Sergio Castellitto, Bendetta Porcaroli e Michele Morrone.

E intanto Ritchie, geniale regista britannico che sa unire generi, toni, narrazioni diverse, ha confermato che girerà una terza stagione. A proposito del lavoro fatto con lui Castellitto ha raccontato: "Guy è un artista, un autore ed è un artigiano, che è forse il complimento più bello che, quando me lo fanno, io ricevo. Ha la capacità di lavorare sull'immediatezza, su ciò che si intravede, si intuisce, l'attore possa. e poi lascia il guinzaglio lungo, cioè consente all'attore di muoversi dentro una gabbia". Bendetta Porcaroli ha detto: "Ha un grande senso dell'ironia e io trovo che sia una qualità molto importante, riesce a mischiare il thriller e tutta quella tensione a delle cose anche filo-grottesche, con una profonda ironia. Quindi è una serie dove ti diverti, hai paura e ridi anche".

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Milano, 3 set. (askanews) - Le immagini diffuse dalla televisione nazionale iraniana il 3 settembre mostrano, a detta dell'emittente, lanci di droni diretti contro basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.

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Venezia, Rooney e Kate Mara gemelle per Herzog: esperienza unificante

Venezia, 3 set. (askanews) - Due sorelle unite in tutto, al punto da parlare e muoversi all'unisono, condividere i sogni e l'amore per lo stesso uomo, Orlando Bloom, che poi otterrà un ordine restrittivo nei loro confronti, aprendo una vicenda giudiziaria tra tribunali e stampa, fino a portarle a intraprendere un percorso surreale alla ricerca del vero amore.

Il regista tedesco Werner Herzog dopo il Leone alla carriera è tornato a Venezia con "Bucking Fastard" in Concorso, con le due sorelle Rooney e Kate Mara. Un ritorno al cinema di finzione per il maestro, prendendo spunto dalla vicenda delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin degli anni '80, ma è stata solo un'ispirazione precisa Herzog.

"Il film è tutto inventato, parla di fantasia, sogni, le due sorelle fanno lo stesso sogno nella stessa notte... Sono alla ricerca di un luogo, che è interiore...

È un film unico nella storia del cinema". Le sorelle Mara sono per la prima volta sul grande schermo insieme.

"Ci siamo ritrovate a giocare insieme come non facevano da quando eravamo bambine, è stata un'esperienza così divertente" ha detto Rooney. E Kate ha aggiunto: "È stato magico, indossavamo gli stessi vestiti, mangiavamo nello stesso momento, lo stesso cibo, pronunciavamo le stesse parole, è stata un'esperienza davvero unificante, qualcosa di diverso da qualsiasi altra abbiamo mai sperimentato".

"I film normalmente presentano ostacoli - ha aggiunto Herzog - questo è stato uno dei due o tre film tra tutti quelli che ho fatto in cui posso dire che non poteva andare meglio".

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San Francisco è tornata la Golden City, gettonatissima dalle big tech

San Francisco, 3 set. (askanews) - Tutti ne parlano. Tra tecnologie avanzate galoppanti e qualità della vita, San Francisco ha riconquistato il primato di mercato immobiliare con gli affitti più cari degli Stati Uniti d'America, parallelamente al boom dell'intelligenza artificiale e a flussi turistici sempre più importanti. Il tutto sta spingendo i canoni di locazione ancora più in alto. Già perché la ricchezza generata dall'intelligenza artificiale sta alimentando la frenesia del mercato immobiliare. E dal Wall Street journal alla Cnn, passando per Axios, tutti i grandi media lo hanno sancito con ampia copertura giornalistica.

Se solo pochi anni fa San Francisco era il simbolo nazionale del declino urbano post-pandemia, oggi è tornata la Golden City. Una città che resta contemporaneamente terra da esplorare per il turista urbano, affamato di grattacieli, ma anche per chi ama le escursioni nella natura o chi cerca le nuove tendenze culturali, dalla musica all'arte contemporanea. Moltissimi i percorsi consigliati da Brand Usa, da Visit California e Visit San Francisco.

