Sensualità e incanto muliebre, è "Frank Horvat" a Terme di Caracalla
Roma, 10 set. (askanews) - Tra sensualità e incanto muliebre, "Frank Horvat" alle Terme di Caracalla celebra il lavoro del grande fotografo, noto per essere il "fotografo intellettuale", pioniere nella sperimentazione delle nuove tecnologie digitali - si dice sia stato il primo a usare photoshop - scomparso a 92 anni nel 2020, che sarebbe stato senz'altro felice di vedere 72 suoi scatti esposti nel complesso termale, grazie alla mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma su organizzazione di Electa, che resterà aperta dall'11 settembre al 10 gennaio 2027.
Tra i curatori la figlia dell'artista, Fiammetta Horvat, affiancata dall'ultima assistente del fotografo, Mathilde Oudin, (Studio Frank Horvat), che conserva e gestisce il suo archivio completo, rimasto intatto nella sua casa vicino a Parigi:
"È un po' un sogno essere qui. Abbiamo scelto tre serie, che erano già curate da lui, era un progetto di ritratti, in cui siamo ora, che è molto legato alla storia dell'arte, un omaggio alla bellezza delle donne attraverso la storia dell'arte, della pittura", ha spiegato ad askanews.
"Tutta la sua vita, sua madre era molto importante, era psicologa, tutta la sua vita ha fatto un dialogo con sua madre, anche attraverso le altre donne", ha aggiunto Fiammetta Horvat.
Fiammetta Horvat compare anche in un ritratto da bambina che rimanda a una damigella di Velazquez:
"Era un progetto di passione, io ricordo ore di attesa, parliamo di un'epoca, nel 1983, in cui non c'era photoshop è un lavoro di luce di stoffe, un lavoro teatrale", ha affermato la curatrice.
Nel corso della sua carriera lunga oltre 70 anni, Horvat, nato in Istria nel 1928 (nella città di Abbazia, oggi Croazia), è passato dalla moda, che lo ha reso celebre, al reportage sociale e di viaggio, dai ritratti al rapporto con l'arte. È di un bianco e nero "pittorico" la sezione "Goethe e la Sicilia". Il curatore ed editor di Electa, Nunzio Giustozzi:
"Lui va nell''81 in Sicilia con il libro Viaggio in Italia sotto il braccio, e vede che alcuni luoghi sono rimasti intatti, pensa addirittura che la mafia abbia fatto questo miracolo", ha spiegato.
E poi i servizi per Harper's Bazaar: "C'è anche un Mastroianni, ci sarebbe stato anche un Fellini e un Barzini, perché nei primi anni '60 lui è Roma, è chiamato da Irene Brin e Gaspare del Corso per costruire dei servizi di moda nella Roma che era diventata eterna per il cinema. Questi personaggi si prestano a dialogare in modo anche civettuolo, e anche davanti a un piatto di maccheroni, con le grandi modelle internazionali", ha spiegato.
La mostra di Horvat si aggiunge a una serie di fotografi che le Terme di Caracalla hanno ospitato negli ultimi anni. La soprintedente di Roma, Daniela Porro:
"Prosegue la fortunata serie delle iniziative dedicate alla fotografia contemporanea, abbiamo avuto Letizia Battaglia e Narciso allo Specchio e ora Frank Horvat, è un artista straordinario, forse poco conosciuto al grande pubblico, questa è un'occasione per farlo conoscere ancora meglio".
Servizio di Stefania Cuccato
Montaggio Carlo Molinari