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Poste-TIM, Del Fante: mercato ha capito, ci darà ampio controllo

di TMNews lunedì 14 settembre 2026
3' di lettura

Roma, 14 set. (askanews) - L'Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante e il Direttore Generale Giuseppe Lasco hanno commentato oggi al TG Poste la chiusura della prima fase dell'OPAS lanciata su Tim.

Poste Italiane sta valorizzando TIM in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un'intervista al TG Poste l'AD Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull'OPAS, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del Gruppo di telecomunicazioni. "Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero - ha detto - è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire". Un risultato raggiunto dopo un'importante accelerazione la settimana scorsa. "Gli investitori - ha detto Del Fante - hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un'azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori. C'è stata una presa di coscienza - ha continuato Del Fante - i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre". Al termine dell'OPAS, ha concluso l'AD di Poste Italiane, "ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende".

L'OPAS di Poste Italiane su Tim è un'operazione storica per il Paese e per il territorio, e il suo successo aiuterà a guidarne la transizione digitale con la nascita di un grande Gruppo capace di creare occupazione e di competere con i grandi player internazionali. È quanto ha detto Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, commentando la chiusura della prima fase dell'offerta su Tim che ha visto l'azienda salire al 66,6% del gruppo di TLC. "Rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, - ha detto Lasco - inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l'urto dell'innovazione e della trasformazione digitale". Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo. "Poste Italiane e Tim - ha detto - saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell'infrastruttura dell'Intelligenza Artificiale. Anche se l'IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un'infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio - ha concluso Lasco - perché daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni".

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"Ci sono tantissime sentenze della Corte Costituzionale che dicono che seppure il legislatore ha tutta l'autonomia di poter fare la legge elettorale, che ritengono più giusta, non può mai creare ad arte delle barriere per non permettere a nuove forze politiche di entrare dove si decide il presente e il futuro degli italiani. Aggiungo un dato dell'ipocrisia assoluta. Praticamente se uno prende anche lo 0,1% sarà considerato ai fini elettorali nelle coalizioni. Peccato poi che per raccogliere 400.000 firme che ricordo devono essere divise per 6000 minimo per ogni collegio, vuol dire che in Molise per esempio noi dovremmo raccogliere il 5% di chi vota, cioè quindi una barriera all'ingresso. Possiamo lasciare le barriere ai cittadini italiani? Possiamo decidere che decidono loro chi entra in Parlamento e chi no?", conclude Onorato.

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