Nata durante la corsa all'oro, molto prima che qualcuno immaginasse i computer tascabili, la Bay Area è capitale mondiale della tecnologia, dove i ragazzini per Natale in genere chiedono un computer da assemblare. Un mix di tempismo, talento, pura ostinazione ma anche capacità di prendere la vita in maniera più rilassata. La città che ci ha regalato di tutto, dal mouse del computer a Instagram, non aveva pianificato di diventare il polo mondiale dell'innovazione: ha semplicemente continuato a dire di sì a idee folli che, in qualche modo, si sono rivelate vincenti.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Immagini askanews, archivio, AFP

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Clima, "Abbiamo rescisso il contratto di abitabilità con la Terra"

Milano, 3 set. (askanews) - Le Nazioni Unite hanno alzato bandiera bianca: l'UNEP ha ufficialmente dichiarato che non sarà possibile contenere l'aumento delle temperature a 1,5 gradi centigradi rispetto all'epoca pre-industriale. In sostanza si è dichiarato che gli obiettivi climatici che si erano posti a Parigi non saranno raggiunti. Abbiamo commentato questa notizia, di portata globale e potenzialmente dirompente, con Ferdinando Cotugno, scrittore e giornalista, tra i più lucidi esperti di crisi climatica.

"Vuol dire - ci ha detto - che il fallimento di dieci anni fa oggi è la nostra migliore opzione possibile, il miglior scenario possibile, quindi l'ONU e l'UNEP ci danno una traiettoria, ed è il miglior scenario di oggi ossia superare la definizione di overshoot, quindi superare la soglia di sicurezza, starci molto poco al di sopra e per poco tempo e poi ritornare al di sotto. Però per fare questo servono due cose che al momento non abbiamo: la prima è una grande e fortissima volontà politica di mettere questo aspetto come priorità assoluta, e non mi sembra quello che sta accadendo. In secondo luogo tecnologie che al momento sono soltanto prototipali. Tecnologie per rimuovere la CO2 dall'atmosfera, perché se noi non cominciamo a rimuovere la CO2 dall'atmosfera l'overshoot non sarà né limitato nel tempo, né limitato nei decimi di grado".

Lo scenario quindi è sempre più complesso e gli spazi di manovra sempre più limitati. "Questa - ha aggiunto lo scrittore - è una lettera di rescissione del nostro contratto di abitabilità sulla Terra con tre decenni di previsto, nessuna cauzione restituita".

Detto questo, al di là dei negazionismi e dei forti interessi economici in campo, c'è una realtà con la quale occorre confrontarsi. "Dobbiamo uscire anche dalla retorica dell'ultima possibilità - ha detto ancora Cotugno - era trent'anni fa l'ultima possibilità, era vent'anni fa, era dieci anni fa, ora siamo in questa realtà e in questa realtà noi dobbiamo capire che la nostra vita e le nostre condizioni di vita sono frutto delle nostre scelte. Lo scenario è che le nostre scelte sono state solo parzialmente corrette, quindi la transizione è in atto, è anche in atto su una scala impetuosa, però non è la transizione che serve alla terra, è forse la transizione che serve all'economia, è la transizione che serve alla geopolitica, non è la transizione che serve alla realtà fisica di questo pianeta".

Un altro aspetto cruciale del ragionamento sulla crisi climatica è la mancanza di un discorso culturale reale sul tema, l'assenza di filosofi che possano offrire prospettive di pensiero su vasta scala, forse anche questa sarebbe un'urgenza del momento. "Mancano gli strumenti culturali, mancano proprio le chiavi per dire quali sono le nostre priorità per ridefinire le nostre priorità come civiltà - ha concluso Ferdinando Cotugno - manca un discorso di civiltà. Secondo me in questo momento a livello intellettuale se vogliamo proprio fare questo discorso abbiamo bisogno di pensatori dell'impensabile, pensatori e pensatrici dell'impensabile".

Anni fa Jonathan Franzen scriveva della "fine della fine della Terra", era certamente un pensiero lucido: il pianeta andrà comunque avanti: la questione è la nostra vita su questo pianeta, dove le condizioni di possibilità vanno assottigliandosi sempre più. Il cambiamento climatico, come ha detto Timothy Morton, è un iperoggetto non umano, per questo è indispensabile che gli uomini imparino a pensarlo in termini diversi. (Leonardo Merlini)

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