CATEGORIE

"Livatino-Il giudice e i suoi assassini" di Michele Placido, trailer

di TMNews martedì 15 settembre 2026
1' di lettura

Roma, 15 set. (askanews) - É stato diffuso il trailer di "Livatino - Il giudice e i suoi assassini", prima regia di Michele Placido di una fiction per la Rai.

La mini-serie in quattro episodi, scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e lo stesso Placido, vede come protagonista, nel ruolo del giudice, Giuseppe De Domenico, affiancato da Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Brenno Placido. Sarà in prima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play.

Negli anni Ottanta, nell'agrigentino, si incrociano i destini del magistrato Rosario Livatino e di un gruppo di giovani stiddari, cresciuti nella povertà e attratti dalla criminalità come via di riscatto. Livatino combatte il potere mafioso colpendone patrimoni, interessi economici e radicamento nel territorio, mentre gli stiddari avanzano nella provincia conquistando spazio e consenso. In un chiasmo narrativo che oppone legge e violenza, giustizia e sopraffazione, i due percorsi si avvicinano fino al 21 settembre 1990, quando un commando della Stidda uccide il magistrato. La sua testimonianza di giustizia e fede lo renderà un simbolo della lotta alla mafia e il primo magistrato della storia a essere proclamato beato dalla Chiesa cattolica.

La serie è una coproduzione Rai Fiction - Goldenart Production - Rai Com, prodotta da Federica Luna Vincenti, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura - Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Siciliana, Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo - Sicilia Film Commission.

tag

Ti potrebbero interessare

Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026

Roma, 15 set. (askanews) - A Palazzo Montecitorio, presso la Sala della Regina, si è tenuta la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026. Nel corso dell'evento, sono stati premiati i migliori progetti nel settore della comunicazione istituzionale, sottolineando l'importanza di valori quali trasparenza, innovazione e coesistenza con il fenomeno dell'intelligenza artificiale. Organizzato da Touchpoint e Ital Communications, in collaborazione con Assocomunicatori, la giornata ha visto consegnare 16 diversi riconoscimenti, volti ad evidenziare le diverse sfumature che compongono la comunicazione istituzionale.

Le parole di Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati: "Ora c'è la battaglia più importante, quella della tutela di queste professioni, anche in vista dell'affermazione dell'intelligenza artificiale generativa. Su questo il Governo è intervenuto con l'intelligence act e con le norme europee. Nonostante ciò, in quanto Commissione che si occupa anche di questi temi faremo sicuramente un'indagine conoscitiva sull'impatto che l'intelligenza artificiale ha sulle professioni della comunicazione".

L'intervento di Domenico Colotta, Founder di Ital Communications e Presidente di Assocomunicatori: "La comunicazione istituzionale oggi è intesa come un rapporto diretto con chi la riceve, nel senso che chi comunica deve sapere ascoltare, deve rispondere, deve interloquire con i cittadini. In questo modo si crea quel rapporto virtuoso tra governanti e governati e quando questo rapporto si rompe la comunicazione istituzionale degrada a mera propaganda. Noi oggi premiamo invece quelle realtà che hanno saputo fare la buona comunicazione istituzionale creando fiducia e trasparenza nei confronti dei cittadini.

Grande rilievo è stato dato al ruolo della componente umana, fondamentale per una sana comunicazione tra l'azienda e la platea dei consumatori.

Il commento di Andrea Crocioni, Direttore Responsabile di Touchpoint: "Al centro di tutto c'è la persona: l'intelligenza artificiale è una tecnologia che segna un passaggio storico, un salto quantico a livello di organizzazione del lavoro. Oggi più che mai è utile tornare alle radici, ai valori e anche alla trasparenza che è un elemento essenziale. Le istituzioni devono essere vicine ai cittadini".

Non un semplice riconoscimento, ma una possibilità di sponsorizzare le best practices da seguire ed emulare. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale traccia un sentiero per l'intero settore, con lo sguardo già rivolto alla seconda edizione che si terrà nel 2027.

