Afghanistan, Emergency: madri ancora senza cure sufficienti
Reggio Emilia, 7 set. (askanews) - In Afghanistan l'accesso alla salute materna è migliorato, ma per molte donne il percorso di cura resta difficile. Gli ostacoli possono essere logistici, economici, sociali e culturali: cliniche troppo lontane, farmaci non sostenibili, decisioni che spesso coinvolgono l'intera comunità. Lo dice Francesca Bocchini, coordinatrice ufficio advocacy Emergency, che al Festival dell'ong a Reggio Emilia ha presentato il suo rapporto sulla salute materna nel Paese.
"Le difficoltà che le donne afgane incontrano lungo il loro percorso di cura - spiega - possono essere di diversa natura: possono essere logistiche perché una clinica è troppo distante, possono essere economiche perché non hanno i soldi per permettersi i farmaci o possono essere sociali e culturali. Quello che abbiamo scoperto con questo rapporto è che la dimensione della cura è collettiva e comunitaria in Afghanistan, per cui le donne si trovano molto spesso, come gli altri membri della propria comunità, a mediare tutte queste esigenze. Nonostante abbiamo rilevato un miglioramento nell'accesso ai servizi sanitari per partorire, tante donne decidono ancora di partorire in casa proprio per queste ragioni e anche le cure prenatali, anche se sono migliorate, sono ancora molto limitate. Anche nelle nostre strutture solo l'11% delle donne, per esempio, completa le quattro visite raccomandate necessarie. Quindi crediamo che sia sempre più importante continuare a investire nella salute materna e neonatale in Afghanistan e nella salute in generale".