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Bonino, Cappato: sua memoria viva, guardare al futuro delle sue lotte

di TMNews lunedì 14 settembre 2026
1' di lettura

Roma, 14 set. (askanews) - "La memoria di Emma Bonino è una memoria viva che guarda al futuro delle lotte che ci sono ancora da fare per chi ne avrà voglia, di qualsiasi orientamento politico. E per farla vivere ci vogliono i fatti, non le posizione e le ideologie che erano il contrario di ciò che Emma amava". Cosi Marco Cappato, arrivato alla camera ardente di Emma Bonino alla protomoteca del Campidoglio, insieme a Filomena Gallo con una delegazione dell'associazione Luca Coscioni di cui Cappato è tesoriere.

"Credo che l'affetto di tanta gente derivi dal fatto che al di là di ogni orientamento politico sono tantissime le persone, le donne ma non solo, ad aver incrociato nella propria vita, in momenti anche intimie drammatici, le lotte di Emma, per un giorno o per una stagion e più lunga", ha detto Cappato, già eurodeputato radicale nella Lista Bonino.

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Roma, 14 set. (askanews) - Anche Alessandro Onorato, fondatore e coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia, ha partecipato al presidio davanti al Senato contro la nuova soglia per la raccolta delle firme. La norma inserita nella riforma elettorale porta il numero minimo a 6.000 sottoscrizioni per collegio per le nuove formazioni politiche, cioè quelle non già rappresentate in Parlamento.

Secondo i calcoli di Onorato, Progetto Civico dovrebbe raccoglierne complessivamente circa 400.000, dieci volte quelle richieste a Fratelli d'Italia nel 2013. Il movimento si è appellato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, denunciando una barriera che favorirebbe i partiti già presenti in Parlamento e ostacolerebbe l'ingresso di nuove forze politiche.

"Quello che chiediamo a Giorgia Meloni - dice Onorato - è perché nel quando prese l'1,9% lei dovette raccogliere solo 40.000 firme e noi oggi dovremmo raccogliere 400.000 firme, 10 volte tante, perché con questa norma all'epoca lei non sarebbe entrata in parlamento, lei non sarebbe diventato poi il primo partito, non sarebbe diventato presidente del Consiglio perché al Senato, tra le tante cose che avevano a cui pensare hanno pensato semplicemente a un movimento civico di amministratori che da tutta Italia si sono uniti senza di finanziamento pubblico".

"Oggi qui c'è gente che è arrivata dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Campagna, dall'Emilia Romagna, dal Trentino, da ogni parte d'Italia in 24 ore di tempo per dire che questa norma è una vergogna, è una truffa, perché permette a chi sta in Parlamento di rimanere lì e chi sta fuori a non entrare mai. Per questo - afferma Onorato - con grande rispetto ci siamo appellati al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non ha sicuramente bisogno di noi per far presente quello che sta avvenendo al Senato. Questa norma è oggi anticostituzionale".

"Ci sono tantissime sentenze della Corte Costituzionale che dicono che seppure il legislatore ha tutta l'autonomia di poter fare la legge elettorale, che ritengono più giusta, non può mai creare ad arte delle barriere per non permettere a nuove forze politiche di entrare dove si decide il presente e il futuro degli italiani. Aggiungo un dato dell'ipocrisia assoluta. Praticamente se uno prende anche lo 0,1% sarà considerato ai fini elettorali nelle coalizioni. Peccato poi che per raccogliere 400.000 firme che ricordo devono essere divise per 6000 minimo per ogni collegio, vuol dire che in Molise per esempio noi dovremmo raccogliere il 5% di chi vota, cioè quindi una barriera all'ingresso. Possiamo lasciare le barriere ai cittadini italiani? Possiamo decidere che decidono loro chi entra in Parlamento e chi no?", conclude Onorato.

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Cile, 284 arresti nelle proteste per l'anniversario del golpe

Santiago, 14 set. (askanews) - Cannoni ad acqua, lacrimogeni e quasi 300 arresti in Cile durante le manifestazioni per il 53esimo anniversario del colpo di Stato militare che l'11 settembre 1973 rovesciò il presidente socialista Salvador Allende. A Santiago i manifestanti hanno lanciato pietre e bastoni contro la polizia, che ha risposto con i mezzi antisommossa. Le autorità hanno fermato 284 persone, fra le quali 31 minorenni e 16 cittadini stranieri. Secondo il governo, non ci sono stati civili feriti. I cortei hanno raggiunto il palazzo presidenziale della Moneda e il monumento ad Allende. Per la prima volta dal ritorno della democrazia, nel 1990, il governo non ha organizzato una commemorazione ufficiale. Durante i 17 anni della dittatura di Augusto Pinochet, più di 3.200 persone furono uccise o scomparvero e decine di migliaia furono torturate o incarcerate.

"Questo governo sostiene i criminali colpevoli di crimini contro l'umanità, tutti appartenenti all'esercito, ai carabineros e alle forze armate", dice Oscar Manuel Seguel, insegnante e manifestante. "Vogliono liberarli. Vogliono liberare coloro di cui è stato provato che hanno ucciso bambini, bambine, donne e lavoratori di questo Paese, migliaia di persone. Furono torturati, esiliati e incarcerati dalla dittatura. È questo che commemoriamo, a 53 anni dalla dittatura militare".

"Oggi commemoriamo un giorno triste - dice Gilda San Martin, pensionata - un giorno di lutto per molte famiglie cilene, quando i militari presero il potere con la forza, bombardando il palazzo della Moneda e portando fuori da Morandé 80, la strada in cui ci troviamo, il presidente assassinato".

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