TMNews

"Cinque Cadute" al Teatro Olimpico, a Vicenza il mito invade la città

Roma, 15 set. (askanews) - A Vicenza i classici escono dal teatro e invadono la città. Il 79mo Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico si è aperto con "Cinque cadute - Piccola enciclopedia mitologica dei gesti proibiti", uno spettacolo itinerante - scritto e diretto da Michele Mori di Stivalaccio Teatro - che ha trasformato cinque botteghe storiche del centro in altrettanti piccoli palcoscenici.

Spiegano Sara Allevi, Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello di Stivalaccio Teatro: "Per aprire il ciclo dei classici di cui siamo, insieme a Federico Corona, i direttori artistici, abbiamo deciso, di fare un evento che fosse aperto a tutti, un evento che non solo fosse aperto, ma che coinvolgesse la cittadinanza. E quindi abbiamo preso cinque classici, cinque miti e li abbiamo rielaborati in stile popolare, che poi è lo stile che ci caratterizza, lo stile di Stivalaccio Teatro, e poi li abbiamo rappresentati in delle botteghe storiche di Vicenza. Ma non solo, abbiamo coinvolto dei cittadini di tutte le età ai quali abbiamo fatto un laboratorio e li abbiamo fatti diventare il coro di queste cadute, di queste buffonate".

Nelle cinque azioni sceniche agli attori di Stivalaccio si affiancano venti cittadini coinvolti attraverso una chiamata popolare e un laboratorio teatrale. "Sì, c'è stata proprio una chiamata pubblica, quindi abbiamo aperto l'evento a tutti i cittadini, si sono iscritti in tanti, hanno partecipato a un laboratorio e poi sono stati inseriti proprio negli spettacoli, nelle storie che raccontiamo. L'idea è quella che la comunità di Vicenza si riappropri di questo luogo, che è il luogo simbolo della città, e si riappropri non solo partecipando come spettatori, partecipando come parte attiva, quindi attraverso questo laboratorio, e partecipando mettendo a disposizione le botteghe storiche che caratterizzano appunto il centro storico di Vicenza".

Vicenza ha potuto così assistere a uno scpettacolo che ha riportato in vita alcuni dei più noti miti dell'antichità. "Quello che ci interessava era avvicinare questi miti a noi terrestri, quindi far vedere che anche il mito, che anche uno bello come Narciso a un certo punto inciampa, no? E quindi cade. Oppure uno intelligente come Dedalo però c'ha un figliolo Icaro che, insomma, sbaglia. Ognuno di noi sbaglia: Atteone è il più grande cacciatore, però anche lui sbaglia e si sofferma troppo, Pandora è la più bella, non è una dea, però è la più bella di tutti, però lei apre il vaso. Insomma, ognuno di loro ha combinato qualcosa, quindi ci piaceva questo renderli umani, questo avvicinarli a noi che ne combiniamo una dietro l'altra in questo mondo che ci fa inciampare in continuazione. Utilizzando però sempre il nostro linguaggio, che è partendo dalla comicità, il ribaltamento del mito attraverso la comicità".

La città ha accolto con entusiasmo l'apertura di questo nuovo ciclo del Teatro Olimpico. L'assessore alla Cultura Ilaria Fantin: "Siamo arrivati alla settantanovesima edizione del ciclo di spettacoli classici e ci arriviamo freschi perché abbiamo due novità: una è il fatto che la direzione artistica sia affidata ad una compagnia vicentina e questa è una cosa a cui tengo tantissimo perché abbiamo delle realtà importanti, lo diciamo sempre. Ma la seconda novità è questa e rientra proprio nelle peculiarità di Stivalaccio Teatro: hanno deciso di non affidare i classici solo al nucleo principale, che è quello che avviene dentro il teatro coperto più antico al mondo, ma di arrivare a tutta la città, abbracciando davvero tutti e oggi siamo qui girando per botteghe storiche di Vicenza e portando dentro appunto i miti che escono dal teatro e raggiungono tutta la città".

