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Tajani: preoccupa la Russia e bloccare i suoi attacchi, non Vannacci

di TMNews venerdì 4 settembre 2026
2' di lettura

Cernobbio (Co), 4 set. (askanews) - "Io mi preoccupo di quello che fa la Russia, basta leggere qualche libro di storia per capire cos'è la 'dezinformatzija'. Quando ci sono vicende personali bisogna dimostrare le cose, io spero che sia assolutamente falso quello che ha detto questo importante giornale. Il problema è la Russia, non è Vannacci o altri". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a chi gli chiedeva, a margine del forum Ambrosetti, un commento all'articolo in cui il Financial Times sostiene che Vannacci sia un 'cavallo di Troia' della Russia in Italia.

"Il problema è la Russia, come intende intervenire per attaccare la vita democratica dei paesi europei - ha proseguito Tajani - abbiamo visto cosa è successo in Germania, abbiamo visto cosa è successo in Italia, abbiamo espulso due spie russe, due addetti militari qualche settimana fa perché stavano cercando di corrompere alcuni funzionari a riposo dell'intelligence. Quindi vuol dire che siamo sotto pressione, non è una novità, la dezinformatzija e lo spionaggio sono cose che fanno parte di un certo tipo di cultura - ha spiegato - ma noi abbiamo il dovere di innalzare i muri protettivi per la nostra democrazia. Siamo vigili, non ci facciamo certamente intimorire".

"L'importante è avere gli strumenti politici, scientifici e tecnologici per reagire a questi attacchi - ha concluso Tajani . "Bloccare gli attacchi cibernetici, bloccare la guerra ibrida che non è soltanto di tipo tecnologico, ma grazie anche all'azione dell'intelligence grazie, alla collaborazione tra i paesi dell'Unione Europea siamo in grado di vincere anche questa sfida".

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"Il Pnrr, cioè il più grande piano di investimenti dal dopoguerra dopo il piano Marshall, è finito di fatto il 30 giugno ed è stato un volano fondamentale per l'economia degli ultimi anni. Le utility, insieme, possono investire nei prossimi anni 33 miliardi all'anno arrivando agli 800 miliardi da qui al 2050", ha detto Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. "In parte questi investimenti sono evidentemente in corso. Quello che serve è sicuramente un percorso di autorizzazione più snello, e questo passa anche molto tramite le amministrazioni locali, e una programmazione di medio di medio periodo, dove per medio periodo intendo dieci anni non due, per consentire alle aziende di programmare gli investimenti".

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