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Netanyahu in visita in Siria: Iran "vicino alla sconfitta"

di TMNews mercoledì 9 settembre 2026
1' di lettura

Milano, 9 set. (askanews) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, durante una visita alle truppe israeliane nel sud della Siria, che la Repubblica islamica iraniana è sull'orlo del collasso, mentre i combattimenti nella guerra in Medio Oriente, giunta al sesto mese, si intensificano.

"Non permetteremo a nessun esercito terroristico di insediarsi al nostro confine, e questo è uno dei grandi successi che abbiamo ottenuto nella 'Guerra della Resurrezione' la guerra iniziata il 7 ottobre . E da questi traguardi, c'è ancora del lavoro da fare: il compito principale è abbattere il regime terroristico in Iran. Ci siamo molto vicini. Sappiamo che l'intero asse alla fine crollerà. Ci impegniamo a farlo, e lo faremo", ha dichiarato Netanyahu.

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Venezia, il regista dissidente russo Khrzhanovsky: sto con l'Ucraina

Venezia, 9 set. (askanews) - Il regista dissidente russo Ilya Khrzhanovsky sfila sul red carpet con le attrici Radmila Shchogolieva e Maria Nafpliotou per "Dau", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia in Concorso. Il film, che si ispira alla storia dei fisici che costruirono la bomba atomica sovietica, era stato contestato dal ministero della Cultura e degli Affari Esteri ucraini. Sul tappeto rosso anche Marina Abramovic, con una rosellina bianca in mano.

Il film segue le vicende di un brillante fisico di origine greca in Unione Sovietica, per quattro decenni, dal 1918. E a proposito delle polemiche sulla sua partecipazione alla Mostra, il regista ha detto di aver sempre avuto una posizione chiara sul conflitto in Ucraina:

"Personalmente sono dalla parte Ucraina ed ero dalla loro parte anche prima dell'invasione completa, anche quando avevano iniziato con la Crimea. Ma penso che gli ucraini siano sotto pressione a causa della guerra. Possono fare qualsiasi passo, possono commettere errori, non voglio giudicarli. Voglio dire, devo rispondere sulla mia posizione perché penso che sia un errore. Inoltre, nella dichiarazione c'erano molte cose di fatto non vere, ma non voglio giudicare, penso alla pressione che stanno subendo a causa di questa sanguinosa guerra" ha dichiarato il regista.

Il governo ucraino aveva contestato in particolar modo il finanziamento del film da parte di un oligarca russo, colpito dalle sanzioni di Kiev e di Washington. L'opera è frutto di una coproduzione internazionale e il regista ha chiarito che il finanziamento risale al progetto iniziale di molto tempo fa, in anni, ha detto, "che erano diversi, il film poi ha preso un'altra strada ed è rimasto in sospeso a lungo" ha sottolineato. "Spero in cose migliori, ma non vedo alcun quadro luminoso nei prossimi almeno 10 anni".

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Corsa allo spazio, l'astronauta Pesquet: Ue non può stare ai margini

Parigi, 9 set. (askanews) - Secondo l'astronauta francese Thomas Pesquet, l'Europa non può permettersi di "restare in disparte" nella corsa allo spazio. Intervenendo all'apertura dell'International Space Summit a Parigi, Pesquet e il collega Arnaud Prost hanno sostenuto che l'Ue possiede le competenze tecnologiche, il talento scientifico e la capacità industriale per svolgere un ruolo di primo piano nell'esplorazione spaziale, ma devono agire adesso.

"Questa un'opportunità per l'Europa, oggi è il momento di unirsi, non possiamo restare ai margini, abbiamo tutti i mezzi per avere successo nello spazio, siamo leader nella tecnologia, abbiamo le università, i laboratori, le aziende, le agenzie spaziali. Bisogna prendere le cose in mano, lavorare ancora più uniti, conquistare ancora più autonomia e poi andare avanti. Non c'è altra scelta", ha detto.

"Sarebbe comunque bello poter andare come europei nello spazio: un veicolo europeo, un equipaggio europeo e poi i nostri valori. Forse noi facciamo le cose un po' diversamente. Lo spazio viene spesso considerato un bene comune in Europa, non è la stessa cosa ovunque. Vorremmo portare questi valori un po' più in alto".

L'incontro di due giorni, a cui partecipano rappresentanti di 120 paesi, si svolge in un momento in cui l'Europa cerca di definire il proprio futuro nel settore, tra le grandi potenze e un numero crescente di aziende spaziali private.

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Google, in Finlandia il più grande investimento europeo

Milano, 9 set. (askanews) - Google punta sulla Finlandia per potenziare le infrastrutture per l'AI, con quello che la società definisce il più grande investimento mai realizzato in Europa. Il gruppo americano ha annunciato 13 miliardi di euro nei prossimi due anni per nuove infrastrutture digitali ed energetiche, a partire dai data center destinati anche a sostenere i modelli di intelligenza artificiale.

Il piano rafforza una presenza iniziata oltre quindici anni fa. Google amplierà il grande sito di Hamina, dove è già attivo uno dei suoi principali poli europei, e aprirà nuovi data center in altre aree del Paese. La Finlandia è diventata una destinazione sempre più attrattiva grazie al clima freddo, che aiuta a ridurre i costi di raffreddamento, e a un sistema elettrico competitivo.

"Questo dimostra che in Finlandia abbiamo fatto le scelte giuste - ha dichiarato il primo ministro finlandese Petteri Orpo - Abbiamo investito in una delle migliori reti elettriche al mondo e nell'intero sistema energetico. Abbiamo formato una forza lavoro altamente qualificata e questo ci rende un Paese all'avanguardia nella digitalizzazione e nell'intelligenza artificiale".

A Hamina Google dispone già di sette data center e ha investito circa quattro miliardi e mezzo di euro. La nuova espansione avrà però anche un forte impatto sui consumi: l'operatore della rete Fingrid prevede un aumento della domanda elettrica del 40% nei prossimi anni, alimentando anche timori sui costi dell'energia e sull'impatto ambientale.

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Andy Burnham su Cisgiordania: leadership è agire contro ingiustizia

Londra, 9 set. (askanews) - Il primo ministro britannico Andy Burnham difende il divieto imposto dal suo governo sul commercio con gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, dopo che Israele ha reagito alla mossa ordinando la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.

"Dove le persone vengono costrette con la forza ad abbandonare le proprie case e subiscono intimidazioni, noi staremo sempre dalla parte dei più deboli e adotteremo tutte le misure possibili per sostenerli", ha dichiarato Burnham al Parlamento. "Questa è leadership sulla scena mondiale: la Gran Bretagna che rimane fedele ai propri principi di sempre. Questo è ciò che il governo britannico e il popolo britannico si aspettano da noi, ed è ciò che questo governo farà".

"Da decenni, da questo banco dei ministri, politici conservatori e anche laburisti hanno parlato dell'importanza della soluzione a due Stati tra Israele e Palestina - ha aggiunto -

le parole di qualsiasi politico sulla soluzione a due Stati rimarranno solo parole se non sono sostenute dai fatti

e la leadership consiste nell'agire dove c'è ingiustizia".

Martedì, 12 paesi tra cui Gran Bretagna, Canada e Francia hanno annunciato che avrebbero sanzionato gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, a seguito di un'ondata di attacchi da parte dei coloni contro i palestinesi.

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