TMNews

Russia al voto "senza vera scelta", Russia Unita verso la vittoria

Mosca, 15 set. (askanews) - La Russia vota dal 18 al 20 settembre per rinnovare la Duma, nelle prime elezioni parlamentari dall'invasione dell'Ucraina del 2022. Sulla scheda nazionale sono ammessi soltanto partiti che sostengono Vladimir Putin e la guerra, mentre Yabloko, l'unica formazione ancora attiva in Russia apertamente contraria al conflitto, è stata esclusa. Russia Unita è data per certa della maggioranza dei seggi. Per alcuni elettori resta soltanto la possibilità di scegliere il "male minore".

"Alla fine sono elezioni senza una vera scelta. Ma abbiamo quello che abbiamo, quindi scegliamo, diciamo, il male minore tra tutti", dice Evdokiya Kryuchkova, studentessa d'arte, mentre Ilya Kartashov, anche lui studente, afferma: "Ho intenzione di votare per Nuova Gente. All'inizio pensavo di scegliere Yabloko, ma dopo che è stato escluso dalle elezioni ho guardato gli altri programmi elettorali e vari annunci. E, semplicemente, Nuova Gente mi è sembrato il più convincente". "A mio avviso - aggiunge - l'unico partito che avrebbe davvero potuto cambiare qualcosa era Yabloko. Ma ora non c'è più. E di conseguenza non resta neanche molta speranza di cambiamento".

"Ho visto un manifesto dell'LDPR e c'era Pavel Budkin Valery Budkin, ndr . Ho semplicemente guardato la sua fotografia - spiega Inna Chardo, pensionata, ex direttrice commerciale - e mi è piaciuta molto la sua espressione, il suo sguardo, il suo volto. È un giovane e si vede che nei suoi occhi c'è una certa profondità spirituale. Vorrei davvero che persone come lui arrivassero al potere".

"Penso alla stabilità - dice Apostol, responsabile leasing - Nel complesso questo significa Russia Unita. Ma allo stesso tempo Russia Unita prenderà comunque la maggioranza dei voti. Quindi non lo so. Al momento non vedo alcun senso nel votare per un partito d'opposizione. Tanto Russia Unita vincerà comunque".

TMNews

A Parigi in mostra e all'asta gli oggetti di Brigitte Bardot

Parigi, 15 set. (askanews) - Cappelli di paglia, occhiali, abiti, accessori, profumi: 285 oggetti della vita quotidiana di Brigitte Bardot saranno messi all'asta il 21 settembre a Parigi, dopo una settimana in cui saranno esposti per il pubblico all'Hotel Drouot. I pezzi provengono dalle case dell'attrice, deceduta a 91 anni lo scorso dicembre, a Saint-Tropez e dal suo appartamento parigino; il ricavato della vendita sarà devoluto alla Fondazione Brigitte Bardot e a Nicolas-Jacques Charrier, suo unico figlio.

"Gli oggetti presentati sono quelli che le piacevano particolarmente perché rappresentano la sua seconda vita", ha sottolineato Ghyslaine Calmels, direttrice generale della Fondazione Bardot.

Tra questi, fa sapere la casa d'aste Maison Milion, un poster del film "E Dio creò la donna", conservato a La Madrague e stimato tra 100 e 200 euro, un autoritratto a matita e un suo disegno raffigurante Roger Vadim che sarà messo all'asta per 80 euro. Inoltre, il braccialetto d'oro che BB indossava durante il suo matrimonio con Jacques Charrier sarà proposto per 1.200 euro. Ci saranno anche la sua macchina da scrivere personale, una Olivetti con cui scrisse la sua autobiografia, un paio di stivali rossi che amava e il tavolo su cui rispondeva alle lettere.

Tra i pezzi più cari, con stime per migliaia di euro, un anello in platino con diamante da 3,67 carati e un lotto di quattro monete d'oro da 20 dollari. Ci saranno anche la sua bicicletta e e i suoi cesti di vimini.

Accanto ai mobili e alle opere d'arte anche oggetti "modesti" ma cari a BB: cofanetti, scatole, svuota-tasche, sveglie, accendini, posacenere e regali. Stimati tra 30 e 50 euro due collane dei cani dell'attrice con una medaglietta incisa con i suoi contatti.

TMNews