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Venezia, El-Toukhy: troppo poche donne in concorso

di TMNews lunedì 7 settembre 2026
2' di lettura

Venezia, 7 set. (askanews) - Alla Mostra di Venezia, May El-Toukhy è una delle sole due registe nella competizione principale. La regista danese-egiziana presenta "Woman Unknown", storia di una futura sposa danese che cerca di nascondere un segreto di guerra: una relazione con un nazista durante l'occupazione tedesca della Danimarca nella Seconda guerra mondiale.

Nella selezione iniziale El-Toukhy era l'unica donna tra venti registi uomini. Un secondo film diretto da una donna è stato aggiunto successivamente al concorso.

"Mi sarebbe piaciuto avere più colleghe donne in concorso - dice May El-Toukhy -. Questo non significa che far parte di una comunità di soli uomini mi faccia sentire sola, perché ho quattro fratelli, sono cresciuta con molti uomini e ragazzi. Sono stata anche l'unica donna in moltissimi contesti diversi, quindi non mi fa sentire sola. Ma mi sarebbe piaciuto avere più colleghe donne in concorso e spero che questa situazione in cui ci troviamo ora, nel 2026, con queste conversazioni, possa contribuire a cambiare le cose".

"Una delle osservazioni era: non mi sembra di conoscerla, non mi sembra di conoscere Marie, vorrei conoscerla ma non credo di riuscire ad accedere a lei e penso che questo sia un problema - osserva la regista di "Woman Unknown"- E io ho pensato: forse non è un problema. Forse è perché lei è molto brava a nascondere chi è, e questa è diventata la sua strategia di sopravvivenza. È questo che mi ha ispirato a chiamare il film Woman Unknown".

"Ha imparato a essere la perfetta donna di casa, la fidanzata perfetta, la brava amante, la brava madre. Riesce a entrare in tutti questi ruoli per attraversare la vita e non essere vista. È quasi una donna invisibile, e l'ho trovato molto interessante", spiega Mathilde Arcel, l'attrice di "Woman Unknown".

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Polonia, robot in piazza: "Regole sull'IA prima che sia tardi"

Varsavia, 7 set. (askanews) - Circa trenta robot hanno sfilato davanti al ministero degli Affari digitali a Varsavia, con bandiere e slogan diffusi dagli altoparlanti.

La manifestazione è stata organizzata dall'iniziativa Democratism per aprire un dibattito sull'impatto dell'intelligenza artificiale e della robotizzazione sul mercato del lavoro, e sulla possibile sostituzione dei lavoratori.

Agibot A3, robot umanoide con intelligenza artificiale: "Mi chiamo Agibot A3 e sono un robot umanoide gestito da Delta Robots. Non sto protestando, perché Democratism non è un movimento contro i robot o contro l'intelligenza artificiale. I robot presenti qui servono a mostrare che questa tecnologia è già una realtà, mentre lo scopo dell'evento è discutere le regole della sua applicazione".

Grzegorz Kulis, organizzatore della manifestazione: "Non dico che il ministero non stia facendo nulla per regolare quello che accade con l'intelligenza artificiale e la robotica umanoide, ma crediamo che non stia facendo abbastanza. Vogliamo affrontare in particolare la possibile sostituzione delle persone, sia con robot umanoidi sia con l'intelligenza artificiale nei lavori cognitivi, perché pensiamo che il ritmo e la dinamica dello sviluppo di questi modelli siano così rapidi che, se non agiamo adesso, presto potremmo avere un problema e, per così dire, potrebbe essere troppo tardi".

Krzysztof Gawkowski, ministro polacco per gli Affari digitali: "Un'intelligenza artificiale non controllata potrebbe portare a una situazione in cui non sono più gli esseri umani a prendere le decisioni, ma gli algoritmi. Sostengo iniziative come questa, perché penso che anche come società dobbiamo diventare più consapevoli del fatto che quella che oggi può sembrare una semplice riga di codice in un modello linguistico, per esempio usato da una chat, ha dietro miliardi di dollari investiti in infrastrutture di calcolo e data center".

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Innovazione didattica e valori dello sport, Luiss accoglie i nuovi studenti

Roma, 7 set. (askanews) - Con un'offerta formativa sempre più "di frontiera" e fortemente innovativa, caratterizzata da attività e modelli di apprendimento esperienziali all'avanguardia, l'università Luiss ha festeggiato i suoi nuovi studenti con la tradizionale Cerimonia di Benvenuto alla Matricole, momento culminante della Freshers' Week, la settimana dedicata all'accoglienza e all'orientamento dei neoiscritti, circa 4mila quest'anno. Incremento delle domande d'ammissione, vocazione sempre più globale e sinergia con il mercato del lavoro sempre più stretta: sono i risultati che confermano la Luiss al primo posto tra le grandi università non statali nella classifica Censis 2026 e che, nel Ranking Financial Times Masters in Management 2026, hanno portato l'ateneo al 30mo posto al mondo per il corso di Laurea Magistrale in Management e al 18mo per quello in Corporate Finance, conquistando il 1° posto in Italia.

Paolo Boccardelli, Rettore Luiss: "Siamo in una fase di grandissimo cambiamento del mercato del lavoro, della formazione, degli assetti istituzionali, geopolitici, la politica stessa è in una fase di cambiamento e noi abbiamo il dovere morale di aiutare questi giovani ad affrontare queste sfide con la consapevolezza delle loro capacità, delle loro personalità e dei loro ruoli. E lo facciamo con un approccio molto innovativo, perché abbiamo deciso di abbracciare in maniera decisa l'innovazione tecnologica, le frontiere dell'intelligenza artificiale, ma in maniera positiva".

L'evento ha riunito i vertici dell'Ateneo, tra cui il Direttore Generale Rita Carisano, i docenti dei diversi Dipartimenti e alcuni studenti-atleti, protagonisti del mondo sportivo italiano. I valori dello sport, infatti, oltre all'innovazione didattica, sono fondamentali per la crescita degli studenti, come ha sottolineato il Presidente FIGC Giovanni Malagò. La Luiss offre infatti anche il modello "Dual Career", che consente di coniugare per gli studenti-atleti l'attività agonistica di alto livello con un percorso di laurea triennale e magistrale.

Lucrezia Ruggiero, Top Athlete Luiss, nazionale italiana nuoto artistico e sincronizzato: "Abbiamo questa grandissima opportunità: io stessa mi sono laureata in Giurisprudenza a novembre. Il progetto della Dual Career della Luiss Sport Academy ci permette di studiare e fare sport allo stesso tempo e questo farà in modo che, quando la nostra carriera sportiva terminerà, avremo qualcosa di pronto a sostituirla".

L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei percorsi di studio, una partnership con Google for Education, moduli certificati in blockchain e due nuovi assistenti virtuali sono le novità di quest'anno, ma l'obiettivo della Luiss resta coniugare le competenze tecniche degli studenti a valori etici, responsabilità e spirito di squadra.

Giorgio Fossa, Presidente Luiss: "La Luiss deve far sì che oltre allo studio ci siano i valori che sono tipici di questa università dentro di loro e soprattutto ricordare che la Luiss può aprire le porte, ma le porte poi le devono attraversare loro".

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Venezia, arriva la Global Sumud Flotilla: portiamo bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) - Accolta dal grido "Free free Palestine" una barca della Global Sumud Flotilla è arrivata anche alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta, "Palestine".

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l'imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

"La bandiera palestinese è stata issata a bordo dell'imbarcazione per onorare i registi dei film palestinesi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia di quest'anno.

La bandiera palestinese sventola al Lido di Venezia!", hanno detto gli attivisti dopo le polemiche per la mancanza del vessillo alla kermesse. "La Biennale può esporre soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano" ha dichiarato pochi giorni fa il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera.

Maria Elena Delia, portavoce per l'Italia della Global Sumud Flotilla: "Per noi oggi era molto importante questa azione, ovviamente simbolica, che però è nelle nostre corde, perché le barche fanno parte della nostra identità, perché questa è una scena internazionale e soprattutto è una scena in cui c'è creatività, c'è arte, comunicazione e mai come in questo momento questa scena potrebbe veramente decidere di fare la cosa giusta e parlare di quello che succede in Palestina, che poi non è altro che lo specchio di tutta un'altra serie di ingiustizie che vediamo accadere nel mondo dove ci sono degli abusi di potere".

Presente anche l'attrice Irene Maiorino: "Sono qui come persona, come umano, dobbiamo risvegliare un po' le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca".

E il regista di "Citizen Osama, di Gaza, Ahmed Hassouna, presentato alla Mostra ha detto: "Siamo qui non solo per combattere per la bandiera, siamo qui per fermare il silenzio, è molto importante. Voglio che tutti capiscano che l'occupazione israeliana non sta uccidendo solo i palestinesi a Gaza ma l'umanità a Gaza, stanno uccidendo ognuno di voi come essere umano a Gaza".

Gli attivisti della Flotilla si preparano a intraprendere nuove missioni a ottobre e i rappresentanti del collettivo Venice4Palestine hanno organizzato, sempre a Venezia, l'8 settembre un panel sulla complicità culturale presso Casa degli Autori.

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Venezia, Irene Maiorino: un'ingiustizia che manchi bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) - "Sono qui come attrice ma in realtà sono qui veramente come persona, come essere umano, dobbiamo risvegliare un po' le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca, qui ci sono due film che sono di origine palestinese, la terra di origine di questi film è la Palestina quindi io oggi passavo e vedevo che mancava questa bandiera, è veramente un'ingiustizia: chiediamo anche che a Israele venga comunque riservato un trattamento diverso".

Così Irene Maiorino, la Lila della quarta stagione della serie "L'amica geniale", presente all'arrivo di una barca della Global Sumud Flotilla alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta: "Palestine".

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l'imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

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